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Oggi, purtroppo, la situazione del virus ci rimette al punto di partenza, in un rewind che ha il sapore amaro della sconfitta. Forse anche per questo, in questo numero di Vanity Fair abbiamo scelto di raccontarvi una storia eccezionale, quella di Giorgio Panariello e di suo fratello Franco”, scrive nel suo editoriale il direttore Simone Marchetti. “Nell’intervista che ci ha rilasciato in esclusiva, Giorgio Panariello, sostiene che nei momenti difficili «la differenza tra il precipitare dalla scarpata o fermarsi sulla soglia del burrone è minima». Ecco, noi pensiamo che in quella minima differenza, in quella crepa che si disegna tra la speranza e la sconfitta stia l’unico modo di leggere questo periodo così duro”.

«Volevo rendere giustizia a Franco e assumermi le mie responsabilità» dice il comico toscano in merito al libro pubblicato da Mondadori Io sono mio fratello in libreria dal 3 novembre. Pagine che raccontano la vita e la morte del fratello Franco e di come, a volte, a salvarti dall’abisso siano solo piccoli istanti di fortuna.

Panariello ricorda che ritrovarono suo fratello in una notte d’inverno «buttato come fosse un materasso usato, tra i cespugli davanti al mare di Viareggio» e giura che il giorno del funerale a Montignoso «piangevano tutti quelli che Franco aveva derubato, insultato, deluso e tradito. Persone che non avevano mai smesso di volergli bene perché, a esclusione di se stesso, Franco non aveva mai fatto del male a nessuno».

Si disse che nel 2011 Franco fosse morto per overdose e si scoprì invece, dopo un penoso processo, che la vera causa era stato l’abbandono di un uomo «per vigliaccheria». Tre persone con le quali si era sentito male mentre era con loro a cena lo avevano scaricato da una macchina e il suo cuore aveva smesso di battere per ipotermia.

«Tra me e Franco la differenza l’ha fatta la fortuna», dice Giorgio. «Ho avuto soltanto più culo di lui, ma Franco avrei potuto essere io. Nessuno dei due aveva mai saputo chi fosse nostro padre e mia madre, che ci aveva messi al mondo troppo in fretta, non era stata in grado di assolvere alla sua funzione. Io, nato un anno prima di lui, venni affidato ai nonni. Lui finì presto in collegio senza incontrare affetto e attenzioni. A Franco, nella vita, è mancato soprattutto l’amore». 

In merito al fatto che Franco avrebbe potuto essere lui, dice: «Ci andai vicino, davvero vicino perché nel tentativo di stargli accanto mi stavo trasformando proprio in Franco. La realtà mi pesava. Stavo bene solo con il vino e la canna in bocca. Le cose stavano andando molto male. Una sera mi misero davanti l’eroina. Avrei dovuto sniffarla e l’avrei sicuramente fatto, forse per sfida idiota o forse per dimostrargli che tra il diventare dipendenti o il non esserlo la differenza era soltanto nella forza di volontà. A un certo punto vidi spuntare un accendino, poi un cucchiaio, infine un cristallo e capii a cosa stavo andando incontro. Uscii di corsa da quella casa e probabilmente mi salvai la vita». 

Con grande onestà ammette che il fratello per lui è stata anche un peso  «Lui aveva la sensazione di avere un fratello ingombrante e la stessa sensazione abbracciava anche me, ma è chiaro che un fratello in quelle condizioni era anche una zavorra: per fare il mio mestiere devi avere la testa libera». Aggiunge poi: «Quando non vedevo Franco l’ansia diminuiva, ma poi subentravano i sensi di colpa». 

E quando il vice direttore di Vanity Fair Malcom Pagani gli chiede se ha scritto questo libro per espiarli risponde: «Non c’è niente che ti freghi come il senso di colpa: ho fatto molti sbagli nei confronti di Franco, anche e soprattutto per il senso di colpa. Chiunque abbia in casa una persona che fa uso di stupefacenti ha un senso di colpa perenne. Mi sentivo in colpa quando foraggiavo i suoi vizi, quando gli negavo il denaro e anche quando le malelingue sussurravano: “Ma come, con un fratello così quello pensa a far ridere?”. 

Ora Franco non c’è più. «E non riesco a crederci. Dopo essere uscito da San Patrignano, ci ricascò. Andammo allora nella comunità di Don Mazzi e, dopo tre anni lì, Franco ne uscì totalmente pulito. Aveva avuto l’ultima possibilità della sua vita e l’aveva colta. Non so se fosse veramente felice, ma stava bene. Aveva voglia di vivere e aveva compreso quanto fosse meraviglioso volare con i piedi per terra. Si era trasferito a Pietrasanta, aveva trovato un lavoro stabile e mi venne a trovare alla vigilia di Natale. Passammo una serata bellissima, a ricordare le follie fatte insieme e poi ci abbracciammo. Si sistemò la sciarpa, fece un’ultima risata delle sue, con la voce roca mi salutò e lo guardai sparire con la sua andatura sempre in pencolo sistemandosi il ciuffo. Fu l’ultima volta che lo vidi».

Posted on 27 October 2020 | 3:36 pm

In occasione della cerimonia digitale di assegnazione dei riconoscimenti MAM - Maestro d'Arte e Mestiere 2020, tenutasi lunedì 26 ottobre 2020, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno ricevuto il riconoscimento speciale di Sostenitori dei Mestieri d’Arte nella sezione “Imprese per i Mestieri d’Arte” per la passione che li porta da sempre a valorizzare e a far crescere le competenze artigianali che rendono speciale, preziosa e unica la moda italiana.

Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, in collaborazione con ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, celebrano Domenico Dolce e Stefano Gabbana per “il loro infaticabile impegno per una moda che possa rispecchiare il senso autentico delle tradizioni e delle passioni, grazie a un’efficace sinergia tra stile contemporaneo, artigianalità d’eccellenza e identità mediterranea. Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono ambasciatori eccellenti di un Made in Italy che pone al centro dello sviluppo il saper-fare dei nostri maestri d’arte, artefici autentici di una meraviglia che, grazie allo stile iconico della Dolce&Gabbana, tocca i cuori degli appassionati di tutto il mondo”.

Da sempre a sostegno dei mestieri d'arte, Dolce & Gabbana ha di recente sottolineato l'importanza delle maestranze del Made in Italy attraverso una mostra dedicata alle 38 botteghe e artigiani che hanno contribuito alla realizzazione delle collezioni di Alta Moda e Alta Sartoria presentate a settembre 2020 a Firenze.

Fashion
Dolce & Gabbana: la sfilata Alta Moda a Firenze
Nello splendore di Villa Bardini a Firenze, una primavera ritrovata sboccia sulle creazioni di Dolce & Gabbana, in un Rinascimento della moda contemporanea
L'Uomo
Dolce & Gabbana sfila a Firenze con l'Alta Sartoria
Un omaggio al Rinascimento fiorentino come simbolo di una rinascita tutta italiana

Al sito www.maestrodartemestiere.it è possibile visualizzare il video della cerimonia digitale con la premiazione di Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

Posted on 27 October 2020 | 3:22 pm

Famed furniture label Vitra recently held the Vitra Summit looking at the future of art and design, with two new sustainable chairs unveiled during the digital conference. The new styles include the EVO-C, designed by Jasper Morrison, and a new version of the Tip Ton chair that was designed in collaboration with Barber & Osgerby in 2011.The EVO-C chair features a cantilevered construction, owing much to the iconic Vitra Panton Chair designed by Verner Panton. The model has been built using a gas injection moulding technology, which extra flex, support and comfort, while its design allows it to almost disappear into the shape of the sitter. The design and construction of the EVO-C means that the chair will last for decades, relating to Morrison's "super normal" approach to furniture with long a lifespan.For the new Tip Ton RE, Vitra has reconstructed the Tip Top chair from a new material of locally-sourced household waste. The chair comes in a grey with flecks of color poking through. This is the color of the processed materials without any extra colorants added to the material. The material is finished with a small amount of glass fiber, and its 100 percent recyclable when the Tip Ton RE chair is at the end of its product life span.Take a look at the two new chairs in the gallery above, and head over to the Vitra website for more information.For more sustainable homeware, LOW Intervention has linked up with Space Available for a new range of tableware.

Click here to view full gallery at HYPEBEAST

Posted on 27 October 2020 | 3:16 pm

Complici le restrizioni imposte dal lockdown, molti artisti hanno fatto di necessità virtù e si sono chiusi in casa - o in studio - a produrre e registrare musica bellissima. Ma quali saranno le canzoni dell'estate, sicuramente la più atipica della nostra vita? Quali i tormentoni che ci faranno ballare, seppur distanziati e muniti di mascherina? Difficile, difficilissimo dirlo: durante la fase 1, gli ascolti delle radio sono calati sensibilmente. Ma anche in questa fase successiva di transizione, non è mai stata così ardua la promozione musicale: a causa di festival e concerti fermi ai box, ma anche dell'annullamento degli eventi in store, i cosiddetti firmacopie. Eppure, come detto, è uscita e sta per uscire della bellissima musica: ecco perché la necessità di ospitare sulle pagine di Vogue.it uno spazio dedicato alle nostre release preferite. In attesa di poterle ballare di nuovo abbracciati.

Musica
At home with Vogue: le playlist musicali da ascoltare a casa
Una playlist al giorno selezionata dai nostri artisti preferiti. In esclusiva per il canale Spotify di Vogue Italia

NOTHING BUT THIEVES, MORAL PANIC

Come è nato Moral Panic, e cosa significa per voi e per il vostro percorso artistico?
(Joe Langridge-Brown) Buona parte del disco è stato scritto prima della pandemia, ma è un disco che suona particolarmente attuale perché avevamo già visto certe cose, che nel corso del tempo sono progressivamente peggiorate. Il disco precedente, Broken Machine, lo avevamo scritto on the road: questa è la prima volta per noi in cui abbiamo passato così tanto tempo a casa e abbiamo potuto dedicarci all’album. Credo quindi sia anche questo il motivo per cui questo disco parla un po’ meno di noi e un po’ più di quello che ci circonda.

Dal punto di vista musicale come descrivereste quest'ultimo progetto? 
(Joe) Abbiamo già due album alle spalle e di volta in volta ci siamo spinti oltre i confini dei generi musicali. Adesso abbiamo un po’ più di esperienza, che ci consente di sperimentare non soltanto a livello di scrittura ma anche a livello di registrazione. Il disco precedente era più un disco nato come reazione al primo album, mentre Moral Panic è più un disco stand alone che, forte dell'esperienza che abbiamo alle spalle, rappresenta una sorta di nuovo inizio, un nuovo capitolo, in questo senso. 

Nothing But Thieves © Jack Bridgland
Nothing But Thieves © Jack Bridgland

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
(Joe) Dipende dai punti di vista, sicuramente per noi è stata interessante Impossible: mentre scrivevamo questo pezzo a un certo punto non ne venivamo fuori, pensavamo addirittura di scartarla. Eravamo chiusi in una stanza tutto il giorno e non riuscivamo ad andare avanti: d’altro canto quando ascolti di continuo i tuoi pezzi a un certo punto ti serve prenderne un po’ le distanze. E allora Dom (Dominic Craik, ndr) ha preso la canzone, ha cambiato gli accordi ed è tornato da me il giorno dopo; ed effettivamente la traccia è cambiata, l’abbiamo percepita diversamente rispetto a prima. Il disco è un disco molto denso dal punto di vista dei testi, è un po’ pesante e cupo, e per noi è importante ci sia un brano così di apertura, di respiro, di positività come Impossible. È importante per noi ma anche per chi ascolta il disco, perché è un po’ il pezzo che ha cambiato l’album. Penso che se non ci fosse quel pezzo il disco risulterebbe più pesante.

Con chi (e come) avete collaborato durante la realizzazione dell'album?
(Conor Mason) Anche per questo album abbiamo lavorato con Mike Crossey. Broken Machine era stata un po’ una reazione al primo album, lui ha alzato un po’ l’asticella con noi, soprattutto perché si tratta di un produttore molto eclettico, dato che si occupa di pop moderno e di indie ma lavora anche con band che fanno musica più "pesante". Quando ha rifinito Broken Machine, ha fatto un lavoro strepitoso e per questo motivo abbiamo deciso di rivolgerci a lui anche per Moral Panic. Peraltro lui ha un ottimo sistema di filtraggio: noi arriviamo già con i demo dopo avere già lavorato un po’ ai pezzi: lì poi interviene Mike, che ha questa capacità di trovare la giusta misura e fare in modo che i pezzi funzionino. Anche se, va detto, ha utilizzato in buona parte i demo che avevamo fatto noi. 

C’è qualcuno a cui vorreste dedicare Moral Panic?
(Conor) È un disco che parla delle persone, quindi è difficile indicarne una in particolare a cui dedicarlo. 

ENSI, OGGI

Come è nato Oggi, e cosa significa per te e per il tuo percorso artistico?
L’EP nasce dalla voglia di mettersi in gioco costantemente facendo cose nuove. Dopo aver pubblicato due dischi importanti come V e Clash, in cui mi ero raccontato molto, avevo voglia di spaziare in altri campi. Oggi è la naturale conseguenza di quello che ho sempre fatto, non è un’operazione di re-branding o una versione 3.0 di me stesso: continuo comunque a fare quello che ho sempre fatto con la stessa attitudine ma con maggiore freschezza.

Dal punto di vista musicale come descriveresti quest'ultimo progetto? 
Oggi è parte di un progetto più grande, è la naturale e coerente evoluzione del mio percorso musicale. Mi sono divertito molto facendo cose che per chi mi ha scoperto da poco sono inedite e che per chi mi conosce già da qualche anno sono familiari, sia dal punto di vista dell’eterogeneità della scrittura che da quella delle sonorità.

Ensi © Andrea Barchi
Ensi © Andrea Barchi

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Credo che sia Non sei di qua. É un brano d’impatto, che ricorda il rap da club dei primi anni 2000, con sonorità super bounce, che potevano andare bene per i grandi impianti, ma con la tecnica e le rime taglienti che da sempre mi contraddistinguono. Il brano racconta la voglia di tornare a casa, di rivedere le esperienze che mi hanno portato fino a qui con un occhio differente, con uno sguardo al passato ma con una chiave inedita.

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione dell'EP?
Ho deciso di circondarmi di produttori di almeno una generazione successiva alla mia, proprio per la voglia di sperimentare e conoscere persone nuove che stanno facendo la differenza nel settore e che hanno le carte in regola per restare. Produttori come Andry The Hitmaker, Lazza per 333Mob, Strage, Chris Nolan, Kanesh e Gemitaiz, che è quello più vicino a me dal punto di vista anagrafico ma che come produttore è assolutamente inedito. Sono contento di tutte e sei le sonorità, sono tutti brani con un mondo musicale definito ma in cui riesco a essere personale e diverso allo stesso tempo, in ogni traccia. 

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare Oggi?
Non c’è una persona o un momento particolare a cui voglio dedicare l’EP, ma mi piace citare una rima contenuta in Specialist: “riportiamo l’attenzione sull’arte”. Questa è la mia missione, una netta presa di posizione in un momento di grande esposizione per questo genere musicale, in cui spesso ci si dimentica da dove si proviene e dove la mela cade lontano dall’albero. Vorrei fare in modo di riportarla dove deve stare, almeno secondo me.

MECNA, MENTRE NESSUNO GUARDA

Come è nato Mentre nessuno guarda, e cosa significa per te e per il tuo percorso artistico?
Il progetto è nato subito dopo aver chiuso il tour di Neverland, il mio disco precedente realizzato insieme a Sick Luke. Mentre nessuno guarda è semplicemente un altro mio disco, in cui sono riuscito a fare le cose come volevo io: dalla musica alle collaborazioni, passando anche per la promozione. Abbiamo realizzato un cortometraggio, che era una idea che avevo in mente da un po'.  Anche con Richard, l'autore dell'artwork, volevo collaborare da tempo, quindi sono davvero soddisfatto per come sono andate le cose. 

Dal punto di vista musicale come descriveresti quest'ultimo progetto? 
È un album molto personale e intimo, come gli altri miei dischi, ma ci sono delle aperture. A livello sonoro, ci sono dei pezzi che fanno ballare, mantenendo però l'impronta introspettiva tipica delle cose che faccio io. 

Mecna © Christian Kondic
Mecna © Christian Kondic

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Scusa, l'ultimo pezzo del disco, racconta delle storie, più che avere una storia da raccontare. È un brano in cui io mi sono immaginato di parlare a delle persone con cui mi sono imbattuto durante la mia vita: dai ragazzi con cui ho iniziato a fare rap quindici anni fa, alla mia famiglia passando per le mie ex. È un pezzo in cui chiedo scusa, ma dietro a ognuna di queste scuse si cela in realtà un grazie.

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione dell'album?
A livello di produzioni mi sono affidato ai miei amici di sempre, Lvnar, Iamseife e Alessandro Cianci, che sono i producer con cui ho iniziato a definire il suono che mi piaceva, da Laska - il mio secondo album - fino ad ora. Rispetto alle precedenti esperienze con loro, questa è stata un po' diversa, perché a partire da Neverland con Sick Luke ho iniziato a essere un po' più presente nel momento della realizzazione delle strumentali. A livello di featuring ho chiamato invece artisti che penso che abbiano dei punti in comune con quello che è il mio mondo: alcuni anche molto giovani, ma tutti artisti che stimo e con cui volevo collaborare da un po'. 

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questo album?
Ai tre produttori, i già citati Lvnar, Iamseife e Alessandro. Perché, anche se non ce lo diciamo mai, stiamo facendo delle cose davvero belle insieme. Quando si è amici a volte si dà tutto per scontato ma ci tengo molto a sottolineare il fatto che abbiamo iniziato un percorso insieme che continua ancora oggi: è una cosa di cui vado molto fiero.

BEABADOOBEE, FAKE IT FLOWERS

Come è nato Fake it flowers, e cosa significa per te e per il tuo percorso artistico?
Ho scritto Fake It Flowers in gran parte nella mia stanza a casa dei miei, dove scrivo tutte le mie canzoni. Un po’ di idee mi erano venute mentre ero in tour, ma poi ho finito le canzoni in camera e le ho portate in studio. Per me ha un significato davvero speciale perché racconta una parte importante della mia vita: sono storie di vita che vengono dal cuore e messe in un unico album. Il percorso è stato questo: ho iniziato con la versione acustica a casa, e poi le canzoni si sono sviluppate aggiungendo più suoni, dalle chitarre elettriche alla band. Le canzoni sono più articolate, ma sono state scritte comunque nella mia camera da letto, vengono da lì.

Dal punto di vista musicale come descriveresti quest'ultimo progetto? 
Ha un mood prettamente anni Novanta. Molto ‘ragazze rock and roll’. Canzoni arrabbiate, intense, tristi, accompagnate da chitarra e band al completo; ma anche canzoni più semplici di ispirazione folk, realizzate con la chitarra acustica.

Beabadoobee © Callum Harrison
Beabadoobee © Callum Harrison

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Sorry è una canzone difficile da cantare e a cui pensare. Parla di un amico molto stretto che è bloccato in una situazione difficile, e spero che possa uscirne.

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione dell'album?
Ho collaborato con la mia band e con i miei produttori. Sono partita dalle mie canzoni nella loro versione più semplice, scritte da me, e le ho portate alla mia band - Louis, Eliana e Jacob - e ai miei produttori Pete e Joseph. Abbiamo costruito un sound con la band e con vari livelli di strumentazioni, persino con l’orchestra e gli strumenti a corda!

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questo album?
Nella versione in vinile dell'album ho fatto incidere "Love You Elijah”. L'ho dedicato al mio fratellino più piccolo.

FERDINANDO ARNÒ, MOURI, PRECIOUS, CHE PECCATO

Come è nato Che peccato, e cosa significa per te e per il tuo percorso artistico?
(Ferdinando Arnò) Quest’estate sono tornato a Manduria, in Puglia, il paese dove sono nato e dove è nato Carlo Alberto aka Mouri, l'autore e la voce della canzone. Mi ha fatto moltissimo piacere poter collaborare con un artista locale e coinvolgere le più attente menti creative del paese per realizzare il videoclip che accompagna la canzone.

Dal punto di vista musicale come descriveresti quest'ultimo progetto? È un mash up di stili. Ho voluto creare una base musicale  lontana degli stereotipi del rap e dell'hip hop, ma che calzasse perfettamente il flow di Mouri. Un approccio un po' alla Kendrick Lamar... Il risultato, che mi soddisfa molto, è l'incontro tra sensibilità e attitudini musicali diverse.

Mouri
Mouri
elena caraccio

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione di questo singolo? 
Oltre a me e a Mouri, in Che peccato è coinvolta Precious, la figura più rappresentativa della queer trans ballroom scene di New York. Mi piace moltissimo il suo modo di rappare, duro e diretto, figlio delle hip hop battle che vanno in scena nei club di Manhattan e Brooklyn. 

Qual è la storia del brano? 
Quel che mi è piaciuto fin dalla prima volta che Mouri me lo ha fatto ascoltare è la narrazione del disagio esistenziale e professionale dei giovani del Sud,  giovani di grande talento che raramente riescono a trovare occasioni per esprimere il loro potenziale. 

C'è qualcuno a cui vuoi dedicare Che peccato? 
Lo dedico a tutti i ragazzi del Sud, in particolare a tutti i ragazzi di Manduria e alla fantastica crew che ha collaborato alla realizzazione di un videoclip onirico e immaginifico, un Helzapoppin' moderno che ha consentito a molti dei miei sogni di diventare immagine.

THE NEIGHBOURHOOD, CHIP CHROME & THE MONO-TONES

Come è nato Chip Chrome & The Mono-Tones, e cosa significa per voi e per il vostro percorso artistico?
(Jesse Rutherford) Chip Chrome & The Mono-Tones sono un esempio diretto di crescita e di non aver paura di cambiare. Volevamo prendere il controllo della narrazione, quindi abbiamo usato la nostra creatività per farlo. Ora che sta accadendo e sta funzionando, mi sento come se non avessimo confini per ciò che potremo fare dopo.

Dal punto di vista musicale come descrivereste questo vostro ultimo progetto?
La descriverei come una versione meno drammatica dei The Neighbourhood. Sebbene i testi siano ancora contraddistinti da una certa vulnerabilità, l'estetica e il tono della musica non sono più così cupi e oscuri. Ci stiamo divertendo a fare arte insieme e vogliamo intrattenere il nostro pubblico al massimo delle nostre capacità. Saremo impegnati in un tour mondiale nel 2021, che toccherà l’Italia l’1 dicembre, al Fabrique di Milano.

The Neighourhood © Haley Appell e Lauren Leekley
The Neighourhood © Haley Appell e Lauren Leekley

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Lost in Translation è stata una traccia divertente da realizzare. Il processo ha richiesto un po' di tempo, ma ne è valsa la pena. Ogni volta che stavamo lavorando a quella canzone aumentava l'energia nella stanza! Anche poterla suonare in tour per un po' l'anno scorso è stato davvero bello.

Con chi (e come) avete collaborato durante la realizzazione dell'album?
Abbiamo realizzato questo disco per lo più insieme (noi della band) e con il co-produttore Danny Parra. Anche altri amici hanno collaborato di tanto in tanto, aggiungendo un sottofondo vocale o qualche strumentale... si è trattato comunque di tutte relazioni organiche e reali.

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questo album?
L'intero disco è per me una sorta di nota a me stesso, quindi immagino che lo dedicherei a me, Jesse! Creare il personaggio di Chip Chrome mi ha davvero aiutato a capirmi di più. I testi di queste canzoni sono lezioni che mi aiutano a crescere e imparare.

RANDOM, RITORNERAI 2

Come è nata Ritornerai 2, e cosa significa per te e per il tuo percorso artistico?
Ritornerai 2 è nata un sabato sera davanti a due birre. Come spesso mi capita, nei momenti più inaspettati, quando sto facendo altro, mi viene in mente uno spunto, un’idea per scrivere una nuova canzone. In quel momento ero emotivamente predisposto a farlo e, nonostante stessi per uscire, mi sono chiuso in casa e ho iniziato a scrivere. Questo brano rappresenta un grande passo in avanti nel mio percorso, a livello musicale e personale. Nel 2018 ho scritto Ritornerai, in cui ho parlato per la prima volta d’amore e delle mie esperienze. In Ritornerai 2 torno anche io con una consapevolezza nuova e aggiungo un piccolo nuovo tassello del mio mondo e un mio lato più intimo. Mi sto confidando tanto in questa canzone, per me è speciale.

Dal punto di vista musicale come descriveresti questo vostro ultimo progetto?
È un’esplosione di emozioni, è un pezzo che parte molto tranquillo, soffice, delicato, per poi crescere in maniera graduale. All’inizio della canzone si percepisce uno stato emotivo particolare, il desiderio di urlare e buttare fuori tutte le mie emozioni in un flusso di coscienza. Allo sfogo segue la fine della canzone, che si spegne improvvisamente, trasportandoti in un luogo silenzioso in cui analizzare tutto il groviglio di sensazioni che hai tirato fuori.

Random © @corsinelabedoli
Random © @corsinelabedoli
Morelz

Qual è la storia della traccia?
Il singolo Ritornerai 2 racconta dei pensieri, spesso sbagliati, che invadono la nostra mente quando diverse cose stanno andando male, quando il mondo sembra crollarci addosso o la terra tremare sotto i piedi. In quei momenti è fondamentale capire realmente quel che sta accadendo, evitando di confondere ciò a cui teniamo veramente con ciò che tratteniamo per paura di aggravare la situazione in cui siamo. È fondamentale non rimanere intrappolati in una storia, se le cose non funzionano più, bisogna avere il coraggio di lasciare andare le persone ed essere meno egoisti.

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione dell'album?
Ho lavorato con Marco Schietroma, Beppe (Giuseppe Martines) e Zenit. Il pezzo è iniziato con Beppe che ha composto una bellissima melodia al piano, poi Zenit l’ha rivista e in un terzo momento Marco ha aggiunto batterie e linee di basso.

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questo album?
Il testo di Ritornerai 2 è una dedica fatta ad una persona, ma la canzone è dedicata a tutti quelli che stanno vivendo o hanno vissuto un’esperienza sentimentale complicata. Mi piacerebbe che questo testo potesse aiutare le persone ad uscire o ad affrontare in maniera diversa la condizione in cui sono. Se dovesse accadere anche solo per una persona nel mondo, mi riterrei estremamente orgoglioso.

BLACK COFFEE FT. CELESTE, READY FOR YOU

Come è nato Ready for you, e cosa significa per te e per il tuo percorso artistico?
Quando inizialmente ho messo le mani sui vocals realizzati da Celeste, era un'opera d'arte molto lenta, quasi malinconica. Sono stato in grado di prendere la voce, dare vita alla traccia e aggiungere il mio tocco caratteristico: il risultato è Ready For You così come la si può ascoltare oggi. La canzone dimostra inoltre che produco musica per tutti. La mia musica si espande al di fuori dei confini del clubbing. È un sound a cui il mondo intero può relazionarsi a un certo livello e ne sono molto orgoglioso.

Dal punto di vista musicale come descriveresti questo vostro ultimo progetto?
In poche parole, è una canzone che tocca il cuore e l'anima e ti farà cantare e soppesare ogni parola.

Black Coffee © Hi Ibiza
Black Coffee © Hi Ibiza

Qual è la storia della canzone?
La cosa divertente è che io e Celeste non ci siamo mai incontrati. Le nostre interviste recenti sono state in assoluto le nostre prime interazioni insieme. I nostri entourage ci hanno riunito e pochi mesi dopo, abbiamo questa bellissima canzone!

DAMIAN LAZARUS, FLOURISH

Come è nato Flourish, e cosa significa per te e per il tuo percorso artistico?
Verso la fine del 2019 ho iniziato ad avere un presentimento: la sensazione che non tutto andasse bene nel mondo. Potevo, al contempo, sentire la genesi di nuove idee musicali plasmarsi. Dopo un tour di dicembre e gennaio molto intenso, ho trascorso una settimana in un retreat in Austria poiché il mio corpo e la mia mente avevano bisogno di un reset. Nelle notti che passavo lì da solo, guardando le Alpi dal balcone della mia stanza, ho iniziato a prendere appunti su alcune idee che avevo sulle tracce. Quindi, quando ho iniziato a lavorarci, a metà febbraio ero fresco e rinfrancato, ma un senso di oscurità incombeva sopra di me. Sono generalmente una persona piuttosto ottimista con un atteggiamento positivo, ma quando la notizia del virus ha cominciato a diffondersi e ho iniziato a capire che le nostre vite stavano per cambiare radicalmente, da un lato musicalmente avevo nuove motivazioni, ma per converso ero più pessimista riguardo al futuro del mondo. Ho iniziato a sperimentare breakbeat e baseline oscure, creando strani suoni e frammenti di canzoni. Ero alle prese con concetti esistenziali e mi chiedevo perché il mondo stesse improvvisamente affrontando una tale catastrofe. Ma dopo alcuni mesi di lavoro quotidiano sulla musica, ho iniziato a rendermi conto che il mondo aveva semplicemente bisogno di essere resettato, e questo era il catalizzatore definitivo per consentire l'inizio di quel processo. Ho iniziato a sentirmi più ottimista e ho scritto il brano Into the Sun, ho rimesso mano a tutti gli altri brani e li ho rielaborati con uno spirito rinnovato. Penso di essere cresciuto molto musicalmente con Flourish: sono riuscito a realizzare un lavoro di cui sono orgoglioso in uno dei momenti più difficili e inquietanti di tutta la mia vita.

Dal punto di vista musicale come descriveresti questo vostro ultimo progetto?
Questo è un album molto più profondo e introspettivo degli ultimi due album di Ancient Moons. Volevo che fosse più psichedelico, più trippy. Ci sono complicate regolazioni del suono e molto lavoro di sintetizzatore in Flourish. Alcuni panorami stranianti e i cambi di livello mandano in tilt la testa. È un disco da ascoltare in cuffia: i suoni ti arrivano da tutte le angolazioni. Molte tracce evocano l'esistenza di una forza superiore, il mondo degli spiriti, i viaggi nel tempo e i viaggi attraverso lo spazio verso altri pianeti. In altre parole, qualsiasi cosa per fuggire da questo mondo.

Damian Lazarus © Alessandro Cinque
Damian Lazarus © Alessandro Cinque
Alessandro Cinque

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Direi Mountain, perché è stata la prima traccia che ho scritto per l'album. Ero seduto sul balcone di questo retreat in Austria una notte, dopo aver avuto problemi a dormire, e nella neve ho visto una luce scintillare in mezzo alla montagna. Ho immaginato che fosse una forza spirituale che si accendeva e minacciava di far esplodere il monte. Ho scritto i testi quella stessa notte. Volevo usare la mia voce, in modo simile alla traccia Robot Heart, una collaborazione con Art Department di qualche anno fa: ma questa volta la mia voce è più contorta e minacciosa. La batteria è una specie di breakbeat jungle old school. Ho preso un classico come The First time ever I saw your Face e ho fatto cantare a Cari Golden la mia strofa preferita di quella traccia: "And the moon and the stars were the gifts you gave, to the dark and the endless skies”. Semplicemente fantastico.

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione dell'album?
Ho lavorato con solo tre persone alla registrazione dell'album. Il mio sound engineer e tour manager, Paolo Bartolomeo, che ha lavorato con me in studio negli ultimi 3 anni; Cari Golden, che ha cantato in Mountain e Dark Heaven Light; e infine Jem Cooke che è la voce di Into the Sun. Quando ho scritto quella traccia avevo in mente due artiste: una era Baby Rose e l'altra era Jem. Non riuscivo a decidere quale preferivo, quindi ho inviato la traccia a entrambe. Jem mi ha ricontattato subito per dirmi che durante un cerimoniale Ayahuasca le ero apparso in una visione e sapeva che doveva lavorare con me. Non ho più avuto dubbi! Tra l'altro mi ha detto che voleva scrivere e registrare subito, perché stava per avere un figlio. Mi piace molto l'idea di aver dato alla luce questa canzone, e che nella stessa settimana sia arrivata una nuova vita, credo sia splendido.

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questo album?
Lo dedico a tutte le persone che soffrono nel 2020: questo è un momento terribile per l'umanità, ma alla fine del tunnel c'è la luce. Dobbiamo fare un reset, e cambiare la nostra direzione verso una prospettiva più positiva; dobbiamo apprezzare di più il pianeta e il nostro prossimo.

LOCO DICE, THE SENTENCE

Come è nato The Sentence, e cosa significa per te e per il tuo percorso artistico?
The Sentence arriva dalla mia stessa idea della mia etichetta, En Couleur. Sono stato nel mio studio ogni giorno a creare, lavorare su idee e produrre e avevo già molto materiale. Come puoi immaginare, negli ultimi mesi ho avuto ancora più tempo per il mio studio. Invece di girare il mondo, ho finito un po' di tracce e ascoltato molta musica che avevo già finito: così ho iniziato a mettere insieme i pezzi.

Dal punto di vista musicale come descrivereste questo vostro ultimo progetto?
Così come En Couleur, anche The Sentence è un lungo viaggio. Puoi immaginarlo come un lungo album diffuso su singoli EP. C'è dell'altro in arrivo!

Loco Dice © Grace Russo
Loco Dice © Grace Russo

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
La traccia che ha un bel retroscena è Indica Talking. Non credo di dover approfondire ulteriormente il titolo. Ascoltandola, si può capire dove mi trovavo quando stavo producendo la traccia.

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione dell'EP?
Con The Sentence non ho collaborato con nessuno. È musica direttamente dal mio studio. Il precedente release di En Couleur è stato D Town Playaz, che è il mio progetto con Eddie Fowlkes, una vera leggenda di Detroit.

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questo album?
Questo EP è realizzato con amore, ed è per tutti coloro che vorrebbero avere una pozione dell'amore. È per quelle persone di mentalità aperta, che pensano e si sentono fuori dagli schemi.

MATHAME, NEVER GIVE UP (RELOADED)

Come è nato Never Give Up, e cosa significa per voi e per la vostra crescita artistica?
La musica non rappresenta niente, di solito. É un qualcosa che ha a che fare con l’emozione. Possiamo dire che l’abbiamo captata da qualche parte: come fanno le antenne, hai presente?

Dal punto di vista musicale come descrivereste questo vostro ultimo progetto?
"Ultimo" è sicuramente un buon aggettivo, ma non rende giustizia al progetto. Never Give up è per certi versi il primo: ci ha visti muoverci in un mondo abbastanza complicato, che ha a che fare poco con l'istinto, e molto con i ragionamenti.

Mathame © G.A. Mocchetti
Mathame © G.A. Mocchetti
giovannimocchetti.com

Con chi (e come) avete collaborato durante la realizzazione dell'EP?
Ritorno sulla metafora dell'antenna, che è al contempo metafora e anche citazione. Riteniamo che chiunque abbia a che fare con delle pagine bianche, e provi a dar vita a qualcosa che prima non c’era, sia in realtà come un'antenna, che riceve dei segnali da chissà dove. Magari da qualcosa di veramente lontano e poetico come una stazione spaziale. Segnali che vengono poi elaborati senza sapere troppo né come né perché, quasi come una traslitterazione istantanea.

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
La storia più bella da raccontare sarà sempre la prossima. Riguardo a questa release, sicuramente quella per Adriatique, in collaborazione con i Tale Of Us. Ci siamo resi conto di avere fatto qualcosa di bello, nonostante avessimo un po' stravolto l’originale: tra tonalità e sample chop, è diventata insomma quasi irriconoscibile. Comunque, è diventata una pietra miliare del nostro suono, e i Tale Of Us gli hanno dato la grinta che serviva.  

C’è qualcuno a cui vorreste dedicare questo EP?
A tutti coloro che ancora non lo conoscono.

JESSY LANZA, ALL THE TIME

Come è nato All the time, e cosa significa per te?
Ho scritto “All the time" dopo essermi trasferita a New York dalla mia città natale Hamilton, in Canada. Non volevo fare un disco sulla nostalgia di casa, ma riascoltando le canzoni è chiaro che stessi soffrendo in quel periodo.

Dal punto di vista musicale come descriveresti questo progetto?
Direi che ho esplorato fino in fondo il mio amore per scrivere le canzoni. Per la realizzazione di questo album ho lavorato con un setup di uno studio molto più piccolo di quello a cui ero abituata, il che mi ha fatto prendere parecchie decisioni su che tipo di strumentazione utilizzare per il disco, e credo che questo doni al suo sound una qualità speciale.  

Jessy Lanza © Milah Libin
Jessy Lanza © Milah Libin

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Ho scritto la canzone Baby Love dopo aver visto la mia nipotina per la prima volta. Appena uscita dall'ospedale, la sensazione di amore incondizionato che mi pervadeva era tale che mi ha ispirato a scrivere subito quella canzone su di lei.

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione del disco?
Ho co-prodotto e co-scritto All the Time con Jeremy Greenspan, è il terzo album a cui abbiamo collaborato. Vive ad Hamilton, in Canada, quindi ho guidato avanti e indietro da New York a Hamilton abbastanza spesso per lavorare insieme al disco.

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questo album?
A tutti i miei fan che hanno pazientemente atteso che ultimassi la realizzazione di All the Time.

INNER CITY, WE ALL MOVE TOGETHER

Come è nato We all move together, e cosa significa per voi?
Quest'album per noi significa persone che si uniscono: sia nel dancefloor, sia politicamente. Un gruppo di persone che diventa un tutt'uno al fine di fare qualcosa di positivo. Vogliamo riportare la positività di Inner City alla gente: e questo album arriva nel momento perfetto, proprio quando ce n'è più bisogno.

Dal punto di vista musicale come descrivereste questo progetto?
È un sound per tutti i colori e tutte le etnie. È musica nobile, edificante, e che fa ballare le persone: è musica che tocca l'anima.

Inner City
Inner City
Scott Sprague

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
We All Move Together con Idris Elba - grazie al modo in cui è nata: si è evoluta organicamente. Avevo già in testa di voler fare una traccia con Idris dopo averlo visto suonare Big Fun al Coachella in un videoclip - e mia moglie continuava a ripetermi che avrei dovuto lavorare con lui: credo perché le piacesse! Ma poi è maturata dentro di me l'idea di lavorare davvero insieme, ed è successo qualcosa di unico. Idris è venuto apposta dal Regno Unito a Detroit, per registrare nel mio studio in casa. È stata davvero una collaborazione molto familiare e intima, per così dire.

Con chi (e come) avete collaborato durante la realizzazione del disco?
Innanzitutto Idris Elba, come già sapete. La nostra cantante principale, Steffanie, che è stata in tour con noi, mentre la guest singer è ZebrA OctobrA che una volta era la mia insegnante di yoga! È andata così: un giorno ha annunciato che se ne sarebbe andata, quindi mi sono segnato il suo profilo Instagram e ho visto che era una cantautrice, cosa di cui non avevo assolutamente idea. Mi piaceva la sua voce, quindi le ho chiesto se le sarebbe piaciuto essere coinvolta nell'album ed ecco fatto! Tra l'altro, ha anche scritto una delle tracce chiamata Soundwavez, quindi sì: è stata una collaborazione fantastica.

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questo album?
La vorrei dedicare al mondo: We All Move Together. 

MAYA JANE COLES, WOULD YOU KILL (4 ME)?

Come è nata Would You Kill (4 Me)?, e cosa rappresenta per te e per la tua crescita artistica?
Questa è stata una release piuttosto spontanea e giocosa per me. Avevo fatto qualche cut di campioni vocali e una parte sembrava quasi dire "kill somebody" ... In quel periodo avevo appena fatto indigestione della serie “Killing Eve” e probabilmente il tema dell'omicidio era presente nella mia testa. Era insomma un'idea divertente che è venuta fuori in un modo molto spontaneo.

Dal punto di vista musicale come descriveresti questo progetto?
Si tratta di musica da club, con un mood un po' oscuro, ma al tempo stesso ha quel non so di che di ascendente, il consueto contrasto che cerco di creare con la mia musica: mi piace creare un chiaroscuro tra elementi dark e malinconici, ed altri più leggeri e allegri. 

Maya Jane Coles
Maya Jane Coles
Copyright 2018. All rights reserved.

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Ricordo quando originariamente ho realizzato "Piano Magic", la terza traccia dell'EP. Ne avevo realizzato un mix approssimativo, letteralmente mezz'ora prima di uscire per una mia data al Fabric di Londra. Non avevo avuto il tempo realizzare un mixdown, né avevo avuto la possibilità di riascoltarla a mente fredda, quindi mi rendeva abbastanza nervosa suonarla davanti a un pubblico del genere. Ma poi, poco prima della fine del mio set, ho deciso di metterla come ultimo pezzo. Ho avuto una risposta così sorprendente dal crowd, che mi ha fatto capire che quella traccia aveva qualcosa di speciale. È sempre fantastico ricevere quel tipo di gratificazione con una traccia appena realizzata. Non c'è sensazione migliore

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questa canzone?
Direi che la dedico ai miei fan di vecchia data, dato che in tanti mi hanno detto che le sonorità di questa uscita ricordano un po' le produzioni che realizzavo tanto tempo fa. Il mio sound è comunque in continua evoluzione e c'è dentro qualcosa di nuovo e fresco, ma mi piace sempre rivisitare i miei vecchi canoni stilistici, pur mantenendo l'essenza di quando ho iniziato a fare musica da club. E spero che questa release mi farà trovare lungo la mia strada anche tanti nuovi fan!

LOLA LENNOX, BACK AT WRONG

Come è nata Back At Wrong, e cosa rappresenta per te e per la tua crescita artistica?
Ho scritto Back At Wrong a LA, vivevo lì e passavo le mie giornate scrivendo canzoni e andando in studio. Quel giorno in particolare volevo scrivere una canzone sulla relazione intensa che stavo vivendo in quel momento in cui la musica potesse descrivere questo amore appassionato e tumultuoso. Pubblicare questo brano per me è stato come un punto di arrivo, faccio musica da anni e far uscire questo singolo è come la culminazione di tutto il lavoro e l’impegno che ci ho messo, ore di prove e centinaia di canzoni scritte al pianoforte, sono davvero felice di condividere con gli altri il mio mondo e la mia visione.

Dal punto di vista musicale come descriveresti questo progetto?
Mi piace creare un equilibrio fra nostalgia e modernità. Back At Wrong ha radici e grinta blues ma fondamentalmente è una canzone pop con melodie orecchiabili e un sound fresco. Volevo che la musica riproducesse il caos della mia relazione e musicalmente ha momenti inattesi, alti e bassi, come sulle montagne russe.

Lola Lennox © Kevin Roldan
Lola Lennox © Kevin Roldan

Qual è la storia della canzone?
Per me Back At Wrong è una fotografia che cattura la storia e l’emozione di un capitolo folle della mia vita. Mi trovavo in una relazione tanto disfunzionale quanto piena di passione e nonostante gli scontri continui non riuscivamo a stare lontani. Credo che la maggior parte della gente abbia vissuto una storia del genere, molti si portano dietro il bagaglio di quelle esperienze, e questa canzone parla delle ferite che restano nel cuore.

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione del singolo?
Ho scritto Back At Wrong con Dan Muckala e Ben Scholfeild a Los Angeles e il disco è stato prodotto a Nashville. Mia mamma,  Annie Lennox e il suo fidanzato Braeden Wright hanno coprodotto il singolo, è stato tutto molto naturale, mi conoscono meglio di chiunque altro e quando ci siamo riuniti nel mio studio a casa la musica è venuta fuori in modo molto spontaneo. E poi sono stata felicissima di lavorare con un tecnico del suono geniale, Spike Stent, che ha mixato il brano. 

C’è qualcuno a cui vorresti dedicare questa canzone?
Dedico questa canzone a chiunque si è sentito umiliato o ferito per colpa di qualcuno. Questa canzone parla di come ritrovare la propria voce, riconoscere il proprio valore e lottare per il rispetto che si merita.

CHARLOTTE DE WITTE, RETURN TO NOWHERE 

Come è nato Return To Nowhere, e cosa rappresenta per te e per la tua crescita artistica?
Sono sempre stata attratta dal potere dei vocals, e ho voluto usare ancora una volta interpretazioni corali e antiche nelle mie tracce. Un paio di anni fa, ho realizzato un brano chiamato "Varpulis", realizzato proprio con i Canti Gregoriani. Questo contributo si è rivelato fonte d'ispirazione per l'intero EP. Sono molto soddisfatta del progetto nel suo insieme: penso che mostri un lato più versatile di me. In particolare, ritengo che "Return To Nowhere" sia probabilmente uno dei migliori brani che abbia mai realizzato.

Dal punto di vista musicale come descriveresti questo progetto?
Oserei dire che è quello che la gente si aspetterebbe da me: è sicuramente fatto per la pista da ballo, con un “twist” diverso rispetto alle mie produzioni precedenti. 

Charlotte de Witte © Marie Wynants
Charlotte de Witte © Marie Wynants

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Direi che tutte le tracce dell'EP hanno una bella storia da raccontare. L'uso di quelle voci ha trasformato l'intero processo creativo in qualcosa di piuttosto emotivo. Soprattutto l'ultima traccia dell'EP, "What's In The Past", a volte può davvero emozionarmi.

A chi dedichi Return To Nowhere?
Difficile non parlare dello strano periodo che stiamo vivendo. Molte persone, e il mondo intero hanno sofferto, e stanno soffrendo molto. Quindi vorrei chiudere con un messaggio di speranza. You're not alone. Siamo tutti sulla stessa barca: tempi migliori stanno arrivando.

FRAH QUINTALE, BANZAI

Come è nato Banzai, e cosa rappresenta per te e per la tua crescita artistica?
Banzai è nato dall’esigenza di raccontare un po’ di cose che mi sono successe tra l’uscita del mio primo album (Regardez Moi, ndr) e questa prima parte del 2020. Questo lato del disco contiene racconti autobiografici e pezzi più leggeri, per me rappresenta un punto di svolta nella ricerca delle sonorità.

Dal punto di vista musicale come descriveresti questo progetto?
Il suono si avvicina all’RnB e a sonorità più black rispetto al lavoro precedente, volevo cercare di smarcarmi dall’indie italiano e di rendere il progetto più personale possibile, dai suoni delle strumentali all’uso della voce fino all’intero artwork del progetto. 

Frah Quintale © Valentina De Zanche
Frah Quintale © Valentina De Zanche

Qual è la traccia con una bella storia da raccontare?
Secondo me, Allucinazioni (feat. Irbis37) è un bello spaccato dell’amicizia tra me, Martino (Irbis) e tutti i ragazzi del suo collettivo. Il brano racconta una serata psichedelica finita all’alba da qualche parte a Milano. 

Con chi (e come) hai collaborato durante la realizzazione dell’album?
Sulle produzioni mi sono affidato come sempre a Ceri, con me anche su tutti i lavori precedenti. Inoltre, sono presenti Bruno Belissimo, Crookers e al microfono IRBIS37 (giovane talento di casa Undamento). Le collaborazioni nascono in maniera molto spontanea, condividere la stessa visione musicale è fondamentale ma è soprattutto il lato umano a rendere speciale una collaborazione. Preferisco lavorare con i miei amici che avere il nome del momento sul disco. 

A chi dedichi Banzai?
Lo dedico a chi ha l’esigenza di cambiare pelle di continuo, a chi sta cercando di cambiare delle cose nella sua vita,  a chi come me sente il bisogno costante di scoprire, di scoprirsi e di rinnovarsi.

Posted on 27 October 2020 | 2:54 pm

From a co-branded apparel release alongside BMW, to a three-way footwear offering with Coca Cola and Converse, KITH has had its fair share of collaborative releases this year.Now three months on from its take on the New Balance 1300CL, KITH head honcho Ronnie Fieg has teased that another collaboration could be in the works.Exposing a fresh take of the classic New Balance 992 via his Instagram account, Fieg gives a glimpse of the sneaker in a light brown, military colorway, boasting the same fabrics and construction of a traditional 992 silhouette. Upon closer inspection the heel panel on each sneaker reads “FIEG” -- a sure sign that a collaborative take on the 992 is imminent.While there has been no confirmation whether there will be a public release, you can keep up-to-date with the latest news via the KITH webstore.In other news, Concepts has kicked off its Boston flagship with two clean New Balance 992 colorways.

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Posted on 27 October 2020 | 2:35 pm

Mizuno’s popular Wave Rider 10 has been the focus of a number of collaborative releases this year; from a military-inspired iteration with BEAMS, to a more muted partnership alongside Wood Wood. Now for Fall/Winter 2020, the Japanese brand has linked with DOE to rework the classic sneaker, drawing on inspiration from Mizuno’s native Japan and its love of baseball.First introduced in 1997, the Mizuno Wave Rider 10 was designed as a forward-thinking running shoe that boasted innovative cushioning and responsiveness. Comprising much the same built as the OG sneaker, this latest iteration retains the DNA of the original, while also featuring the brand’s Wave technology in the midsole for an enhanced running experience.DOE has replaced the traditional assortment of mesh and TPU overlays with a fully leather upper, which arrives in a crisp white and “Clay” red colorway -- designed to mimic the look of a baseball.Launching on October 29, the Mizuno Wave Rider 10 x DOE will be available on Hanon via an online raffle that can be entered here.In other sneaker news, Concepts has kicked off its Boston flagship with two clean New Balance 992 colorways.

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Posted on 27 October 2020 | 2:28 pm

Chelsea boots uomo: tutte le novità 2020 in arrivo dai migliori marchi.

Per l'Autunno Inverno 2020 2021 i brand di moda uomo hanno reinterpretato il più famoso degli stivaletti maschili, inconfondibile per la calzata elastica e senza lacci, in tante nuove versioni. Dai modelli più rivoluzionari a quelli più rispettosi della forma originale, scopriamo insieme tutti i chelsea boots uomo più interessanti della stagione.

Gli stivaletti Alexander McQueen sono caratterizzati da una tomaia in pelle liscia e una punta bombata in vernice. La calzata è facilitata da pannelli elastici a vista sui lati e una linguetta logata sul retro. La suola robusta in gomma, è incisa con motivi dinamici ispirati alle scarpe sneakers.

Alexander McQueen, visto su mytheresa.com
Alexander McQueen, visto su mytheresa.com

Il chelsea boot uomo firmato Dior è realizzato in pelle di vitello nera lucida, personalizzato con un motivo di zip e l'inconfondibile disegno jacquard Dior Oblique impresso sugli elastici. La suola a contrasto è realizzata in cuoio con inserti in gomma antiscivolo.

Dior
Dior
Sean Ryan

Gli stivali BV Tire Bottega Veneta reinventano il modello chelsea con un design estremo e audace caratterizzato da una doppia linguetta oversize in pelle, un motivo 3D a onde nella parta bassa della tomaia e un suola rinforzata con un secondo strato in gomma trasparente.

Bottega Veneta, visto su mytheresa.com
Bottega Veneta, visto su mytheresa.com

Avvistato per la prima volta in passerella a Parigi con la collezione donna Valentino autunno inverno 2020 2021, il modello unisex Valentino Garavani UNIqueFORM è realizzato in pelle di vitello e caratterizzato da una suola platform, che arriva fino a 85mm, con il dettaglio VLogo Signature in rilievo sul retro.

Valentino Garavani
Valentino Garavani

Scorrete la gallery per scoprire tanti altri modelli di chelsea boots uomo dalle collezioni autunno inverno 2020 2021.

Chelsea boots uomo

Balenciaga

Visto su mytheresa.com
Chelsea boots uomo

Dries Van Noten

Visto su mrporter.com
Chelsea boots uomo

Gianvito Rossi

Visto su mytheresa.com
Chelsea boots uomo

Christian Louboutin

Visto su mytheresa.com
Chelsea boots uomo

Mr P.

Visto su mrporter.com
Chelsea boots uomo

Church's

Visto su mytheresa.com
Chelsea boots uomo

Bata

Courtesy Press Office
Chelsea boots uomo

Givenchy

Visto su mytheresa.com
Chelsea boots uomo

Saint Laurent

Visto su mrporter.com
Chelsea boots uomo

Alviero Martini 1ªClasse

Courtesy Press Office
Chelsea boots uomo

Loewe

Visto su mrporter.com

a.testoni

Courtesy Press Office
Chelsea boots uomo

Moncler

Visto su mrporter.com
Chelsea boots uomo

Gucci

Visto su mytheresa.com
Chelsea boots uomo

Rick Owens

Visto su mrporter.com
Posted on 27 October 2020 | 2:25 pm

Oro, bronzo ma anche zaffiro e rubino. Si ispirano ai gioielli le tonalità che Kiko Milano ha voluto racchiudere Holiday Gems Collection: una linea ricca - appunto - di gemme preziose per donare un tocco contemporaneo anche alla bellezza più classica. 

Il video che racconta Holiday Gems di Kiko Milano

E se davvero i prodotti offrono una vastissima scelta cromatica, lo stesso vale per le texture: da mat a metalliche ultra-pigmentate e ultra-scriventi per mettere in risalto occhi e guance, mentre per le labbra e le unghie potrai optare per sfavillanti accenti di luce simili a quelli di un gioiello. 

Qui sotto abbiamo selezionato 9 prodotti che, secondo noi, non potete assolutamente perdere. Senza dimenticare, lastbut not least, il Calendario dell'Avvento di Kiko Milano per concedersi una nuova sorpresa di bellezza per ogni giorno. A questo link trovate tutti prodotti della collezione Holiday Gems.

Starry Eyes Illuminating Mask della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Starry Eyes Illuminating Mask della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Sparkly Eyeliner della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Sparkly Eyeliner della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Sparkle Nail Lacquer della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Sparkle Nail Lacquer della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Shine on Highlighter della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Shine on Highlighter della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Glow Elixir della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Glow Elixir della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Diamond Dust Lipstick della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Diamond Dust Lipstick della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
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Glow Palette Face&Eyes della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Glow Palette Face&Eyes della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Double Shine Blush&Highlighter della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Double Shine Blush&Highlighter della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Gorgeous Eye-Shadow Palette della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Gorgeous Eye-Shadow Palette della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Advent Calendar della collezione Holiday Gems di Kiko Milano

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Advent Calendar della collezione Holiday Gems di Kiko Milano
concept trends and shots
Posted on 27 October 2020 | 2:06 pm

London-based footwear label AUXILIARY has returned with its third collection, titled "Silence Is a Luxury." The new capsule features six sneaker styles and four formal shoes, with the stand-out styles being the new "Antiskate" sneakers introduced by the brand.The two sneakers in question are heavily inspired by '90s skate shoes, with these styles then transformed into something new. Materials including tumbled and Polido leather and "pony-skin" options give the sneakers an elevated aesthetic that sets them apart from general skating footwear.Elsewhere, AUXILIARY also introduces a slip-on suede sneaker, a lace-up sneaker dressed in formal black leathers and three more lace-up styles constructed from a fabric woven from recycled plastic bottles. The collection sees new formal styles, which have been finished "AUX" stitching and luxurious detailing.Take a look at the collection in the gallery above, and expect all the styles to arrive at AUXILIARY's web store in the near future.In other footwear news, Guidi's new leather sandals are an eye-catching addition to your rotation.

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Posted on 27 October 2020 | 1:32 pm

Outerwear label KASSL Editions has released its first ever menswear collection, continuing its mission to create the perfect coat. The brand, founded in 2017, is inspired by classic fisherman's coats, which are recreated in seasonal editions and handmade in the German town of Kassel.The debut menswear collection features a range of technical materials, including oil cloth and rubber, along with detailing including glue-sealed seams and a unique serial number. As well as classic outerwear styles, the collection also features other styles such as a padded cotton blend poplin jacket and a shawl-collar gilet. Additionally, a range of tote bags are also available now.Take a look at the debut menswear collection in the gallery above. All of the pieces are available exclusively from the MatchesFashion web store, with outerwear prices ranging from £600 GBP to £1,050 GBP (approximately $780 USD to $1,375 USD).In other fashion news, here's the Fall/Winter 2020 collection from SEALSON.

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Posted on 27 October 2020 | 1:09 pm

Due to the uncertainty of social distancing measures and the general Covid—19 situation the fifth edition of the Photo Vogue Festival, organised by Vogue Italia will be mainly digital. A never seen before platform will host the exhibitions, talks and projections. 

Excerpts of the exhibitions will also be displayed outdoors from October 30th until November 22nd, in the Giardini di Porta Venezia in Milan, to allow the community to interact with the works. The full exhibitions will be browsable online starting November 12, and the live events, talks, zoom parties and portfolio reviews will populate the same platform from the 19th to the 22nd of November 2020

As every edition, the Festival will be a unique opportunity for those interested in photography, fashion and art to come into contact with a showcase of innovative photography and industry leaders, from curators to practitioners. 

***

"All in this together" displays works by 30 photographers that are a hymn to love and hope, an encouragement to nurture and keep alive the sense of community, of solidarity and empathy that we all witnessed as the offset of a very dramatic moment in time, with Covid—19 spreading beyond borders and barriers. 

The true significance of the term ‘community’, the real meaning of what defines our humanity, maybe is to be found in the notes of a Milanese trumpet player playing “O mia bèla Madunina” (the unofficial anthem of the city of Milan) from his Milanese home window in the unlikely silence of the streets void of any traffic during the lockdown. When everything seems to crumble and nothing appears to make sense anymore, only the total and absolute gratuity of art, its being resistant to any tangible usefulness, its nature being so tragically fleeting and extemporaneous can help us recover the sense of life through the catastrophic and help us “riveder le stelle” (gaze at the stars again). At the heart of this miracle lies another word that belongs to the lexicon of the Communitas – gift. After all, this is what this trumpet player’s music is all about: a gift. Not a tangible object or something that changes anything of the current reality, of the threat that looms upon us or the anguish that has taken hold of us. Yet, a gift like this one, which deserves being called a gift of love – what is love if not a gift, after all? – not in spite of but rather thanks to its gratuity and fragility is the only thing that can transform interpersonal relations, distract people from their isolation to allow them to meet again in another space where loneliness is replaced by the Communitas. It may seem like nothing but it is everything.

This exhibition features 30 photographers selected through the scouting initiative launched on PhotoVogue, the photographic platform of Vogue.it. The works have been selected by an internationally jury consisting of experts from across the world, with different backgrounds and vision so as to try to provide the most inclusive and multifaceted perspective. 

The 30 artists selected for the exhibition are: 

Aki-Pekka Sinikoski

Alice Zoo 

Amber Pinkerton 

Andras Ladocsi 

Anu Kumar 

Bettina Pittaluga 

Cécile Smetana

Daniel Jack Lyons 

Devashish Gaur

Devin Yalkin 

Emma Hartvig 

Hassan Kurbanbaev 

Imogen Freeland 

Imraan Christian 

Isabelle Wenzel 

Jasmine Clarke 

Jillian Freyer 

Julia Fullerton-Batten 

Kennedi Carter 

Kirstin Schmitt & Juan A. Otamendiz  

Leonard Suryajaya 

Luis Alberto Rodriguez 

M'hammed Kilito 

Miloushka Bokma 

Myles Loftin 

Neha Hirve

Nick Van Tiem 

Roselena Ramistella 

Silvana Trevale 

Sophie Kietzmann 

Posted on 27 October 2020 | 1:08 pm

Due to the uncertainty of social distancing measures and the general Covid—19 situation the fifth edition of the Photo Vogue Festival (PVF), organised by Vogue Italia will be mainly digital. A never seen before platform will host the exhibitions, talks and projections. 

Excerpts of the exhibitions will also be displayed outdoors from October 30th until November 22nd, in the Giardini di Porta Venezia in Milan, to allow the community to interact with the works. The full exhibitions will be browsable online starting November 12, and the live events, talks, zoom parties and portfolio reviews will populate the same platform from the 19th to the 22nd of November 2020

As every edition, the Festival will be a unique opportunity for those interested in photography, fashion and art to come into contact with a showcase of innovative photography and industry leaders, from curators to practitioners. 

***

If any image is inherently political, so is the act of choosing and displaying them. Fashion photography is a layered and complex art form, a dream factory that is more and more predominantly the preferred stage where collective identities are played and created. With this in mind we decided to introduce for the 5th edition of Photo Vogue Festival a novel way of examining and exploring the current fashion photography panorama, by initiating a dialogue among four of its most brilliant minds. 

Alexandra von Fuerst, Camila Falquez, Nadine Ijewere and Ruth Ossai are all “contemporary socially conscious fashion photographers”. They are part of a new generation of artists whose aesthetics is intrinsically a hybrid of genres: in their images, fashion engages in a constant dialogue with visual arts and journalism, as well as with an introjected need to balance out the various levels of representation. The work of Alexandra, Camila, Nadine and Ruth, is imbued with issues of gender, race, womanhood, without ever being didactic or redundant - on the contrary, it is glamorous, vibrant and powerful. 

They are four artists working in an industry – fashion – that is undergoing a profound journey of self-reflection and they are not mere bystanders observing the change but rather part of the main driving force.  

For PVF 2020, we decided to give space to their vision, initiating a 4-way dialogue where the artists are not only the protagonists of the exhibition but also its curators. 

The photographs in the exhibition, as well as the sequencing and main themes explored are therefore the result of a collaborative creation between Alexandra, Camila, Nadine and Ruth, through zoom calls, whatsapp chats and shared dropbox folders. As the curatorial process in this particular case is inextricably part of the artistic process, the exhibition will include excerpts of the dialogues between the artists.

In the picture • Photo Gallery

Wayanad, India, November 2019
Wayanad, India, November 2019
Alexandra Von Fuerst
Alexandra Von Fuerst
From the series “A Study of Fertility”, 2020
From the series “A Study of Fertility”, 2020
Alexandra Von Fuerst
Portrait of Amber (Founder of Hairfree Life), 2020
Portrait of Amber (Founder of Hairfree Life), 2020
Alexandra Von Fuerst
Artemis Duffy, Brooklyn 2020
Artemis Duffy, Brooklyn 2020
Camila Falquez
Vineeta Maruri, Brooklyn 2020
Vineeta Maruri, Brooklyn 2020
Camila Falquez
Mama Cax, New York, 2018
Mama Cax, New York, 2018
Camila Falquez
Alicia Borrás, Madrid 2019
Alicia Borrás, Madrid 2019
Camila Falquez
Nina Ricci SS20
Nina Ricci SS20
Nadine Ijewere
Shanelle, 2019
Shanelle, 2019
Nadine Ijewere
NIna Ricci SS20
NIna Ricci SS20
Nadine Ijewere
Tallawah, 2019
Tallawah, 2019
Nadine Ijewere
Zainab and Bolanle, Bariga Lagos Nigeria 2019
Zainab and Bolanle, Bariga Lagos Nigeria 2019
Ruth Ossai 
Jason’s Closet, Hackney London UK 2019
Jason’s Closet, Hackney London UK 2019
Ruth Ossai 
Zaina. Hackney London UK 2019
Zaina. Hackney London UK 2019
Ruth Ossai 
Yasmina Atta, Hackney London UK 2020
Yasmina Atta, Hackney London UK 2020
Ruth Ossai 
Posted on 27 October 2020 | 1:07 pm

PHOTO VOGUE FESTIVAL 2020 

Outdoor Exhibitions – Giardini di Porta Venezia, Milan

30 October – 22 November 2020

The exhibitions will be visible in the central points of the city of Milan on the Maxi Led Urban Vision, during the same period

Digital Platform – online from 12 November 2020 to register to take part at the digital opening event 

Festival Live on the digital platform – 19-22 November 2020

Due to the uncertainty of social distancing measures and the general Covid—19 situation the fifth edition of the Photo Vogue Festival, organised by Vogue Italia will be mainly digital. A never seen before platform will host the exhibitions, talks and projections. 

Excerpts of the exhibitions will also be displayed outdoors from October 30th until November 22nd, in the Giardini di Porta Venezia in Milan, to allow the community to interact with the works. The full exhibitions will be browsable online starting November 19, as well as the live events, talks, zoom parties and portfolio reviews that will populate the same platform from the 19th to the 22nd of November 2020

As every edition, the Festival will be a unique opportunity for those interested in photography, fashion and art to come into contact with a showcase of innovative photography and industry leaders, from curators to practitioners.

This article will be updated daily with new infos about the program.

EXHIBITION

  • All in this together

  • Curated by Alessia Glaviano and Francesca Marani

Artists: Miloushka Bokma, Kennedi Carter, Imraan Christian, Jasmine Clarke, Imogen Freeland, Jillian Freyer, Julia Fullerton-Batten, Devashish Gaur, Emma Hartvig, Neha Hirve, Sophie Kietzmann, M’hammed Kilito, Anu Kumar, Hassan Kurbanbaev, Andras Ladocsi, Myles Loftin, Daniel Jack Lyons, Amber Pinkerton, Bettina Pittaluga, Roselena Ramistella, Luis Alberto Rodriguez, Kirstin Schmitt & Juan A. Otamendiz, Aki-Pekka Sinikoski, Cécile Smetana Baudier, Leonard Suryajaya, Nick Van Tiem, Silvana Trevale, Isabelle Wenzel, Devin Yalkin, Alice Zoo

A showcase of work by 30 photographers that collectively create a hymn to love and hope, a sense of community, and of solidarity and empathy. The theme for this open call exhibition was conceived following the universal experience of the impacts of Covid-19 spreading beyond borders and barriers.

When normality crumbled, art and its fleeting and extemporaneous nature became a gift. Its distribution and sharing built and trans-formed interpersonal relations, distracted people from their isolation to allowed them to meet again in a space where loneliness was replaced by the Communitas, a strong feeling of solidarity and togetherness.

This exhibition features 30 photographers selected through the scouting initiative launched on PhotoVogue, the photographic platform of Vogue.it. The works have been selected by an internationally jury consisting of experts from across the world, with different backgrounds and vision so as to try to provide the most inclusive and multifaceted perspective.

To read more about it: https://www.vogue.it/fotografia/article/photo-vogue-festival-2020-all-in-this-together-30-photographers-exhibition

EXHIBITION

  • In the picture • Shifting perspectives in fashion photography

  • Curated by Alexandra von Fuerst, Camila Falquez, Nadine Ijewere and Ruth Ossai

Photographs are inherently political, as acts of choosing and displaying them. Fashion photography is layered and complex, a dream factory that is more and more predominantly the preferred stage where collective identities are played and created. Photo Vogue Festival will explore the current fashion photography landscape, by initiating a dialogue among four of its most brilliant minds.

Camila Falquez, Nadine Ijewere, Alexandra von Fuerst and Ruth Ossai are all “contemporary socially conscious fashion photographers”.

They belong to a new generation of artists whose aesthetics are a hybrid of genres, and are themselves a driving force for change. Their work engages in a dialogue with visual arts and journalism, as well as with an assimilated desire to balance out the various levels of representation. The work of Camila, Nadine, Alexandra and Ruth avoids being didactic whilst touching on issues of gender, race, and womanhood, and is simultaneously glamorous, vibrant and powerful. For this exhibition, Photo Vogue Festival 2020 gives space to their vision, initiating a four-way dialogue where the artists are also curators.

To read more about it: https://www.vogue.it/fotografia/article/in-the-picture-shifting-perspectives-in-fashion-photography

TALKS & PROJECTIONS

From 19th to 22nd November @ photovoguefestival.vogue.it

PORTFOLIO REVIEWS

DON'T MISS this special opportunity - FREE PORTFOLIO REVIEW

Saturday November 21st

IF YOU WANT THE CHANCE to have your portfolio reviewed for free by talented editors and curators, SEND YOUR PORTFOLIO to This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. by OCTOBER 20th.

Portfolio Reviewers: Alessia Glaviano, Amber Terranova, Astrid Sokona Lepoultier, Azu Nwagbogu, Bernadette Tuazon, Bruno Ceschel, Ekow Eshun, Federica Chiocchetti, Giulia Zorzi, Giuseppe Oliverio, Ihiro Hayami, James Estrin, Jean-François Leroy, Jehan Jillani, Jenny Smets, Karly Domb Sadof, Kathy Ryan, Kira Pollack, Lars Lindemann, Lekgetho Makola, Maddalena Scarzella, Maggie Steber, Maria Teresa Salvati, Melissa Harris, Michael Famighetti, Michael Van Horne, Olfa Feki, Olivier Laurent, Paul Moakley, Renata Ferri, Sadie Quarrier, Sarah Leen, Shannon Ghannam, Sorana Munsya, Willy Ndatira

To read more about it: https://www.vogue.it/fotografia/article/digital-portfolio-review-photo-vogue-festival-2020-reviewers

PARTNERS

The event is sponsored by the City of Milan and was made possible thanks to the support of Audi – the initiative’s main partner since its very first edition – and the following partners:

During the days of the event, the PVF platform will play host to a discussion moderated by the Brand Visual Director of Vogue Italia, Alessia Glaviano, dedicated to 1895 Coffee Designers by Lavazza, the new brand from the Turin-based group which blends craftsmanship with technological innovation to create Specialty Coffee of unparalleled quality. It will be an opportunity to gain an insight into leading figures from the worlds of art and food, who will guide viewers along a journey of discovery through the universe of 1895 Coffee Designers by Lavazza. The keywords for this discussion? Excellence, innovation and sustainability: values that the Piedmontese brand shares with the fashion magazine.

New York photographer and floral designer Doan Ly, founder of floral design studio a.p. bio, was chosen by Vogue Italia and Xerjoff - a prestigious Turin-based brand of research fragrances - to interpret five of the brand’s iconic perfumes with her artistic sensibility: Amber & Rose, Erba Pura, Golden Green, Irisss and More than Words. The result is a collection of dreamlike still lifes which, thanks to their luxuriant colours and shapes, are capable of conjuring up the olfactory and visual sensations that only Xerjoff perfumes can evoke through their unmistakable pairing of a high-quality olfactory dimension and sophisticated design.

Xiaomi, a world leader in technology, and Vogue Italia have selected photographer Riccardo Dubitante to highlight all the incredible capabilities of the flagship model of the Mi 10T smartphone family. Through six photos with a strongly expressive quality, Dubitante has explored the infinite creative possibilities offered by the spectacular features and new filters of the Mi 10T Pro’s photo software, including Clone, Long Exposure, Light Painting and Cyberpunk. These fashion photography shots taken with the Mi 10T Pro showcase the extraordinary quality of its camera setup, which is capable of representing subjects through the unique gaze of the observer.

SPECIAL INITIATIVE
ENGINE, with the artistic direction of Vogue Italia, has selected a young 3D artist to create a new ready-to-wear clothing line which draws inspiration from the world of racing to present a street aesthetic with a contemporary feel. This is merely the first step in a long-term collaboration: the photo editors of Vogue Italia are shortly due to pick out one talented photographer from the Photo Vogue community, which has over 230,000 users from all over the world, to shoot the brand campaign created by visionary entrepreneur Paolo Dalla Mora.

MEDIA PARTNER
Urban Vision, a leading European media company in sponsored restorations and the promotion of cultural heritage through integrated communication projects. For the entire duration of the open-air photographic exhibition at the Giardini di Porta Venezia, the Maxi LED screens provided by Urban Vision and located in the most central areas of Milan will bring the creativity of the PVF to life outdoors, offering a fully-fledged open-air exhibition on an exclusive Digital Out-of-Home circuit.

A special thanks to LINKE, responsible for printing all the photographs on display at the Giardini di Porta Venezia exhibition. LINKE. is a photography production and digital printing laboratory in Milan which distributes photography by working tirelessly with international experts and organising exhibitions of up-and-coming talents in contemporary photography.

Thanks to Radio Monte Carlo, is the official radio of Photo Vogue Festival. Yes Milano, Institutional Partner.

SIDE EVENTS

The most exciting photography events hosted by the best galleries within the most prestigious exhibition spaces and schools in Milan.

Posted on 27 October 2020 | 12:59 pm

The heritage Italian leather brand Guidi has dropped two new pairs of ridged-sole leather sandals in khaki green and brown. Although the weather outside might be taking a turn for the worst, Guidi's sandals are perfect for indoors too thanks to their premium construction and ultimate levels of comfort that will ensure you'll be cozy all day long while wearing these around the house.Of course, these sandals are quite the luxurious upgrade from your average sandal or slide. They are made in Italy by Guidi's artisanal leathersmiths, using the finest materials that are tanned locally in the Italian countryside. The khaki green pair sports a thick, deeply scooped footbed that will hug and support the sole of your foot, while a duo of wide straps run over the top of the sandal.For the brown sandal, Guidi opts for a wide and rounded foot covering in exchange for a set of straps, and adds a slingback buckle-fastened rear heel support too. Guidi finishes the khaki green and brown sandals with a black Vibram sole unit that's chunky and ridged, giving them a utilitarian aesthetic.The standard khaki green sandals retail for $720 USD, while the brown slingbacks cost $798 USD. Take a look at Guidi's ridged-sole sandals above, and shop both on MatchesFashion.com now.For more on Guidi, read HYPEBEAST's deep-dive into the historic Italian label.

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Posted on 27 October 2020 | 12:37 pm

After basing its summer campaign on the feeling of nonidentity, Taiwanese bag brand SEALSON returns with its Fall/Winter 2020 instalment centred around the theme of a colorless future, which has been showcased in a sleek, minimalist lookbook.Featuring an array of new bag designs that include larger capacity heavyweight items like backpacks and messenger bags, SEALSON continues to emphasize its penchant for forward-thinking bag designs by combining a mix of functional elements with outdoor innovations.This season sees quick-opening -- mostly used for mountaineering -- tweaked to be suitable for everyday use, alongside lighter materials and more robust construction. In addition to maintaining the use of high-water-resistant functional fabrics, Dyneema x Nylon fabrics that combine the two functions of high wear resistance and high tensile strength have also been included.The SEALSON FW20 collection is available now from the brand’s online webstore.In other news, Advisory Board Crystals has dropped its "Crystal Case" Pelican collaboration.

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Posted on 27 October 2020 | 12:26 pm

Passione, determinazione e senso estetico: l’universo di Sabrina Rege Turo, brillante imprenditrice che ha ereditato dalla sua famiglia la passione per l’eyewear, è affascinante e variegato. Il sapere respirato fin da piccola grazie al padre Robert Rege Turo le ha consentito di acquisire conoscenze e preparazione tecnica per fondare, nel 2002, il suo marchio Été Lunettes. Sabrina oggi è una donna guidata dai valori insiti nel suo DNA e dall’estrema convinzione che degli occhiali, esclusivi e mai commerciali, siano accessori indispensabili per esprimere la propria personalità.

Intervista alla fondatrice di Été Lunettes

Été Lunettes
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Chi è Sabrina Rege Turo e quali valori condivide con il suo brand Été Lunettes?
Sabrina è una e tante donne insieme. È un’imprenditrice, una moglie e una mamma. È una donna realizzata che è stata sempre alla ricerca di brand con carattere, lontano dai grandi nomi commerciali. Sono questi i valori che ho trasmesso a Été Lunettes. Ho sempre desiderato creare un brand di occhiali fashion e unici per donne con molta personalità che non amano omologarsi agli standard. Da qui l’idea delle collezioni in Limited Edition per garantire esclusività ed unicità alle nostre clienti.

Come riesce a differenziare Été Lunettes in un mercato dell’eyewear in costante evoluzione e fortemente concorrenziale? 
Été Lunettes si è da sempre differenziato molto bene dagli altri brand dell’eyewear. In primis per l’utilizzo di materiali unici come la piuma inserita tra due lastre di acetato oppure il plexiglass sul quale un artigiano francese incide a mano disegni floreali unici. Poi perché tutti i modelli sono numerati e in edizione limitata, quindi si avvicinano più a delle capsule che a delle vere e proprie collezioni. Infine, ha sempre seguito i trend del mondo fashion, declinandoli in forme super femminili per incorniciare la bellezza delle nostre clienti. Così è nato l’hashtag che ci contraddistingue #frameyourbeauty

Da dove trae ispirazione e come si comporta quando non riesce a trovarla?
Curiosità e ricerca continua: qualsiasi oggetto o argomento è per me fonte d’ispirazione. La creatività è parte integrante del mio stile di vita, penso sempre a come declinare nell’occhiale i nuovi trend della moda, del design e dello stile. È difficile, quindi, che ci sia un periodo del tutto vuoto di stimoli e di percezione del mondo.

Il suo team è principalmente al femminile: quanto conta la cooperazione tra donne? 
Siamo un team molto affiatato e ognuna di noi ha i suoi punti di forza che nell’insieme ci permettono di completarci a perfezione. Siamo tutte multitasking e molto flessibili, caratteristiche che ci aiutano molto nella nostra industria che cambia velocemente e continuamente.

Tre caratteristiche universali che deve possedere un occhiale per considerarsi perfetto. 
In primis deve piacere. Se consideriamo ad esempio un’occhiale da vista che viene indossato tutti i giorni è fondamentale che valorizzi la bellezza e il carattere della donna e che si adatti al suo stile. Deve avere anche un fitting perfetto per il proprio viso, non tutti i modelli di occhiali stanno bene a tutte. Last but not least, deve essere di qualità.

I trend attuali vedono protagonisti occhiali sempre più leggeri e facili da indossare: pensa che si senta il bisogno di un ritorno al “basic” anche con gli accessori moda?
I trend della moda stanno tornando al basic perché c’è un ritorno all’essenzialità. L’essenzialità è sempre più sinonimo di eleganza. Se pensiamo alla Venere Italica del Canova alla Galleria Palatina a Firenze è una statua che rappresenta nell’essenzialità di un nudo, una nobile semplicità e senso di perfezione. Ed è anche per questo che abbiamo scattato la nostra ultima campagna di Été Lunettes nella nostra Firenze per omaggiare il ritorno al basic.

C’è un modello di occhiale che non indosserebbe mai? 
Ho cominciato da qualche hanno ad avere bisogno degli occhiali per leggere e devo dire che posso indossare tutto, eccetto l’occhiale premontato.

Ricorda il suo primo occhiale?
Il primo occhiale che ho disegnato è stato un modello a gatta in acetato colorato: un must! Il primo occhiale da vista che ho indossato era sempre un modello a gatta in acetato nero, elegante e comodo.

C’è un’icona femminile del passato a cui fa riferimento per rinnovare un trend e proporlo attraverso “gli occhi” del suo brand?
Lo stile di Audrey Hepburn. Con la sua eleganza innata, sobria e sofisticata, non indossava mai un accessorio di troppo e amava moltissimo gli occhiali da sole. Una moderna Venere di Canova.

Per scoprire di più www.shop.koe.it/pages/ete-lunettes-brand

Posted on 27 October 2020 | 12:15 pm

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Posted on 27 October 2020 | 12:14 pm

For Dustin Thierry, a contemporary artist and photographer from Curaçao whose work is focused on the Afro-Caribbean diaspora in the Netherlands, photography is an urgency, a search for a sense of belonging and a way of processing very personal issues while telling a broader story. With his series “Opulence”, dedicated to the memory of his brother, he documents the queer Afro-Caribbean Ballroom scene communities in Europe in a series of graceful black and white portraits. Thierry manages to create timeless, poignant images of an underrepresented reality, all while learning to deal with his traumas. His work “Opulence” is on show at the Van Abbe Museum in Eindhoven until April 4th, 2021, and has just been awarded the prix du public at the 2020 Hyères festival and the first edition of the “Berry Koedam Award”. Here’s our Q&A with the artist.

Opulence by Dustin Thierry

Opulence, Thaynah Vineyard at the 'We Are The Future And The Future Is Fluid' Ball organised by Legendary Marina 007 and Mother Amber Vineyard. Body painting by visual artist Airich. Amsterdam 2018

Dustin Thierry

Opulence, Wolkoff and Wickid from the House of Garcon with the Grand Prize for Tag Team All American Runway at The United States of Africa Ball Pt.III

Dustin Thierry

Opulence

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Dustin Thierry

Opulence, Ritchy Princess of the House of LaDuree at the 'On The Cover of Opulence Vogue' Ball under direction by Zueira Mizrahi. Berlin 2018

Dustin Thierry

Opulence, Fetsayy 007 at the 'We Are The Future And The Future Is Fluid' Ball organised by Legendary Marina 007 and Mother Amber Vineyard. Amsterdam. 2018

Dustin Thierry

Opulence, Sarah-Lou Maarek walked the category 'Femxle Figure Face' during the Cleopatatra Ball Pt.II

Dustin Thierry

Opulence, Love necklace detail on Lesly Ebony at the 'Twinyx Birthday Mini-Ball Vogue Edition'.

Dustin Thierry

Opulence, f.l.t.r.: 007, 007, Athena Ebony, 007 at the 'Twinyx Birthday Mini-Ball Vogue Edition'

Dustin Thierry

Opulence, Enki Laduree after walking the category; 'Butch Queen Face' at the Cleopatra Ball Pt.II

Dustin Thierry

Opulence, Mother Honeysha West outside at 'The Olympics Ball'. July 2019 The House of Balanciaga.

Dustin Thierry

Opulence, Kiara Scarlett Banks Mother of the Kiki House of Mermaids. Member of The House of Balanciaga.

Dustin Thierry

How did you get interested in photography?
I became interested in photography through scuba diving. I was born on the Caribbean island of Curaçao, which has one of the most beautiful underwater parks that I know of. As a teenager, I had to move a lot and began longing about going back home; back to the sea. The undervalued marine life was one of the main reasons why I felt that I should start looking at my life differently. This shaped my already curious nature into a more practical one. At one point in my life, I wanted to be a DOP, but wasn’t accepted into film school. Then, a friend recommended I try photography as a way to get more technical and intuitive understanding of how images work and how they work in relaying a narrative. This remark encouraged me to get rid of all the bells and whistles of a DSLR and I invested my minor savings into a Nikon F3 camera. I found solace in the darkroom and discovered how telling my story at the time, and those of others in similar situations, through photography became a powerful means of expression. Photography allowed me to slow down, observe and focus more profoundly on my encounters.

What is photography for you?
Photography is the main medium in my creative practice through which I express the narratives that I feel need to be heard or that I am drawn to.

What are the themes you are interested in tackling with your work?
The largest themes throughout my work have been representation with an undercurrent of healing. I have always been particularly intrigued by the visual theme of the family unit. These themes all intersected with the reality of the chosen families I documented at Ballroom voguing events around Europe for my​ Opulence​ series. Next to that, I have also started questioning my relationship to my family on my home island of Curaçao and Sint Maarten, leading me to approach and start photographing people from there that have made the city of Amsterdam their home, which is now a, work in progress, on-going project titled ​Dreaming Above The Atlantic​.

How do you develop a concept into a long term project?
I have always been someone who likes being in the world, so this is an important part of developing a concept. My progress often comes organically, through a combined process of consistently working and shooting and periods of rest where I shoot absolutely nothing and simply think, write and discuss the seeds for ideas with a select group of people. It is during these periods of active resting, where my mind has the time to defragment and filter all the encounters, conversations, information and visual input I’ve gathered internally. Along the way, while conducting further research on the topic, I tend to take test shots and I intuitively know when it is time to move forward with it. It’s like an internal alarm going off, saying “Now. Do it now.” This is followed by a period where I am consistently and obsessively photographing. Once I feel that I have enough, I take time to review everything calmly; what is important, what does the narrative tell, what does the work want to be? From there on, I proceed forward. Plus, I think creating and designing a photobook is an indispensable - and incredibly fun - process. The tempo and the follow-up of images in combination with various visual aesthetic elements are aspects of the medium of photography that are able to absorb me every time.

How was your project “Opulence” born?
Opulence f​irst came to fruition in 2013, when I was connected to Amber Vineyard - mother of The House Of Vineyard. She began organising her first Ballroom events and collaborating with her made me realise that my images could help amplify the voices in the Ballroom scene. A space filled with beauty, resilience and reality. It also made me realise that I wanted to create a project that would address issues of representation, exoticism, toxic masculinity, the importance of safe spaces and family structures. This urgency emerged from the death of my brother, who had never experienced such a community, but had a deep yearning for one. The title came to me from my former partner, who once told me when I was going through a tough time: "You're Opulence honey, you own everything!" referring to Junior LaBeija's infamous quote from ​Paris is Burning​. She was inferring that I own my state of mind. This sentiment felt so invaluable that I chose it as the name of the project.

Why did you choose to shoot “Opulence” in black and white?
The reason why I chose to photograph in black and white is because I am interested in the characters, the shapes and the true spirit of those that I have the privilege of photographing. Use of colour has a tendency for exotification and, in this specific instance, this is the gaze I want to protect the community as well as my images from. There are certain links that are made in the visual language with the use of certain colours that I want to remove in order for the community at large and the individual within it to stand on their own and in their own power.

How do you approach your subjects?
Very intuitively. On a practical level, it’s an investment that goes both ways; a relationship. There should be a mutual respect, a mutual trust and mutual allowance of space that all parties are willing to honour. Within that foundation, I am transparent as I can be about my intentions and explain my intentions about what I am looking to do through conversation and, where possible, examples of photographs I’ve already taken. So - a constant active engagement.

What should be the role of an artist today?
It is not up to me to say what the role of an artist should be today; every artist works in their own ways, disciplines and has their own philosophies about what they want to add into the world or what they consider to be urgent. I can only speak of my own role, or hopes of my own role. Which is, that as a photographer and artist, social justice means to me telling stories from the point of view of people who suffer, or have experienced social injustices: not creating work about them, but with them. Thus, working with them in a way so they remain human and they remain in dignity. As such, the fight for social justice and reparation can be supported by spreading awareness, stimulating dialogue, creating visual narratives and highlighting injustices of the current issues we experience. I feel that it's my responsibility to at least address it with my work. My urgency lies in telling these stories, uplifting my people and disrupting the confinements of the institutions that passively sustain ignorance in the public domain.

What are the underlying influences in your work?
Influences are everywhere, and a lot of my influences come via conversations with others, daily random encounters, or snippets I find online. Currently, I am drawn to works that revolve around good storytelling with a distinctive mood; especially personal projects where you can clearly sense the various creative disciplines and presence of the artists’ personality. Currently, these are works such as ​‘The Dream’​ by Kahlil Joseph, ​‘Jungle Fever’​ by Spike Lee, Dana Lixenberg’s ‘Imperial Courts’,​ the score to ​‘For A Few Dollars More’ ​by Ennio Morricone and all works by Alexandra Bell, ​a multidisciplinary artist who investigates the complexities of narrative, information consumption, and perception.

What emerging artists do you admire?
Currently, Naomi Pieter Balentien, an Afro-Caribbean Black Queer feminist with an active to-do list who has been been effectively shaking up the social structures in the Netherlands. Then, there’s Marlou Fernanda. Her work is currently the most surprising discovery I made; Marlou is a visually poetic, intrinsically personal and an innovative artist, yet unparalleled. If anything, I'm confident she'll belong to one of the greatest.

Do you think photography can have an impact in social changes?
Yes I do. I know it does.

What is the most thought-provoking and challenging picture you took in your opinion?
The photos I decide not to make and the photos I have not made yet.

How important is the political undercurrent in your work?
I am Black and therefore my life and being is political. So I would say that the answer is obvious. As a person who is an artist, I am inherently linked to my work. Therefore my work always has a political undercurrent.

How are current socio-political issues impacting your work?
Next to the socio-political issues impacting my work, I think it is important to address that I am very active and make conscious choices in making my work the way I make it. Meaning, also addressing issues of representation, marginalisation and systemic racism. These are all topics that are apparent in my work and might not be apparent to everyone instantly, but when people take the time to go deeper and research what I am addressing, I hope they become visible.

Posted on 27 October 2020 | 12:10 pm

Opulence, Thaynah Vineyard at the 'We Are The Future And The Future Is Fluid' Ball organised by Legendary Marina 007 and Mother Amber Vineyard. Body painting by visual artist Airich. Amsterdam 2018

Dustin Thierry

Opulence, Wolkoff and Wickid from the House of Garcon with the Grand Prize for Tag Team All American Runway at The United States of Africa Ball Pt.III

Dustin Thierry

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Dustin Thierry

Opulence

Dustin Thierry

Opulence, Ritchy Princess of the House of LaDuree at the 'On The Cover of Opulence Vogue' Ball under direction by Zueira Mizrahi. Berlin 2018

Dustin Thierry

Opulence, Fetsayy 007 at the 'We Are The Future And The Future Is Fluid' Ball organised by Legendary Marina 007 and Mother Amber Vineyard. Amsterdam. 2018

Dustin Thierry

Opulence, Sarah-Lou Maarek walked the category 'Femxle Figure Face' during the Cleopatatra Ball Pt.II

Dustin Thierry

Opulence, Love necklace detail on Lesly Ebony at the 'Twinyx Birthday Mini-Ball Vogue Edition'.

Dustin Thierry

Opulence, f.l.t.r.: 007, 007, Athena Ebony, 007 at the 'Twinyx Birthday Mini-Ball Vogue Edition'

Dustin Thierry

Opulence, Enki Laduree after walking the category; 'Butch Queen Face' at the Cleopatra Ball Pt.II

Dustin Thierry

Opulence, Mother Honeysha West outside at 'The Olympics Ball'. July 2019 The House of Balanciaga.

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Opulence, Kiara Scarlett Banks Mother of the Kiki House of Mermaids. Member of The House of Balanciaga.

Dustin Thierry
Posted on 27 October 2020 | 12:07 pm

Maxwell Osborne and Dao-Yi Chow's Public School has teased a politically-driven collaboration with New Balance, reworking its 327 sneaker with the phrase "We Need Leaders."In terms of design, the 327 adopts a rather laid-back colorway. However, its blue-toned upper nods to the favored color that represents the Democratic party, which combined with its green "We Need Leaders" and white "All roads lead back to the streets" branding, give the pair a rather politically-driven design. Furthermore, an Instagram post uploaded by Public School states that these are the brands' "voting kicks."The same "We Need Leaders" slogan appears alongside the 327 logo on the tongue, while "WNL" has been debossed into the gray suede heel. Suede can be found on the toe and vamp, while the sides are made from the familiar nylon that has helped make the New Balance 327 a popular lightweight retro-inspired sneaker this year. Public School rounds out its pair with a green outsole and a green "N" logo on the lateral mid-panel.So far, all we know is that the Public School x New Balance 327 is dropping sometime next week. Stay tuned to HYPEBEAST for more information as news around the sneaker's release unfolds.In case you missed it, Ronnie Fieg recently teased a potential KITH x New Balance 992 collaboration.

Click here to view full gallery at HYPEBEAST

Posted on 27 October 2020 | 11:56 am

Il basco è un amico inseparabile di Emily. Ecco come lo indossa e come copiare il suo stile

Con una costumista come Patricia Field era naturale che i look di Emily in Paris si facessero notare. Ma c'è un accessorio che spicca tra tutti, e che è una costante per molti dei look outerwear della protagonista. Un pezzo che da solo è una vera e propria garanzia per chi vuol dar luogo a uno stile parigino: il basco.

Emily non ha paura di osare con questo accessorio. Lo sceglie, per esempio, rosso acceso per un completo stampa check bianco e nero formato da blazer e gonna, di Veronica Beard.

Emily in Paris
Emily in Paris

E rosa, abbinandolo a un duvet floreale firmato Off-White.

Emily in Paris
Emily in Paris

Il basco nei look street style: ecco come indossarlo

Mixare capi super chic e pezzi contemporanei più easy è la chiave giusta. Per esempio, indossando il basco con una giacca o un coat di tweed abbinati a una semplice T-shirt e a pantaloni stretch, di pelle o denim.

Street Style

Street Style - Paris Fashion Week - Womenswear Fall/Winter 2020/2021 : Day Nine

Street Style
Claudio Lavenia
Street Style

Street Style - Paris Fashion Week Womenswear Fall/Winter 2019/2020 : Day Nine

Street Style
Vanni Bassetti
Street Style

Street Style - Paris Fashion Week - Haute Couture Spring Summer 2019 : Day Two

Street Style
Christian Vierig

Le scarpe perfette? Dipende dall'intenzione che volete dare al look. Gli ankle boots continuano a essere il modello del momento, ma se volete restare bon ton optate per delle ballerine, o per stringate se preferite uno stile maschile.

Street Style

Street Style - Paris Fashion Week Womenswear Fall/Winter 2019/2020 : Day Nine

Street Style
Edward Berthelot
Moda e Serie TV
Emily in Paris: i look delle amiche Mindy e Camille
Lo insegna Sex and The City: non c'è serie TV glam senza le amiche
Posted on 27 October 2020 | 11:48 am

Tendenza moda autunno inverno 2020 2021: grigio. Tra capi e accessori, ecco alcuni consigli su come indossarlo secondo i look di sfilata

Il neutro è di moda: è un dato di fatto se pensiamo al ritorno del marrone, delle sfumature naturali oltre al cammello. Il nero pare essere demodè, sostituito dalle sfumature del grigio.

Greige di Giorgio Armani, il colore elegante e intramontabile

ADV Primavera Estate 1989
ADV Primavera Estate 1989
Aldo Fallai
Primavera Estate 1990
Primavera Estate 1990
Giorgio Armani
Autunno Inverno 1990
Autunno Inverno 1990
Giorgio Armani
Autunno Inverno 1990
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Giorgio Armani
Primavera Estate 1992
Primavera Estate 1992
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Primavera Estate 1992
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Autunno Inverno 1992
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Giorgio Armani
Primavera Estate 2018
Primavera Estate 2018
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Primavera Estate 2021
Primavera Estate 2021
Giorgio Armani
Primavera Estate 2021
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Giorgio Armani
Primavera Estate 2021
Primavera Estate 2021
Giorgio Armani
Primavera Estate 2021
Primavera Estate 2021
Giorgio Armani
Primavera Estate 2021
Primavera Estate 2021
Giorgio Armani
Primavera Estate 2021
Primavera Estate 2021
Giorgio Armani

Questa tonalità di mezzo tra il bianco e il nero splende quietamente come una perla rara, ancora di più se esaltata da inserti argentei e bianchi. È il colore dell'autunno inverno 2020 2021 che ci  mimetizza tra la nebbia e le nuvole basse, per farci sentire più misteriose che mai. Nasce così una suggestione tutta romantica, nel vestire di grigio.

Chanel
Chanel

Per Fendi è il colore della femminilità, audace e consapevole: l'animalier in tinta per un manto felino dolce e avvolgente (non conosce l'aggressività), mentre l'abbinamento con il rosa nude lo rende irresistibilmente seducente.

Fendi
Fendi
Fendi
Fendi

Michael Kors Collection ri-edita lo stile anni 40: giacche sartoriali, cinture strette in vita e gonne midi. Rigore e ispirazione maschile sono le linee guida dello stilista americano.

Michael Kors Collection
Michael Kors Collection
Michael Kors Collection
Michael Kors Collection

Infine il morbido abbraccio di Dolce & Gabbana: lana lavorata a maglia che regala una texture granulosa e soffice al tatto. Una coccola per l'inverno che spazia dal maglione-vestito a collo alto, alle calze lavorate a trecce, ai cappelli a cuffia di maglia rasata, ai maxi cardigan a coste: capi e accessori da indossare da mattina a sera per un raffinato look lounge

Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Posted on 27 October 2020 | 11:47 am

We've already seen what a Nike Air Force 1 would look like if it became a pair of Crocs, but what if Nike became a high-end fashion label? Art director and graphic designer Davide Perella has done the hard work for us, imagining the sportswear giant as a luxury brand with items such as a suit blazer, Dior Saddle bag-inspired piece, sunglasses, heels, and a stunning pair of loafers.Nike's Swoosh logo is cleverly incorporated into the design of each piece. For example, the lapels on the suit jacket are Swoosh-shaped, while buttons are detailed with more mini Swooshes. The Dior Saddle bag look uses the iconic kidney bean shape to nestle the Swoosh logo into its design, while the shape of an Air Force 1 has been used to make a small bag as well.Notable renderings that we're confident the world would love to see in real life include a pair of luxurious leather loafers complete with silver-toned Nike Swoosh branding on the front, as well as a pair of Stüssy x Nike Air Zoom Spiridon Cage 2-inspired heels.Joining Perella's vision are two pairs of sunglasses, one with lens' shaped like a Swoosh and the other with its arms acting as the branding. Take a look at Davide Perella's concept of a luxurious Nike collection above, and find more on the designer's Instagram account.In other news, images of the Off-White™ x Nike Air Zoom Tempo NEXT% in beige and red have surfaced.

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Posted on 27 October 2020 | 11:31 am

Halloween 2020: ingredienti per la serata perfetta dentro le mura di casa

1. Trucco e outfit a tema (ovviamente facoltativi, ma perché rinunciare: anche se non si possono fare feste ci si può sempre divertire su Instagram). Qui trovate qualche idea moda e beauty: 

-Outfit da strega

-Capelli da urlo

-Travestimenti da star

2. Caramelle per una versione home made di “dolcetto o scherzetto”

3. Uno (o più) film di paura (o serie tv se preferite, per una maratona notturna). Dopo aver esplorato e selezionato per voi le proposte di Netflix, ecco l'offerta di Amazon Prime Video, analizzata per voi, tra classici del piccolo e grande schermo e chicche per appassionati del genere horror per Halloween 2020.

SUSPIRIA  

Una delle storie horror più famose del cinema nella versione originale di Dario Argento del 1977 e nel remake di Luca Guadagnino con Dakota Johnson. Un'oscura minaccia incombe sulla sede di una scuola di danza rinomata in tutto il mondo. Un turbine di tenebra che travolgerà e inghiottirà la direttrice artistica del gruppo, una giovane ballerina ambiziosa e uno psicoterapeuta in lutto. Alcuni soccomberanno all'incubo. Altri, alla fine, si risveglieranno.

Da Shining a Suspiria: i 6 thriller più glam di tutti i tempi
l thriller è un genere che ha prodotto alcuni dei film più belli e tecnicamente riusciti della storia del cinema. Abbiamo scelto per voi sei fra i migliori film horror da guardare o riguardare adesso

SINISTER 

Ellison Oswalt (Ethan Hawke), uno scrittore di libri tratti da storie vere di cronaca nera, decide di trasferirsi in una nuova casa insieme alla sua famiglia per lavorare al suo prossimo volume. Non sa, però, che proprio nella nuova dimora, un anno prima, è avvenuto il terribile massacro di cui vorrebbe scrivere: un'intera famiglia è stata sterminata e non sarà l'ultima. Uno degli horror più apprezzati degli ultimi anni, targato Blumhouse.

American actor Paul Newman (1925 - 2008) with his wife, American actress Joanne Woodward, circa 1965. (Photo by Silver Screen Collection/Getty Images)
Ethan Hawke girerà un documentario su Paul Newman
Cinquant'anni di amore e complicità. Ethan Hawke gira un documentario su Paul Newman e Joanne Woodward. 

QUELLA CASA NEL BOSCO

Cinque compagni di college partono per un gita in campagna, in una baita tra i boschi, per un week-end di bagordi. Ma le cose iniziano a prendere una strana piega e presto i cinque subiscono l’attacco di orripilanti esseri sovrannaturali e trascorrono una notte di infinito terrore tinto da fiumi di sangue. Un meta-horror che ha stregato gli amanti del genere sovvertendo completamente le sue regole, immancabile per chi vuole vedere qualcosa di paurosamente diverso.

AMERICAN HORROR STORY 

16 Emmy Awards e 2 Golden Globe per una delle serie horror più celebri della TV. Giunta alla nona stagione, American Horror Story spaventa e incanta i suoi spettatori dal 2011 con le sue storie ambientate in diverse epoche e ambientazioni, lontane nello spazio e nel tempo ma non nell'efficacia di una narrazione paurosamente coinvolgente. Un viaggio in tempi e luoghi da incubo nelle nove stagioni, tutte disponibili su Prime Video. 

Lady Gaga in American Horror Story

American Horror Story

Lady Gaga in American Horror Story
American Horror Story

LA FAMIGLIA ADDAMS

Quando lo zio Fester ricompare dopo 25 anni passati nel Triangolo delle Bermuda, Gomez e Morticia decidono di organizzare una festa da risvegliare i morti! Un classico da brividi per tutta la famiglia, ispirato ai personaggi creati negli anni ‘30 dal vignettista Charles Addams e protagonisti di svariati film. Ormai un cult, questa versione del 1991 è diretta Barry Sonnenfeld con Anjelica Huston, Christopher Lloyd e una giovanissima Christina Ricci. Da rivedere in attesa dell’annunciata versione by Tim Burton.

Lady Gaga: scherzi di Halloween

Lady Gaga - Best Beauty Ottobre: American Horror Story

Lady Gaga: scherzi di Halloween
<a href="https://instagram.com/ladygaga/">@ladygaga</a>

HALLOWEEN

Jamie Lee Curtis torna a vestire i panni di Laurie Strode per il confronto finale con Michael Myers, la figura mascherata che la perseguita da quando è riuscita per un soffio a scampare alla sua furia assassina la notte di Halloween di quarant'anni prima. Undicesimo capitolo della serie che riprende la storia esattamente dove era stata interrotta nel primo Halloween del 1978 di John Carpenter, qui produttore esecutivo e compositore delle musiche.

THE VOID 

L'ufficiale Carter (Aaron Poole), durante un pattugliamento, s'imbatte in un ragazzo insanguinato che zoppica lungo la strada deserta. Si precipita in suo soccorso per portarlo rapidamente in un piccolo ospedale di provincia, dove però i pazienti e il personale si stanno trasformando in qualcosa di inumano. Carter tenta disperatamente di porre fine a questo incubo prima che sia troppo tardi. Se siete amanti dell'horror cosmico à la H. P. Lovecraft, questo è il film che fa per voi.

HELLRAISER

Un cult dell'horror. Larry (Andrew Robinson) e Julia (Clare Higgins) decidono di trasferirsi in una villetta. La casa è stata teatro di una torbida relazione tra Julia e il cognato Frank, i cui resti si trovano ancora tra quelle mura. Durante il trasloco Larry si ferisce ad una mano e il sangue caduto resuscita Frank, che per restare in vita ha però bisogno di sangue e Julia decide di aiutarlo fornendogli le vittime. Primo di 10 film dedicati a Pinhead il cenobita, iconico protagonista di questo franchise.

La famiglia Addams, versione 1964

Serie tv dall'humour nero

La famiglia Addams, versione 1964
Intramontabile la serie de "La famiglia Addams", datata anni'60 ma ancora oggi replicata con successo

L'UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO 

Uno scrittore americano, Sam Dalmas (Tony Musante), di passaggio a Roma assiste casualmente ad un tentativo di omicidio attraverso la vetrata di una galleria d'arte. La presenza e l'intervento di Sam mettono in fuga l'individuo ma, da quel momento in poi, una serie di omicidi sconvolgono la città e Sam si trova ad essere sospettato dalla polizia. Sam e la sua compagna si improvvisano così detective. Film d'esordio di Dario Argento, che gli valse nel 1970 il Globo d'Oro alla miglior opera prima.

THE WALKING DEAD: WORLD BEYOND

Dopo il successo di The Walking Dead e Fear the Walking DeadThe Walking Dead: World Beyond racconta la prima generazione cresciuta nello scenario zombie-apocalittico. Alcuni diventeranno eroi, altri i “cattivi”, ma alla fine tutti cambieranno per sempre, cresciuti e rafforzati nelle loro identità. Questo nuovo capitolo della saga è creato da Scott M. Gimple con Matt Negrete, qui anche nel ruolo di showrunner.

Posted on 27 October 2020 | 11:25 am

Una dolce “coccola” per l'autunno 2020: completa l'outfit con uno di questi piumini leggeri, trapuntati matelassé

IENKI IENKI
IENKI IENKI

Con i primi freddi viene voglia di stare sotto le coperte. Oppure di uscire avvolti da un leggero trapuntato. La sensazione è la stessa: un dolce torpore che rallenta la giornata e ci fa sentire “coccolati”. La scelta sta sicuramente nella qualità del capospalla che, quest'anno, prevede piumini leggeri caratterizzati da un raffinato trapuntato matelassé.

Si tratta infatti di un particolare “tessuto martellato” noto per la leggera imbottitura, dove il disegno è un motivo ritmico a losanghe. Questa lavorazione la troviamo nella tradizione per romantiche coperte e federe di cuscini ma la moda l'ha sapientemente applicata tra capi e accessori. Un esempio importante è infatti la borsa matelassé di Chanel, l'iconica 2.55.

Tornano all'autunno 2020, il matelassé appare sui piumini leggeri, corti come giacche o lunghi come cappotti che anticipano la stagione invernale. Inoltre, se il modello non è troppo voluminoso, si può optare di indossarlo sotto a capispalla di lana per avere un ulteriore strato caldo nei periodi più rigidi.

E infine il modello: tagli a vestaglia per un look lounge, maxi bomber per un effetto casual chic o box jacket dotati di tasche applicate per un tocco british country.

& Other Stories
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Lavenham
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Burberry
Burberry
Barbour
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B.P.D.
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8 by Yoox
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Posted on 27 October 2020 | 11:25 am

Chanel N 5 è un profumo, una leggenda. È un'essenza, certo, nella sua accezione “creativa" - in quanto fragranza realizzata con note olfattive - ma soprattutto in quella simbolica. Chanel N 5 è, di fatto, l'essenza di Mademoisselle. Lo è per l'eleganza, la forza, l'incisività. Non stupisce che quando il naso Ernest Beaux le presentò la prima versione del profumo lei chiese quale fosse l'ingrediente più prezioso contenuto. “Il gelsomino”, fu la risposta. “Bene, aggiungiamone”, la replica. 

Breaking News
Chanel N.5: la nuova testimonial 
Marion Cotillard è il volto della nuova campagna pubblicitaria dedicata all’iconica fragranza Chanel N° 5. È la prima volta che l’attrice francese fra le più amate ad Hollywood presta la sua immagine ad una fragranza

Questo aneddoto è raccontato nel video backstage che trovate qui di seguito e che accompagna il nuovo capitolo della storia di Chanel N 5. Orchestrata da Thomas du Pré de Saint Maur, Direttore delle Risorse Creative di Chanel Parfums Beauté, la campagna mostra una donna al passo con i tempi, la cui energia, solare, risponde alla forza d’attrazione lunare. Per interpretare questa donna, Thomas du Pré de Saint Maur ha scelto la celebre attrice Marion Cotillard, e per mettere in scena questa narrazione è ricorso al talento del regista Johan Renck.

Il rapporto di Marion Cotillard con la Maison CHANEL è profondo, risale agli inizi della sua carriera. Tuttavia, è la prima volta che l'attrice premio Oscar rappresenta l’immagine di un profumo. Marion Cotillard si inserisce con eleganza e naturalezza nella tradizione delle grandi figure femminili che hanno prestato il volto a questa icona olfattiva. Al di là della bellezza e dello spirito libero che la caratterizzano, l'attrice incarna l’eleganza francese con quel tocco indefinibile che ne è tipico.

Marion Cotillard & Jérémie Bélingard
Marion Cotillard & Jérémie Bélingard

È l’intrepido regista Johan Renck ad aver deciso di portare N°5 over the Moon. Il poliedrico svedese è conosciuto per i suoi videoclip musicali, per le campagne pubblicitarie, le fotografie e le serie tv... La più recente, Chernobyl, è stata pluripremiata. Dopo due esperienze di collaborazione con la Maison Chanel, durante le quali ha saputo cogliere la bellezza di Keira Knightley per Coco Mademoiselle e Lily-Rose Depp per N°5 L’Eau, è sembrato naturale affidare a Johan Renck la nuova campagna del mito N°5.

Behind the scenes, Marion Cotillard & Johan Renck
Behind the scenes, Marion Cotillard & Johan Renck

Più di una scenografia, la Luna è un personaggio a tutto tondo in questo nuovo racconto di N°5. L’astro, associato alla femminilità, è simbolo di rinnovamento. Il periodo delle feste di fine anno, in cui si inserisce questa campagna, invita al sogno, un immaginario in sintonia con l’idea che regna nelle comunicazioni legate a N°5: per trovare se stessi, bisogna elevarsi fino a realizzare i propri sogni.

Behind the scenes, Marion Cotillard & Jérémie Bélingard
Behind the scenes, Marion Cotillard & Jérémie Bélingard

L’ispirazione per questa nuova campagna è nata dall’idea di una donna forte e innamorata, la cui seduzione si esprime con spensieratezza. Team, la canzone dell’artista neozelandese Lorde che anima il film, arrangiata per l’occasione da Flavien Berger ed interpretata da

Marion Cotillard, è un’ode all’amore moderno, nel quale due persone si parlano da pari a pari. La scelta di questo titolo con il testo We’re on each other’s team siamo nella stessa squadra, non è priva di significato. Il film è perfettamente in sintonia e al passo con i tempi.

La danza, al pari della Luna, è il terzo personaggio della storia. È il frutto della creatività del coreografo Ryan Heffington, celebre per i suoi lavori al fianco di famosi artisti. Heffington ha immaginato una danza unica, che unisce l’intimità del sentimento amoroso e la portata del desiderio. La performance è creata su misura per Marion Cotillard e il suo partner, l’étoile Jérémie Bélingard. Per appropriarsi della coreografia ed essere totalmente libera nella recitazione, l'attrice ha seguito un allenamento di cinque giorni. Gli amanti volteggiano in una sarabanda moderna e gioiosa, con animo giocoso, che evoca una vera complicità tra uomini e donne fortemente presente nel film.

Behind the scenes, Jérémie Bélingard
Behind the scenes, Jérémie Bélingard

Scelto da Virginie Viard, Direttrice Artistica delle collezioni Moda Chanel, l’abito in pizzo dorato ricamato accompagna ogni movimento dell'attrice nella sua coreografia, come una preziosa seconda pelle. È ispirato a un abito iconico che fu indossato da Mademoiselle Chanel ed è stato adattato affinché Marion potesse danzare. I ricami con motivi di fiori e foglie sono stati affidati al talento di sedici ricamatrici della Maison Lesage.

Behind the scenes, Marion Cotillard
Behind the scenes, Marion Cotillard

Questa nuova campagna rende omaggio alla storia di N°5, facendo la scelta radicale e unica di considerare la bellezza come una scommessa di gioia e di parità. La donna e l’uomo si accompagnano e si sostengono, seducendosi l’un l’altra in un passo a due insieme elegante e fantasioso. Più di una parentesi onirica, l’unione degli amanti dopo la danza celeste incarna un ideale: quello della donna che dimostra la sua capacità di realizzare i propri sogni. Questa è la forza di N°5.

N°5, Eau de Parfum, Flacon, 200 ml
N°5, Eau de Parfum, Flacon, 200 ml

Il film uscirà il 30 ottobre 2020 in tutto il mondo. 

Sul numero di Novembre di Vogue Italia troverete un articolo dedicato proprio a questo nuovo capitolo.

Posted on 27 October 2020 | 11:00 am

Harry Styles ha appena appena pubblicato il suo nuovo video, Golden. Il video, che accompagna il singolo tratto dall'album Fine Line, in  poche ore ha già superato i 14 milioni di visualizzazioni, scalando le tendenze di YouTube e collezionando quasi 300mila commenti tutti entusiastici.

Camicia by Steven Stokey-Daley, Feedsack shorts by Bode

Harry Styles, Golden

Camicia by Steven Stokey-Daley, Feedsack shorts by Bode
YouTube
Harry Styles, Golden

Harry Styles, Golden

Harry Styles, Golden
YouTube

Un video che, all'interno dei suoi 3 minuti e 29 secondi, racconta due grandi amori: quello per il cinema italiano e quello per le bellezze della Costiera Amalfitana. I registi Ben e Gabe Turner hanno voluto ricreare un ponte emotivo tra passato e presente, affondando le mani nelle sensazioni cromatiche delle pellicole italiane degli anni ‘60 -’70, citando Il Sorpasso di Dino Risi (con i guanti in crochet di Gucci a richiamare i guanti in pelle da pilota) con Harry Style a metà tra l'eleganza di Marcello Mastroianni e la piacioneria di Vittorio Gassman.

Camicia by Steven Stokey-Daley, Feedsack shorts by Bode

Harry Styles, Golden

Camicia by Steven Stokey-Daley, Feedsack shorts by Bode
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Camicia by Gucci, Guanti in crochet by Gucci

Harry Styles, Golden

Camicia by Gucci, Guanti in crochet by Gucci
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A fare da cornice la bellezza straordinaria della costiera, dei suoi tramonti, del suo mare e l'aria impalpabile di perfezione che si respira proprio affrontando le sue curve che si affacciano sul mare colorando il panorama di immensità.

Giacca e pantaloni by Gucci

Harry Styles, Golden

Giacca e pantaloni by Gucci
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Harry Styles, Golden

Harry Styles, Golden

Harry Styles, Golden
Youtube

In Golden, Harry Styles ha deciso di  sfoggiare una selezione di outfit eterogenei e di "ricerca": si va dai pantaloni "Sebastian"  e dalla camicia oversize firmati Steven Stokey-Daley, ai Feedsack shorts di Bode. Per il look formale, l'ex One Direction, ha scelto Gucci: giacca custom, camicia e pantaloni della collezione Resort 2020 tutto firmato da Alessandro Michele. Ecco qui di seguito il video Golden di Harry Styles. 

Posted on 27 October 2020 | 10:58 am

After pairs of the Off-White™ x Nike Air Zoom Tempo NEXT% surfaced in bright pink and blue, as well as another in black and green, comes one in the perfect fall-ready colorway of beige and red.Images courtesy of @repgod888 show the Off-White™ x Nike Air Zoom Tempo NEXT% don a beige-toned Flyknit upper that's complemented by darker and lighter shades detailing areas such as the eyestay, heel tab, tongue, and more. On the toe box and sides, the pair's Flyknit is stripped back and is more seethrough, while a red graffiti-styled Nike swoosh is printed and overlayed on top.A cream midsole and lighter cream rear heel component are added, finished with "AIR" branding and a red Air Zoom mechanism in the front-quarter. The red is continued onto the outsole, where you'll find a bevy of spikes that give the shoe a retro running aesthetic.Rounding out the pair is its signature Off-White™ branding on the medial in black, which notes the collaborators, the shoe's name, and where it was designed -- that being in Beaverton, Oregon.Take a look at the Off-White™ x Nike Air Zoom Tempo NEXT% in beige and red above. There's no official release date yet, but reports do suggest that the anticipated sneaker will retail for $260 USD.For more firsts, here's a closer look at the Nike SB Dunk Low Pro "Club 58."

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Posted on 27 October 2020 | 10:47 am

Aesop has followed up its recent aromatique candles release by unveiling its gift kits for 2020. Themed around "Sensory Chronicles," the kits are inspired by the power of imagination with a forgotten work of literature included in each gift kit.As well as the literature, the kits contain a range of stand-out Aesop product. The Ardent Nomad set features a selection from the brand's Parsley Seed Skin Care range -- with writings by Swiss traveller Isabelle Eberhardt -- while the Lore Collector focuses on timeless staples for hands and body alongside a largely forgotten work by Lafcadio Hearn. The final kit is the Seasoned Wayfarer, which features fragrant products for the home along with a fantasy story by Joaquim Maria Machado de Assis.Take a look at the kits in the gallery above, all of the kits are housed in a biodegradable case which is produced from 100 percent recycled material. The 2020 gift kits are due to release via the Aesop web store on November 2.For more from Aesop, here's everything you need to know about the brand's Replenishing Night Masque.

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Posted on 27 October 2020 | 10:20 am

Rolling Loud has announced the 2021 line-up for its live Portugal-based music festival, which is set to unleash some of the world's best hip-hop artists on the beaches of Praia De Rocha next July.Travis Scott is to headline the event alongside the likes of Cardi B, A$AP Rocky, Stormzy, Future, Wiz Khalifa, Big Sean, Meek Mill, Young Thug, DaBaby, 2 Chainz, Lil Uzi Vert, Rae Sremmurd, Gucci Mane, AJ Tracey, Headie One, Boy Better Know and many more.Hundreds of acts will be performing at Rolling Loud's five-day-long festival, which is set to take place in Portugal -- and subsequently Europe -- for the first time ever next year. The announcement that Rolling Loud will be held in real life comes after months of pandemic-driven cancellations in the live music industry, with legendary events such as Glastonbury's 50th anniversary and many more postponed or axed. As a result, festivals such as BBC Radio 1's Big Weekend and Rolling Loud both held virtual events.Tickets for the first three days of Rolling Loud (July 6-8, 2021) have now sold out, however, tickets for the final two days (July 9-10, 2021) as well as tickets for the full five-day pass will be released later this week. Pre-sale goes live at 9 a.m. GMT on October 29, with general release dropping at 9 a.m. on October 30, exclusively via the Rolling Loud Portugal website.In other news, Drake's new LP is coming soon.

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Posted on 27 October 2020 | 10:09 am

A settembre, Zendaya è diventata la più giovane interprete a vincere un Emmy come Miglior attrice protagonista di una serie drammatica, per il ruolo di Rue nella serie HBO Euphoria. Il suo trionfo è stato la notizia della serata per varie ragioni. La ventiquattrenne ha sorpassato veterane della televisione tra cui Olivia Colman (The Crown), Laura Linney (Ozark) e Jennifer Aniston (The Morning Show). Ha vinto anche, ufficiosamente, per il miglior abito – due volte – prima in Christopher John Rogers, poi in Armani Privé. Il suo discorso d’accettazione è stato un messaggio di “speranza per i giovani”, una scintilla luminosa necessaria in un anno in cui lottiamo contro una cupa pandemia.

La sua vittoria è ancora più significativa, trattandosi di una giovane donna nera a cui è stato assegnato il premio in piena epoca Black Lives Matter, e conferma quanto Euphoria sia rilevante. Liberamente tratto da una serie israeliana omonima creata dall’attore e regista Sam Levinson, è come se la cupezza e la disperazione che permeano la serie siano fotografate attraverso un filtro Instagram, l’effetto è molto crudo e toccante, ma allo stesso tempo frivolo e stilizzato.

Euphoria non si limita a parlare di salute mentale, dell’abuso di sostanze e delle scelte sessuali dell’adolescenza – questi elementi sono la sua materia viva. Il personaggio di Zendaya, una diciassettenne tossicodipendente, odia sé stessa più di quanto il suo pubblico la ami – ed è tanto. Il cast, che include l’attrice e attivista transgender Hunter Schafer e la splendida Barbie Ferreira, è contemporaneo e rappresentativo, perché è il mondo a essere così, non perché un direttore di casting ha esplorato il menu delle diversità. Al momento, le riprese della seconda stagione sono ferme a causa della pandemia, ma HBO ha appena annunciato due episodi speciali che avranno la loro première in dicembre.

In onore di Euphoria, il perfetto esempio del potere e dell’influenza che può avere un teen drama quando coglie veramente nel segno, Vogue celebra quattro serie in grado di dare l’idea di cosa significa essere giovani.

1. My So-Called Life (1994)

Film and Television

Moviestore/Shutterstock

Una meraviglia di una sola stagione, in 19 perfetti episodi che raccontano la vita della quindicenne Angela Chase, interpretata da Caire Danes, che è innamorata di Jordan Catalano, interpretato da Jared Leto. Danes ha incarnato così perfettamente la complessità dell’adolescenza che, per molti di noi, il solo suono delle parole ‘my so-called life’ evoca quelle emozioni cocenti che solo i ricordi delle serie TV possono dare.

Per il ruolo principale era stata inizialmente scritturata Alicia Silverstone, ma i produttori l’hanno ritenuta troppo impeccabile per incarnare un’adolescente complicata. Come poi risultò evidente, Claire Danes non avrebbe potuto essere più adatta. La serie detiene un punteggio del 100% su Rotten Tomatoes e, 26 anni dopo l’uscita, c’è ancora chi spera nella seconda stagione. Claire Danes ha proseguito la sua carriera interpretando Giulietta per Baz Luhrmann, Jared Leto vincendo un Oscar per Dallas Buyers Club (2013) e attori come Wilson Cruz, che interpretava Rickie Vasquez, sono stati saggiamente ingaggiati per serie teen più recenti, tra cui Tredici (2017).

2. Freaks and Geeks (1999)

Film and Television

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Creata da Paul Feig, che ha poi diretto Le amiche della sposa (2011), questa serie, ambientata in un liceo del Michigan, vanta la produzione esecutiva di Judd Apatow, il padrino della commedia moderna, le cui credenziali includono 40 anni vergine (2005), Un disastro di ragazza (2015), Girls (2012) e Love per Netflix (2016).

Seguiamo il nerd Sam, i suoi pochi amici (i geek) e sua sorella maggiore Lindsay, che sminuisce i suoi eccellenti risultati accademici per essere accettata dagli sbandati (i freak). È una serie spassosa e scritta in modo brillante, che varrebbe la pena vedere anche solo per il cast. Freaks and Geeks ha sfornato una serie di perle di Hollywood, mettendo in luce il talento di Seth Rogen, Jason Segel, Linda Cardellini e Busy Philipps, e proiettandoli direttamente verso il grande schermo. Cancellata dopo 12 dei 18 episodi commissionati, lo show, com’era prevedibile, è diventato un cult.

3. Skins (2007 to 2013)

The Cast From Channel 4/ E4's Skins Attend One-Off Skins Party

Getty Images

Questa serie anni 2000 sulle vite di un gruppo di adolescenti di Bristol, in Inghilterra, è stata uno sporco affare. Faceva pensare agli odori delle stanze degli adolescenti, ma ha lanciato dritte verso la fama le carriere di una sfilza di giovani attori: Dev Patel, Jack O’Connell, Joe Dempsie, Daniel Kaluuya, Kaya Scodelario e Nicholas Hoult, tutti si sono fatti le ossa nel corso dei suoi 61 episodi.

La serie, come Euphoria, non ci andava piano con i contenuti. Sesso, droga, disordini alimentari e omofobia erano tutti temi affrontati in modo da risultare uno specchio realistico dell’adolescenza, ossia un periodo deprimente ma anche esilarante. MTV ha commissionato una versione americana della serie nel 2011, ma non ha funzionato ed è stata cancellata dopo una stagione. L’originale inglese, comunque, fa ancora la sua figura.

4. Gossip Girl (2007 to 2012)

Gossip Girl - 2007

Andrew Eccles/CW Network/Kobal/Shutterstock

È stata creata nello stesso periodo e per lo stesso pubblico di Skins, ma i due show sembrano scritti per due specie diverse. Questa cronaca delle vicende di una élite di giovani miliardari di Manhattan si avvicina molto di più alla soap-opera, se confrontata agli altri titoli di questa lista. Ma Gossip Girl, con Blake Lively e Penn Badgley, è davvero iconico – il suo mondo patinato e i suoi eccessi sono rappresentativi delle aspirazioni degli anni 2000.

Una delle scene più memorabili della serie del 2020 di cui tutti parlano, Emily In Paris , è quella in cui la protagonista fa amicizia con una leggendaria stilista parigina grazie alla comune passione per Gossip Girl. È il Sex and the City dei millennial e, anche se può sembrare del tutto irrealistico, ci sono delle scene nel nuovo documentario YouTube di Paris Hilton, This Is Paris, che sembrano prese dagli scarti di montaggio di GG. Perfino un decennio dopo, con Serena van der Woodsen cresciuta e madre dei tre figli di Ryan Reynolds, si possono ancora fare tour di New York a tema Gossip Girl.

Posted on 27 October 2020 | 10:04 am

Following a collaboration with Fnatic, Andaseat has returned to launch its new Dark Demon and Jungle Gaming Chair lines.Drawing from its previous expertise in manufacturing race car seats for BMW and Mercedes-Benz, the chairs are designed with high-back ergonomic designs padded with 60Kg/M3 super high-density integrated foam padding with no cuts. Rated for true ergonomic support and comfort, the seats are resilient from losing shape despite repeated usage. Each line utilizes hard-wearing foam and scratch and stain resistant PVC leather. Accompanying the entirely independent and adjustable backrests are neck pillows and lumbar pillows with adjustable 4D PU covered armrests to lessen the strain from sitting for extended periods.The Z Support multi-functional tilt mechanism built for heavy-duty usage provides users with full control, adjustability ranges from 90 to 160 degrees and can be adapted for any scenario. While a precision manufactured 22mm diameter enhanced steel frame with lifetime warranty together with a premium grade aluminum base that ensures stability. With safety in mind, AndaSeat has equipped each gaming chair with a SGS certificated Class 4 hydraulic piston with explosion-proof gas springs and 60mm wide with durable PU rubber ensuring smooth movement in all directions.Priced at $400 and $300 USD, the Dark Demon and Jungle Gaming Chairs are available now on Andaseat's website.In case you missed it, The Plate Station recently prepared customization options for the Sony PlayStation 5.

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Posted on 27 October 2020 | 9:43 am

Tokyo è la patria indiscussa dello street style, il luogo dove ogni look è possibile e la fantasia negli outfit e negli abbinamenti è veramente sconfinata. Abbiamo selezionato per voi 6 look, dalle foto dell'ultima Tokyo Fashion Week, dai quali apprendere 6 lezioni di stile dai veri maestri di quest'arte di strada.

Sportswear elevato

Per rendere un look sportivo, un po' meno sportivo, è preferibile scegliere capi realizzati in tessuti dall'aspetto lussureggiante come il velour e la ciniglia, o anche nylon riciclati lucidi come taffetà. Abbinare un modello di scarpe casual a un paio di pantaloni tecnici è ora possibile, anzi doveroso se volete che il vostro outfit comodo risulti anche sufficientemente urbano da poter essere sfoggiare in città.

© Kira / TokyoFashion.com
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Punkish

Per chi è alla ricerca di uno stile ribelle è importante saper reinterpretare gli elementi distintivi del Punk in chiave raffinata e contemporanea, per non risultare eccessivamente estremi o troppo fuori tempo. Un maxi pullover in patchwork di fantasie check e un paio di pantaloni in vinile nero sono perfetti per incarnare l'essenza rivoluzionaria di quel periodo ed essere al passo con le ultime tendenze di moda uomo.

© Kira / TokyoFashion.com
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Deconstructed look

Parola d'ordine destrutturare. Per indossare capi sartoriali senza risultare obsoleti è necessario scegliere pezzi poco tradizionali caratterizzati da dettagli staccabili o non finiti: un colletto tagliato, una manica senza polsino o, addirittura, un blazer che perde la metà di sotto (come quello visto qui sotto a Tokyo). Il risultato finale è sicuramente ricercato e non banale.

© Kira / TokyoFashion.com
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Denim +

Per gli irriducibili del denim è importante scegliere i giusti abbinamenti, se volete che i vostri look street style non siano scontati e noiosi. Un cappello basco, una manciata di spille rotonde e un paio di anfibi con lacci a contrasto, renderanno un total look in denim meno monocorde e decisamente più interessante.

© Kira / TokyoFashion.com
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Pattern geometrici

Se volete provare una delle tendenze più viste nelle nuove collezioni maschili autunno inverno 2020 2021 vi suggeriamo di scegliere tessuti in fantasia geometrica. Prediligete i colori freddi o pop, per evitare l'effetto carta da parati anni ‘70. L’abbinamento visto a Tokyo, con camicia bianca e un paio di stringate dai dettagli metallici, rende il look contemporaneo e glamour senza eccessi.

© Kira / TokyoFashion.com
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Animalier

Una stampa animalier non può mancare nel guardaroba maschile del 2020. Un pezzo maculato, tigrato, zebrato o anche giraffato, aggiungerà ai vostri look street style un allure grintoso e riuscirà a rendere più interessante anche un outfit total black.

© Kira / TokyoFashion.com
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Posted on 27 October 2020 | 9:34 am

In occasione del lancio della collezione primavera estate 2021 del brand Okhtein, fondato dalle sorelle Aya e Mounaz Abdelraouf, è stato inaugurato a Il Cairo il loro primo flagship store. Uno spazio che vuole raccontare l'identità del marchio di borse caratterizzato dal connubio tra le tradizioni egiziane e un design geometrico e contemporaneo. L'ottone cesellato a mano è infatti uno degli elementi più ricorrenti nelle creazioni di Okhtein e ne è diventato la firma più riconoscibile. Lo store è stato realizzato dall'azienda con sede a Beirut, WZ Architecs, guidata da Walid Zeidan, capace di traslare l'estetica del duo nello spazio che ne ospita tutte le creazioni. 

Okhtein collabora da tempo con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)e proprio per celebrare l'apertura di questo flagship store ha deciso di rinnovare questa collaborazione con il lancio di un'edizione speciale della clutch Felucca decorata con cristalli Swarovski che ricreano la bandiera del Libano. La borsa verrà messa all'asta durante il Gouna Film Festival che si terrà dal 23 al 31 ottobre e tutto il ricavato verrà devoluto all'UNHCR con l'obiettivo di offrire un supporto alla città di Beirut. 

L'idea per la collezione primavera estate 2021 del brand è stata quella di non creare alcun nuovo modello, ma di rielaborare quelli già presentati finora con lo scopo di riconnettersi con ciò che ci circonda, visto lo stato di disconnessione nel quale ci troviamo. La collezione infatti si intitola Re-connect e rappresenta uno sviluppo dei classici modelli Okhtein. 

Courtesy of Cairo Zoom
Posted on 27 October 2020 | 9:24 am

As the SB Dunk Low continues to regain its popularity, Nike SB looks to be digging into its archives for its latest releases.Courtesy of sneaker insider RepGod888 we now have a first look at the Nike SB Dunk Low Pro "Club 58." Serving as a follow-up to the Nike SB Blazer Mid "Club 58" that released back in 2018, the newly surfaced sneaker features a similar premium theme designed by the collective skate group formed by employees and shop owners.The upper of the shoe is constructed of bright blue suede accented by white leather Swooshes framed by black. The black and white detail is continued on the "58" insignia on the tongue tags and at the heels. Other details include matching light blue sockliners, printed insoles, a fat tongue and contrasting black laces. Finishing up the design of the shoe are pure white midsoles paired with bold orange rubber outsoles.Take an on-foot look at the Nike SB Dunk Low Pro "Club 58" above and catch a closer look below. View this post on Instagram Nike SB Dunk Low PRO '58' ?by @repgod888A post shared by RepGod888 (@repgod888) on Oct 25, 2020 at 9:09am PDT View this post on Instagram Nike SB Dunk Low PRO '58' ?by @repgod888A post shared by RepGod888 (@repgod888) on Oct 25, 2020 at 9:11am PDT View this post on Instagram Nike SB Dunk Low PRO '58' ?by @repgod888A post shared by RepGod888 (@repgod888) on Oct 25, 2020 at 9:12am PDTFor more footwear news, the Air Jordan 3 "Court Purple" is releasing outside of North America only.

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Posted on 27 October 2020 | 9:10 am

Vincitrice dell'ANDAM Grand Prize del 2019, Christelle Kocher ha firmato una collezione insieme a Emilio Pucci presentata alla Milano Fashion Week. Ora, però, Marcolin svela gli occhiali da sole che uniscono l'eleganza a colori della Maison al tratto self-expression di Koché.

Emilio Pucci: l'intervista a Christelle Kocher
La guest designer del brand fiorentino che oggi appartiene al gruppo LVMH ci racconta la collezione autunno inverno 2020 2021

Da questa unione nasce un occhiale cat-eye dall’allure futuristica, ironico, grintoso ed in grado di conferire un look audace e accattivante a chi lo indossa. La montatura con maxi-logo Pucci è declinata in quattro interessanti combinazioni colore: verde e lilla, arancione e ciclamino ma anche nero o bianco, per chi preferisce il grafismo a contrasto. Il modello è caratterizzato da un'importante catena che ha una doppia valenza: non perdere gli occhiali e adornare il viso.

Posted on 27 October 2020 | 9:09 am

2020 has been quite the year for England and Manchester United footballer Marcus Rashford. After becoming an MBE for his successful campaigning for free school meal vouchers and his subsequent feature on the front cover of British Vogue, the 22-year-old is now the face (and body) of the new Nike Underwear campaign.Earlier this year when schools across the U.K. were closing due to COVID-19, Rashford campaigned for school meals to continue regardless, to ensure children weren't at risk of going hungry. The Manchester United striker then penned a letter to MPs and successfully convinced the government to extend its free school meal voucher scheme.Rashford -- who is now campaigning for a further extension after its initial rejection -- now finds himself as the face of Nike Underwear's latest campaign. Comprising a range of options for each and every part of your day -- whether relaxing at home or on the move -- this fresh offering provides varying degrees of comfort. Fitted with the brand’s DRI-FIT technology, alongside a 4-way stretch material, each garment's sweat-wicking technology and flat seaming is designed to prevent chafing.Available now from the brand’s webstore, Nike Underwear’s latest release retails between $25 - $40 USD.In other news, Supreme and The North Face have reunited for a Fall-ready 2020 collection.

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Posted on 27 October 2020 | 9:01 am

While James Gunn's The Suicide Squad is expected to release August 2021, the writer-director recently gave fans the first full look at the new group of supervillains and anti-heroes he's put together for the soft reboot/quasi-sequel.Coming together for a cover story with Empire coming out at the end of this month., the showcase of the full ensemble cast shows off the look of both new and returning characters with stars Margot Robbie, Idris Elba and John Cena. Weasel, Blackguard, King Shark, Captain Boomerang, The Thinker, Javelin, Savant, Polka-Dot Man, TDK, Mongal, Rick Flag, Ratcatcher 2, Harley Quinn, Peacemaker and Bloodsport surround Gunn for the first look cover.In an accompanying interview, Gunn also noted warned fans to not get too attached to characters. "In The Suicide Squad, some of the characters end up being good, some end up being terrible. They don’t just get in fights and say they’re going to kill each other, they actually do get in fights and kill each other." Going on to say, "You really don’t know who’s going to live and who’s going to die. I was given full freedom to kill anyone—and I mean anyone—by DC."Gunn also responded to a fan on Twitter that noted that Harley Quinn would survive as she had "franchise armor." "No character was protected by DC...They gave me carte blanche to do what I wanted. That was one of the things we agreed to before I came to work for them. I wasn’t looking for shock value but I wanted the audience to know anything could happen.".Check out the exclusive Empire covers above and look for The Suicide Squad to hit theaters August 6, 2021.No character was protected by DC. They gave me carte blanche to do what I wanted. That was one of the things we agreed to before I came to work for them. I wasn't looking for shock value but I wanted the audience to know anything could happen. #StoryReignsSupreme #TheSuicideSquad https://t.co/VxH2ChdqWf— James Gunn (@JamesGunn) October 24, 2020This month’s exclusive subscriber cover features James Gunn and the rest of #TheSuicideSquad – only available to existing Empire subscribers. READ MORE: https://t.co/vEL3A5RfuY pic.twitter.com/5q7I7v7rVT— Empire Magazine (@empiremagazine) October 23, 2020For more entertainment news, Apple and Netflix are reportedly exploring a $600 million USD No Time to Die streaming deal.

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Posted on 27 October 2020 | 8:46 am

Following numerous collaboration with Anti Social Social Club and UNIQLO, BT21 by Line Friends' and BTS is now teaming up with storied Japanese label, NEIGHBORHOOD. The unexpected team-up falls in line with BT21's push into streetwear with its previous instantly sell out releases thanks to the fandom tied to South Korean boy group BTS.Comprised of hoodies and T-shirts, the street leaning bases serve as black, white and gray canvases mainly for the signature NEIGHBORHOOD logo reimagined with the eight special characters based on the original ideas and sketches by the members of BTS. Aside from the colored and illustrative front logos, co-branding, classic NBHD motifs and "SAVANT/SAVAGE" collection notations round out the design of the pieces.Check out the BT21 x NEIGHBORHOOD "SAVANT/SAVAGE" collection above and look for the special range to be available on the BT21 Club website October 30, 8 p.m. PST for North American customers and October 31, 12 p.m KST for South Korean customers, with another release on NEIGHBORHOOD's website October 31, 12 p.m JST for Japanese customers. View this post on Instagram via @bt21_official NEIGHBORHOOD®︎|BT21 SAVANT / SAVAGE COLLECTION // OCT.31 // ______________________________________ ONLINE RELEASE OCTOBER 30 @ 8PM (PST/USA) WWW.BT21CLUB.COM OCTOBER 31 @ 12PM (KST/KOREA) WWW.BT21CLUB.COM OCTOBER 31 @ 12PM (JST/JAPAN) WWW.NEIGHBORHOOD.JP ______________________________________ *こちらはネイバーフッドオンラインストア並びにBT21オンラインストア限定アイテムです。他店での販売はございませんので予めご了承ください。 *Exclusive items for NEIGHBORHOOD & BT21 online stores. These goods will not be available for purchase at the other locations. ______________________________________ @bt21club @bt21_official #neighborhood #nbhd #bt21club #bt21A post shared by NEIGHBORHOOD®︎ (@neighborhood_official) on Oct 25, 2020 at 8:20pm PDT View this post on Instagram  NEIGHBORHOOD®︎|BT21 SAVANT / SAVAGE COLLECTION // OCT.31 // ______________________________________ ONLINE RELEASE OCTOBER 30 @ 8PM (PST/USA) WWW.BT21CLUB.COM OCTOBER 31 @ 12PM (KST/KOREA) WWW.BT21CLUB.COM OCTOBER 31 @ 12PM (JST/JAPAN) WWW.NEIGHBORHOOD.JP ______________________________________ *こちらはネイバーフッドオンラインストア並びにBT21オンラインストア限定アイテムです。他店での販売はございませんので予めご了承ください。 *Exclusive items for NEIGHBORHOOD & BT21 online stores. These goods will not be available for purchase at the other locations. ______________________________________ @bt21club @bt21_official #neighborhood #nbhd #bt21club #bt21A post shared by NEIGHBORHOOD®︎ (@neighborhood_official) on Oct 25, 2020 at 2:00am PDT View this post on Instagram NEIGHBORHOOD|BT21 SAVANT / SAVAGE COLLECTION _______________________________ ONLINE RELEASE OCTOBER 30 @ 8PM (PST/USA) WWW.BT21CLUB.COM OCTOBER 31 @ 12PM (KST/KOREA) WWW.BT21CLUB.COM OCTOBER 31 @ 12PM (JST/JAPAN) WWW.NEIGHBORHOOD.JP _______________________________ #neighborhood #nbhd #bt21club #bt21A post shared by BT21 CLUB (@bt21club) on Oct 25, 2020 at 8:00pm PDT View this post on Instagram NEIGHBORHOOD X BT21 SAVANT / SAVAGE COLLECTION __________________________ ONLINE RELEASE OCTOBER 30 @ 8PM (PST) WWW.BT21CLUB.COM OCTOBER 31 @ 12PM (KST) WWW.BT21CLUB.COM OCTOBER 31 @ 12PM (JST) WWW.NEIGHBORHOOD.JP #BT21 #NEIGHBORHOOD #BT21clubA post shared by BT21 (@bt21_official) on Oct 26, 2020 at 8:00pm PDTFor more contemporary fashion news, this unofficial YEEZY Gap catalog offers a possible look at what's to come.

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Posted on 27 October 2020 | 8:27 am

Formerly known as the "Yecher" colorway, the "Fade" take on the adidas YEEZY BOOST 350 V2 now has a rumored release date. According to reports, the Fall 2020 colorway is now expected to arrive next month.The adidas YEEZY BOOST 350 V2 "Fade" features a multi-tone brown-based Primeknit upper that delivered a textured look. Accenting the base is a woven post-dyed monofilament side stripe running along the center portion of the lateral side that provides a bold blue detail. Other elements on the shoe include tonal webbing around the collar, matching sockliner and weaved laces. Elevating the shoe is a lightened translucent gum rubber sole unit assisted by an encapsulated full-length BOOST system.Priced at $220 USD, the adidas YEEZY BOOST 350 V2 "Fade" is now reportedly releasing November 11.For more footwear news, the IIM 4D is the latest innovation of adidas' 4D technology.

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Posted on 27 October 2020 | 8:08 am

According to reports, Apple, Netflix and other streaming services are now rumored to be looking into acquiring No Time to Die.Following numerous delays, rumors are now noting that Daniel Craig's last portrayal of 007 James Bond is being opened up for sale with a price of roughly $600 million USD. Reports also note that the massive sale is being led by Kevin Ulrich, the chairman and CEO of MGM’s majority owner Anchorage Capital Group. The news comes after No Time to Die, which was originally slated to debut last April, has been pushed to November and now into 2021 costing the studio behind the film $30-50 million USD.But in a statement an MGM spokesperson said, "We do not comment on rumors. The film is not for sale. The film’s release has been postponed until April 2021 in order to preserve the theatrical experience for moviegoers."As the Coronavirus pandemic continues and theaters remain closed all over the world, studios like Paramount and Sony have made back production costs on features like Greyhound, Coming 2 America and Without Remorse by transitioning to streaming platforms. But one challenge that No Time to Die faces is that its $250 million USD was offset by product placement deals with Land Rover, Omega and Heineken who would need to be ok with the potential move to a streaming platform.For more entertainment news, Oscar Isaac is now rumored to star in Marvel's upcoming Moon Knight Disney+ series.

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Posted on 27 October 2020 | 7:57 am

No strangers to the Grand Seiko brand, HODINKEE has just taken its relationship with the Japanese watchmaker a step further with a limited edition Grand Seiko Automatic GMT SBGM236 watch.Named the "Yūgure" (Japanese for dusk or twilight), the watch was created to not only tell time but its choice of twilight blue, the hue just before the sun sets, philosophically asks: "how is one’s time spent?" The balanced watch sits at 39.5mm on the wrist at just a thickness of 13.7mm. While this is a GMT watch, the added timezone function is kept rather understated with muted-gray 24-hour numerals and GMT hand -- all so its diamond-cut hour, minute, seconds hand, and markers can shimmer brilliantly across the dial's surface. An added touch can be seen in the 24-hour numerals' sharp edges and inverted triangles. This detail is sure to please watch collectors.Powered by Grand Seiko's 9S66 movement, the SBGM236 for HODINKEE sees a water-resistance of 30m, a power reserve of 72 hours, “HODINKEE” engraving on its Zaratsu-polished caseback, and is limited to 500 pieces. Those interested can find it dropping on HODINKEE's online store today at 10 a.m EDT for a price of $5,400 USD. In other watch news, this single-owner 5512 Rolex Submariner Explorer dial sold for $250,000 USD.

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Posted on 27 October 2020 | 7:36 am

Zalando sceglie di dare ancora più spazio alla moda sostenibile e seleziona otto marchi green provenienti da tutta Europa per un'esclusiva capsule collection: "Small steps. Big impact. by Zalando" che segue la campagna omonima pensata per valorizzare nei consumatori scelte consapevoli. La collezione di 116 è firmata da otto brand europei: Closed, Designer's Remix, Henrik Vibskov, Holzweiler, House of Dagmar, Mother of Pearl, Mykke Hofmann e Progetto Quid che, in particolare, collabora con Zalando dopo una collezione per la primavera estate 2020.

Il coinvolgimento di Progetto Quid a questa iniziativa, infatti, segue il successo di una precedente collaborazione con Zalando, una collezione primavera estate 20 composta da 27 pezzi, di cui 18 realizzati in esclusiva dal marchio per Zalando.

Zalando e Progetto Quid. Una collaborazione inclusiva e green

Collezione primavera estate 2020
Collezione primavera estate 2020
courtesy of the brand
Collezione primavera estate 2020
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Collezione primavera estate 2020
Collezione primavera estate 2020
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Collezione primavera estate 2020
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Collezione primavera estate 2020
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Collezione primavera estate 2020
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Il fil rouge della collezione è stata la scelta di lavorare con materiali provenienti da fonti sostenibili - cotone organico, lyocell liscio e triacetato ecologico accanto a cotone, poliestere e lana riciclati, capaci di ridurre l'impatto ambientale della produzione di capi di abbigliamento. I capi, grazie alla scelta materici così come a quella cromatica, possono essere considerati trans-stagionali e utilizzati per più tempo, abbinati in base al clima.

Lena-Sophie Roeper, Buying Director Premium & Luxury di Zalando ha spiegato: "La sostenibilità è diventata uno dei temi più importanti per i designer di alto livello. Viviamo in un mondo con una consapevolezza sociale e ambientale in continua crescita. È importante fornire ai nostri clienti queste opzioni senza compromettere lo stile e la qualità. Il nostro obiettivo è quello di ispirare i clienti a fare acquisti in modo più sostenibile e siamo lieti di farlo insieme ai nostri marchi, dimostrando che la collaborazione è la strada da seguire".

Life in Vogue, aprile 2019: Il Guardaroba di Vogue Italia
vogue italia podcast
Moda sostenibile: ecco come ci vestiremo nel 2030
Che cosa ci sarà nei nostri armadi tra 10 anni, quando giungerà a compimento l'Agenda 2030?

La collezione si inserisce perfettamente nel messaggio di sostenibilità che Zalando sta portando avanti con la strategia sostenibile do.MORE lanciata un anno fa dall'e-retailer.

"Negli ultimi anni abbiamo fatto grandi progressi nel garantire una maggiore trasparenza per identificare capi di abbigliamento più sostenibili. Vogliamo rendere lo shopping di moda sostenibile facile, divertente e fornire l'ispirazione e le informazioni che i clienti cercano, tutto in un unico luogo - ha spiegato Kate Heiny, Direttore Sostenibilità di Zalando - La presenza di Zalando nel settore della moda ci pone in una posizione unica per introdurre una moda più sostenibile ai nostri oltre 34 milioni di clienti attivi in 17 mercati, lavorando insieme a partner che condividono la nostra visione e la nostra etica. Continueremo a fare la nostra parte per far progredire l'industria della moda su questi temi"

La capsule collection è in vendita in esclusiva su Zalando dal 25 ottobre.

sustainability
Economia circolare e denim: the Jeans Redesign project
Sono in commercio i primi jeans circolari: ecco cosa sono e chi li produce, seguendo i principi della Ellen MacArthur Foundation e del progetto Jeans Redesign 
Posted on 27 October 2020 | 5:56 am

Munroe Bergdorf by Timo Kerber

Full look: Gareth Pugh
Full look: Gareth Pugh
Timo Kerber
Jumpsuit: Issey Miyake
Shoes: Natacha Marro
Jumpsuit: Issey Miyake
Shoes: Natacha Marro
Timo Kerber
Jumpsuit: Issey Miyake
Jumpsuit: Issey Miyake
Timo Kerber
Jumpsuit: Issey Miyake
Jumpsuit: Issey Miyake
Timo Kerber
Jacket: Jean Paul Gaultier
Jacket: Jean Paul Gaultier
Timo Kerber
Jacket: Jean Paul Gaultier
Shoes: Natacha Marro
Jacket: Jean Paul Gaultier
Shoes: Natacha Marro
Timo Kerber
Full look: Issey Miyake
Face corset: Alan Crocetti
Full look: Issey Miyake
Face corset: Alan Crocetti
Timo Kerber
Full look: Issey Miyake
Face corset: Alan Crocetti
Full look: Issey Miyake
Face corset: Alan Crocetti
Timo Kerber
Full look: Jean Paul Gaultier
Full look: Jean Paul Gaultier
Timo Kerber
Full look: Jean Paul Gaultier
Full look: Jean Paul Gaultier
Timo Kerber

Munroe Bergdorf, photographed by Timo Kerber, discusses the future of transgender representation in this interview by Otamere Guobadia, online now on Vogue.it. She’ll be the protagonist of a talk on these issues at the next edition of Photo Vogue Festival.

It feels like the world is going through a great upheaval. BLM, #EndSARS, marches for Black Trans lives— everywhere you look it feels like people are standing up, demanding their rights, and resisting the status quo. How has it felt for you to witness this, and how are you directing your energies and activism at this time?
We’re definitely going through a very formative time in history, centuries old systems of oppression are finally being acknowledged and confronted in a way that I never thought I would see in my lifetime. As someone who has been navigating the activism space for a while now, it’s a great relief to see conversations coming into the mainstream, that only a few years ago were deemed too controversial to touch. But along with that I’m acutely aware of the toll that this period of time is having on the minds and emotional wellbeing of young and marginalised folk. With so much turmoil in our timelines and in the news, I’m looking to make my activism more community focused to help ensure that as many of us get through this era with our minds intact as possible. It’s all well and good drawing attention to the issues, but next year we need to focus on our active response and solution building, community is everything and if we can’t rely on our governments, we need to learn to rely on each other.

Beyond the beautiful clothes and collections and diversity on runways and in editorials, what more active role would you like to see the industry take in this global fight for a more equal status quo?
I would definitely love to see more brands taking a stand on the issues that affect trans people’s daily lives. I think the attention that the ballroom girls have gotten is incredible and way overdue, but I would love to see more trans representation in fashion that displays that vast diversity of what it means to be trans. More trans masculine representation in fashion is a must, as well as more non binary visibility and opportunities for them to speak first hand about their lived experiences. I love models like Kai-Isaiah Jamal who is showing the entire spectrum of their identity, from the femme showcased in their Mugler campaign, to their more masculine side for Vivienne Westwood. They’re really breaking the rules on so many fronts, showing that ‘the rules’ are made up and only serve to exclude an abundance of beauty and talent, that up until very recently has been ignored or misunderstood. I’m so proud of everything that they’re doing and proud to call them a friend.

Recently we’ve seen a lot of misinformation and ‘debate’ about trans people, and a lot of cis people centring themselves in conversations about trans people and their autonomy. What is the fundamental thing, do you think, that cis people and mainstream media misunderstand about trans lives and experiences?
Transgender people in the UK are navigating an extremely hostile environment, spurred on by a trans-hostile British press. The biggest threat to trans people in that violence against trans people and the disenfranchisement of our community is essentially being co-signed by the media. Reports of hate crimes against transgender people went up by 81% last year, yet journalists of high influence at most outlets insist on circling the conversation around the same redundant talking points, such as toilets, changing rooms and public safety, even though we are the ones at a disproportionate risk. It’s a stark reminder that our rights and safety are an afterthought. To be transgender in this country in 2020 is to be a second class citizen. We have to move the conversation forward and prioritise the wellbeing of trans people in the same way that we do cisgender people. The stats, facts and figures are there, they just need to break through the bias, prejudice and hostility to be taken on board.

In the last couple of months and years, your already huge platform has grown exponentially. With great profile comes great responsibility. How do you balance the demands of your activism and the struggle with your own life, struggles and wellness?
I struggle sometimes, I won’t lie, sometimes it’s a lot. But I also feel incredibly lucky to be in the position to educate people who may never have knowingly met a trans person, or may be trans themselves and unsure about what to do, or knows their trans and just needs the encouragement that comes with visibility and representation. I didn’t have any of that when I was younger, so in many ways I’m just trying to be the representation that I wanted when I was younger. I’m not perfect, nobody is, but I’m honest and I think that’s what younger trans people especially gravitate towards. I hope I show them that there’s a power in being unapologetic in how you live your life and that if people don’t understand you now, eventually they will.

We live in a landscape that elevates voices it deems more palatable and marketable. The experiences, the safety and the access to resources you have now, are not those of the typical activist, nor is it that of the typical black trans woman. How do you reckon with this, and how does this impact the ways in which you work and effect change?
I’m incredibly lucky to have always been very plugged into my community ever since I left home at eighteen, I’ve always been very active within the queer community. My circumstances, resources and privilege have definitely changed but my mindset is still very much focused on pulling others up with me. I have no desire to be out here alone, I want to use whatever success and access I have to help others who have been through what I’ve been through. It’s my dream to start a resource centre for young trans people in London, as the services that we have are so overrun and under supported. On a personal note sometimes it’s difficult to be one of the very few black trans people in the media in the UK, our experience here is so unique, it can be sometimes very isolating, especially being under such a magnifying glass. So even though I have privilege in some respects, I’m still a black trans woman and still queer, the obstacles don’t disappear, they just change.

When we sat down for an interview two years ago, you said that you were looking forward to a dissolution of boundaries and binaries, to us “all mixing as a global world community. Less discrimination…people just becoming much more fluid when it comes to gender identity, when it comes to sexuality.” Two years on, do you feel we are any closer to that world?
You know what, we’ve got a long way to go, but I do. We only need to look to the younger generations, at how they see themselves and each other. Gender and sexuality aren’t as rigid to them, they understand race as a construct and are willing to fight for what they believe is right. As dark as these times are, I’m choosing to see the hope in the resistance, the organisation and mobilisation of today’s youth, I can’t wait to see how they reshape the world for the better.

CREDITS: 

Photography: Timo Kerber using Kodak Professional Portra400
Styling: David Evans
Hair: Mikai McDermott
Make up: Bianca Spencer
Photo Assistant: Zelie Lockhart

Posted on 27 October 2020 | 5:30 am

Estremo come Givenchy o ridotto a un fazzoletto di lana come Dolce & Gabbana: questi i cappelli donna invernali che sono di moda per la stagione autunno inverno 2020 2021. Qui 10 modelli visti in sfilata e i look da copiare

Le tendenze guardano ai piccoli accessori: guanti, foulard e cappelli. I copricapi sono un caldo oggetto del desiderio invernale e per questa stagione gli stilisti propongono tante soluzioni tra forme, colori e proporzioni che si adattano ad ogni look. Ecco che il cappello non è solo un vezzo di eleganza…

Il fazzoletto knitwear o la bandana di lana

Il coordinato perfetto del look, per materia o per colore: si annoda sotto al mento o dietro la nuca. 

Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Marc Jacobs
Marc Jacobs

Cappello da fantino

Questo cappello è rigoroso, simbolo dello stile equestre: qui viene de-contestualizzato da una collana drammatica e da un completo di tweed. 

Chanel
Chanel

Cuffia di lana, tra cristalli e fiocchi

Il classico beanie hat si porta anche con completi fiorati e praire dress ricchi di ruches: diventa così un elemento di stacco grazie a decorazioni di cristalli e maxi fiocchi.

Erdem
Erdem
Molly Goddard
Molly Goddard

Cappello di velluto: dalla coppola al basco alla francese

L'elegante velluto a coste o devoré ricopre la tradizionale coppola siciliana, caratterizzata da una forma tondeggiante a "cupola", e il basco, il tipico berretto da artista. 

Dolce & Gabbana
Dolce & Gabbana
Emporio Armani
Emporio Armani

Buket hat invernale

Dall'estate all'inverno, il bucket hat si rinnova grazie alle texture più corpose o creative come il cavallino a chiazze blue & white

Off-White
Off-White

Estremo: over o allungato

Drammatico, estremo ed esagerato nelle sue misure: il cappello diventa l'accessorio cult del look.

Givenchy
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Maison Margiela
Maison Margiela
Posted on 27 October 2020 | 5:30 am

Ad Halloween, le streghe tornano a esercitare il loro fascino con strepitosi look cinematografici

Un calderone pieno di fiori, profumo di timo e lavanda che lenisce il mal di cuore. Ossa e paglia, ciondoli al soffitto, un rumore scheletrico che scaccia la paura. Il gatto nero veglia sulla porta, in volo sugli strumenti della schiavitù domestica, la scopa parcheggiata come una macchina a cavalli alati. L'immagine della strega è antica e suggestiva, nasce con Alice Kyteler, a Kilkenny, nell'Irlanda del XIII secolo, si propaga nelle glaciali foreste russe con Baba Jaga, giunge a Salem nel Massachusetts del 1692 con il più celebre processo per stregoneria della storia, per poi finire in California con abiti di velluto nero, guanti opera e rossetto rosso sangue.

Ermanno Scervino campagna autunno-inverno 2020 2021
Ermanno Scervino campagna autunno-inverno 2020 2021
Courtesy Ermanno Scervino

Il sortilegio è compiuto e la strega conquista il mondo attraverso il grande schermo: movenze conturbanti, sguardi languidi, profondi e incantatori, il savoir faire sprezzante e intriso di snobismo tipico delle grande dame, mani ingioiellate e guardaroba couture. Celebrata e non più condannata, diventa un'archetipo cinematografico cui si riconduce un intero filone di produzioni, con protagoniste d'eccezione da Kim Novak a Cher, da Susan Sarandon ad Anjelica Huston

The Vampire's Wife x H&M
The Vampire's Wife x H&M

A unire le meravigliose fattucchiere hollywoodiane è uno stile che coniuga un'atmosfera gotica soffusa con tendenze contemporanee, dalla morbida seta di abiti con taglio a portafoglio di Veronica Lake in Ho sposato una strega (1942), ai look punk rock con influenze British della congrega teenager di Giovani Streghe (1996).

Diane von Fürstenberg autunno inverno 2020 2021
Diane von Fürstenberg autunno inverno 2020 2021
Courtesy Diane von Fürstenberg

Ad Halloween, il loro fascino diventa preponderante assorbendo qualunque altra distrazione per catturare l'attenzione sui loro look noir e sempre impeccabili, ispirazione perfetta per sfruttare l'incantesimo dell'abbigliamento e tramutarsi, anche solo per una notte, in una creatura carica di magia. L'abito è in una palette oscura e mistica, con nero, burgundy e argento che si mescolano a dettagli preziosi come collane con ciondoli in pietre dure e anelli in metallo lavorato. Il tessuto è importante, velluto, broccato, pizzo, per sottolineare la silhouette e accentuare la sensualità delle curve. La lunghezza è variabile, corto per un approccio moderno, lungo per chi mantiene fede al classico armadio da maga ancestrale. In alternativa, il mood può virare su outfit anni 90, decennio esplosivo in materia di cinematografia occulta, con dark lady in jeans, anfibi e smalto nero.

The Vampire’s Wife X H&M: quali pezzi della collezione acquistare

The Vampire’s Wife X H&M
The Vampire’s Wife X H&M
The Vampire’s Wife X H&M
The Vampire’s Wife X H&M
The Vampire’s Wife X H&M
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The Vampire’s Wife X H&M
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Zara
Zara

Da Hocus Pocus (1993) di Kenny Ortega alla serie cult Streghe con Shannen Doherty e Alyssa Milano, ecco le streghe più glamour ed eleganti della storia del cinema.

Ho sposato una strega

Ho sposato una strega - René Clair (1942)

IMDB
Una strega in paradiso

Una strega in paradiso - Richard Quine (1958)

Coming Soon
Le streghe di Eastwick

Le streghe di Eastwick - George Miller (1987)

Coming Soon
Chi ha paura delle streghe?

Chi ha paura delle streghe? - Nicolas Roeg (1990)

Coming Soon
Hocus Pocus

Hocus Pocus - Kenny Ortega (1993)

Coming Soon
Giovani streghe

Giovani streghe - Andrew Fleming (1996)

IMDB
Amore e incantesimi

Amore e incantesimi - Griffin Dunne (1998)

IMDB
Streghe

Streghe (serie tv) - Constance M. Burge (1999 - 2006)

Coming Soon
The love witch

The love witch - Anna Biller (2016)

Movieplayer
Suspiria

Suspiria - Luca Guadagnino (2018)

Movieplayer
Le terrificanti avventure di Sabrina

Le terrificanti avventure di Sabrina (serie tv) - Roberto Aguirre-Sacasa (2018 - in onda)

Coming Soon
Posted on 27 October 2020 | 5:30 am

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Francesco Bellina

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Francesco Bellina

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Francesco Bellina

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Francesco Bellina
Posted on 27 October 2020 | 5:30 am

Se non posso ballare non è la mia rivoluzione • NonostanteMarras

Francesco Bellina
Francesco Bellina
Francesco Bellina
Francesco Bellina

Francesco Bellina è un fotoreporter che ha trascorso gli ultimi cinque anni viaggiando tra Africa e Sicilia, documentando e indagando le questioni delle migrazioni, dalla mafia nigeriana a Palermo allo sfruttamento dei migranti nei lavori agricoli. Bellina rientra dalla Nigeria a Palermo il 9 marzo di quest’anno, data che segna l’inizio del lockdown e lo costringe a un periodo di sospensione del lavoro che sta portando avanti: una indagine sulla schiavitù sessuale tra Nigeria e Sicilia delle ragazze nigeriane e il legame di sudditanza psicologica con i rituali voodoo. Ma Bellina ha ‘conosciuto l’Africa a Ballarò’, dove vive, e il lockdown non lo ferma, ma piuttosto lo invita a un periodo di ricerca e di riflessione sulla natura del suo lavoro e sulle sue scelte di vita.

Se non posso ballare non è la mia rivoluzione, in mostra presso gli spazi di NonostanteMarras dal 19 novembre, è la storia di un incontro, casuale e fortuito, tra Francesco Bellina e Antonio Marras, attraverso i social network durante il lockdown, ma è anche la cronaca di due giorni di settembre intensi in cui lo stilista artista sardo incontra il fotografo siciliano - nel luogo che definisce casa - e con lui lo abita, in un set tanto itinerante quanto vivo, aperto e reale.

Gli abiti di Antonio Marras diventano un pretesto, uno spunto per una ricerca che unisce due mondi separati da distanze siderali, nella percezione degli stessi abitanti di Ballarò, che non si sono però sottratti ma hanno accolto e colto l’opportunità di abbinarsi. La chiave di volta, il lasciapassare, lo trovano insieme: l’entusiasmo travolgente di Marras, la sua eleganza che non è –solo – quella del tessuto o del ricamo, ma quella dell’incontro con persone e luoghi per conoscere e farsi conoscere, senza imposizioni, senza nessun set pre-confezionato ad uso di flash. Bellina non tradisce la sua natura di reporter e usa una Fuji mirrorless che garantisce agilità e improvvisazione e Marras dirige, con l’eclettismo a flusso continuo che lo anima, una messa in scena che è sfilata, set, campagna moda, citazione, esperimento sociale e documento, tutto nel teatro naturale di Palermo.

La mostra è realizzata in collaborazione con Metronom. Una pubblicazione in edizione limitata edita da Metronom Books accompagna la mostra con testi di Patrizia Sardo Marras e Francesca Alfano Miglietti.




Se non posso ballare non è la mia rivoluzione
Fotografie di Francesco Bellina

18 novembre – 27 dicembre 2020
Orari di apertura: martedì- sabato 10.00-13.00 / 14.00-19.00
Ingresso libero

NonostanteMarras
Via Cola di Rienzo 8, Milano
www.antoniomarras.com

Posted on 27 October 2020 | 5:30 am

CREDITS

Photography: Timo Kerber using Kodak Professional Portra400
Styling: David Evans
Hair: Mikai McDermott
Make up: Bianca Spencer
Photo Assistant: Zelie Lockhart

Full look: Gareth Pugh

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Full look: Gareth Pugh
Timo Kerber
Jumpsuit: Issey Miyake
Shoes: Natacha Marro

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Jumpsuit: Issey Miyake
Shoes: Natacha Marro
Timo Kerber
Jumpsuit: Issey Miyake

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Jumpsuit: Issey Miyake
Timo Kerber
Jumpsuit: Issey Miyake

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Jumpsuit: Issey Miyake
Timo Kerber
Jacket: Jean Paul Gaultier

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Jacket: Jean Paul Gaultier
Timo Kerber
Jacket: Jean Paul Gaultier
Shoes: Natacha Marro

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Jacket: Jean Paul Gaultier
Shoes: Natacha Marro
Timo Kerber
Full look: Issey Miyake
Face corset: Alan Crocetti

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Full look: Issey Miyake
Face corset: Alan Crocetti
Timo Kerber
Full look: Issey Miyake
Face corset: Alan Crocetti

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Full look: Issey Miyake
Face corset: Alan Crocetti
Timo Kerber
Full look: Jean Paul Gaultier

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Full look: Jean Paul Gaultier
Timo Kerber
Full look: Jean Paul Gaultier

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Full look: Jean Paul Gaultier
Timo Kerber
Posted on 27 October 2020 | 5:30 am

Forse, per tanto tempo hai pensato che fosse la classica “pancia gonfia” e ti sei rassegnata a non entrare più nei tuoi jeans preferiti. Ci hai provato con la palestra, con la corsa, con i massaggi… Ma niente. 

Il fatto è che potrebbe non trattarsi un semplice gonfiore. Esiste, infatti, una vera e propria patologia chiamata diastasi addominale che provoca la separazione dei muscoli retti dell’addome. Viene a mancare il contenimento, un po’ come succede quando un bustier si slaccia improvvisamente. Se si è molto magre, l’effetto è ancora più evidente, perché riesci a vedere distintamente due “binari” sull’addome o una strana deformità sotto sforzo. Se, invece, si è normopeso o sovrappeso, il pannicolo adiposo potrebbe mascherare il problema.

In ogni caso, non c’è sport che tenga: se si soffre di diastasi addominale, bisogna rivolgersi a uno specialista. Ne abbiamo parlato con il Dottor Antonio Darecchio (Instagram: @darecchiosurgery, www.darecchiosurgery.com) chirurgo di fama internazionale che ha messo a punto un innovativo intervento in chirurgia robotica mini invasiva per correggere la patologia. 

Dottor Antonio Darecchio
Dottor Antonio Darecchio
Silvia Amodio

Darecchio, visita i suoi pazienti tra l’Italia, la Svizzera e Montecarlo ed è un punto di riferimento per la ricostruzione e l’estetica dell’addome. Ci ha già anticipato che non ama fare nomi, ma sappiamo che tra i suoi clienti, provenienti da tutto il mondo, ci sono molte celebrities tra cui modelle, attrici e atlete. Questo perché la diastasi addominale non dipende dal peso né dall’età e, talvolta, colpisce anche donne con una forma fisica invidiabile. La vera rivoluzione è che, rispetto all’addominoplastica tadizionale, alla laparoscopia e ad altre tecniche, la ricostruzione allinea i muscoli retti sfrutta uno spazio anatomico molto sottile chiamato pre-peritoneo. Non lascia cicatrici estese e ha un decorso post operatorio veloce e semplice.

Partiamo dall’inizio: chi sono i soggetti più colpiti dalla diastasi addominale?

Mi preme sottolineare che non si tratta solo di un problema estetico, ma anche funzionale. I soggetti a rischio sono anatomicamente predisposti e, spesso, il problema si scatena a seguito di una gravidanza. Ma non solo: possono esserne colpite anche donne molto magre o, addirittura, donne molto sportive che, magari, si allenano eccessivamente o in modo scorretto.

Come possiamo capire se soffriamo di questa patologia?

L’addome appare molle e voluminoso, anche se fai sport regolarmente nel tentativo di rimetterti in forma. Questo perché l’attività fisica allena i muscoli ma non può ripristinare la normale conformazione della Linea Alba, una struttura connettivale necessaria per il corretto allineamento muscolare, che risulta irrimediabilmente sfibrata. Frequentemente, poi, appaiono anche ernie, smagliature cutanee o un rilassamento della pelle nella zona intorno all’ombelico dovuto a un over stretching dei tessuti.

Quali sono i sintomi da non sottovalutare?

Può nascere il sospetto di diastasi quando: il mattino sei un po’ meno gonfia, ma l’addome aumenta di volume subito dopo il pasto. Potresti soffrire di mal di schiena, soprattutto nella zona lombare: questo perché i muscoli addominali non funzionano come dovrebbero, caricando il peso sui dorsali. Infine, se senti spesso il bisogno di andare in bagno… In questo caso potrebbe non trattarsi di incontinenza, ma di incompleto svuotamento vescicale. 

Cosa fare per risolvere il problema?

Se pensi di soffrire di questa patologia, il consiglio è quello di rivolgerti allo specialista. Che valuterà l’eventuale necessità di un intervento risolutivo. La mia tecnica si basa su una chirurgia mini invasiva messa a punto grazie alla robotica: attraverso strumenti miniaturizzati faccio dei piccolissimi forellini per ripristinare internamente l’anatomia originaria dell’addome, riportando i muscoli nella loro sede. L’intervento è molto poco traumatico e avviene con la stessa anestesia utilizzata in tutti gli altri interventi addominali, l’anestesia generale.

Ecco, cosa succede dopo?

Si trascorrono una, al massimo due notti in clinica, non c’è drenaggio, si cammina già dal giorno dopo e da quello seguente si possono riprendere con cautela le normali attività riadattandosi gradualmente alla riduzione del volume addominale. Bisogna portare una fascia contenitiva o un body a compressione graduata per alcune settimane. Sul corpo avrete solo dei cerottini da non toccare per una settimana. 

Se abbiamo anche altri problemi estetici dell’addome, con questa operazione si risolvono?

Spesso capita che oltre alla diastasi addominale siano presenti degli inestetismi superficiali come accumuli adiposi localizzati, cellulite, rilassamento cutaneo o pelle in eccesso. In quel caso si esegue un lavoro completo: in un’unica operazione, dopo aver riallineato i muscoli, si interviene anche sull’estetica per ‘rifinire’ i dettagli. La pancia poi risulta piatta e naturale, si perdono centimetri e non si vedono cicatrici estese. Se il caso lo richiede, quindi, è possibile eseguire un lifting cutaneo e varie tecniche di liposcultura per rimodellare il pannicolo adiposo ed esaltare le forme naturali della parete muscolo-tendinea che l’intervento ha permesso di ricostruire.

Si può tornare a fare sport?

Assolutamente sì. Una volta che i muscoli sono stati riallineati e trascorsa un’adeguata convalescenza per permettere ai tessuti di consolidarsi, si può anche riprendere un’attività fisica a pieno carico.

Un’ultima domanda: abbiamo parlato alle donne, perché il nostro pubblico è in prevalenza femminile. Ma gli uomini? Anche loro possono soffrire di questa patologia?

La diastasi dei muscoli retti addominali può verificarsi anche nell’uomo, soprattutto se assiduo frequentatore di palestre o per motivi congeniti. Ho trattato numerosi pazienti maschi, spesso insospettabilmente vanitosi e attenti all’estetica.

Posted on 27 October 2020 | 5:30 am

www.DMND.com