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Burna Boy is set to release his fifth studio album TWICE AS TALL on August 13 via Atlantic Records.Billed as the followup to 2019's African Giant, TWICE AS TALL is executive produced by Diddy, Bosede Ogulu and Burna Boy himself, and marks Diddy's return to the studio since executive producing the late Nipsey Hussle's Victory Lap in 2018. The 15-track project was mostly recorded in Lagos during the COVID-19 pandemic and features Nigerian producers such as LeriQ, Telz, P2J and Rexxie, along with celebrated producers Mike Dean, Timbaland, Skread and Jae5. The GRAMMY nominee will be joined by guests like Chris Martin, Stormzy and Naughty By Nature as he takes stock of his accomplishments, his vulnerabilities and at the same time, encouraging ambition, perseverance in the face of uncertainty and against all odds.Take a look at the full tracklist below. Burna Boy's TWICE AS TALL drops August 13.TWICE AS TALLBURNA BOYLevel Up (Twice As Tall) feat. Youssou N’DourAlarm ClockWay Too BigBeboWonderfulOnyeka (Baby)Naughty By Nature Ft. Naughty By NatureCommaNo Fit Vex23Time Flies feat. Sauti SolMonsters You Made feat. Chris MartinWetin Dey SupReal Life feat. StormzyBank On ItElsewhere in music, stream Aminé's dynamic sophomore record, Limbo.

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Posted on 8 August 2020 | 8:49 am

Giornata del gatto 2020: come festeggiarla

Nella bolla dei social network il gatto è l'animale totem, l'acchiappaclic per eccellenza. Da un decennio circa (o forse anche di più), gattino + Internet è un binomio che non conosce crisi. I mici colonizzano i nostri feed, e arrivano diretti su whattsapp sotto forma di gif e meme. Li seguiamo su Instagram e noi stessi contribuiamo a nutrire gli hashtag #gatto #cat (e infinite varianti) riversando nel web e nelle reti sociali centinaia di immagini e video.
Quando però a farlo è il MET, il Metropolitan Museum of Art di New York, il comunissimo gattino di Internet conosce un inaspettato “upgrade” artistico, e tutti ci sentiamo legittimati a perpetuare il culto digitale del micio.

I gatti nelle opere d'arte del MET

Per festeggiare la Giornata Internazionale del Gatto 2020, gli account social del museo hanno infatti condiviso, come parte di un'operazione che mette a disposizione gli archivi del MET, un video del 1983 (più di 20 minuti di immagini) in cui alcuni esperti d'arte ci aiutano a capire che cosa abbia significato il gatto nello sviluppo della creatività umana e perché la sua presenza sia costante nell'arte fin da quando l'uomo produce arte. 

“I gatti ci consentono di portare una parte della natura dentro casa”

Il video ci offre anche una panoramica delle opere d'arte della collezione permanente del MET in cui sono rappresentati dei gatti, come The Favorite Cat, una litografia del 1838 di Nathaniel Currier.

Nel video, intitolato "A History of Cats at The Met", vengono prese in esame anche le opere di Théophile Alexandre Steinlen, pittore e incisore svizzero vissuto a cavallo tra 800 e 900, conosciuto per i suoi ritratti felini, alcuni realizzati anche per le pubblicità.

Oltre che nell'Antico Egitto, anche nella tradizione giapponese i gatti sono un soggetto abituale, raffigurati spesso in azione. E proprio questa ambiguità dei felini tra dimensione domestica e reminiscenze selvagge è ciò che ci attrae e ci intrattiene. Nell'arte islamica, ugualmente, i gatti sono molto presenti: Maometto era quella che oggi definiremmo una “cat person”.

Per tornare all'arte contemporanea nella collezione del MET, Alexander Calder ha colto la natura feroce e predatoria del gatto in un disegno in cui un felino immobilizza la sua vittima con le zampe anteriori. Come per il pittore americano, anche il Gatto con gli stivali dell'incisore francese Gustave Doré è un predatore: indossa infatti una “collana” di passerotti e dalla sua cintura pende un topolino.

Il video del MET

I gatti della moda

Anche il mondo della moda intrattiene un legame costante con l'universo dei felini. Choupette (la famosissima gattina di Karl Lagerfeld) a parte, sulle pagine di Vogue Italia sono apparsi spesso gatti di varie razze e colori, fotografati da grandi nomi della fotografia di moda tra cui Tim Walker e Miles Aldridge. Gatti neri ultra chic fotografati da Steven Meisel sono apparsi nelle pubblicità di Givenchy, mentre Grace Coddington ha messo la sua passione per i felini in una capsule speciale per Louis Vuitton.

Cats in fashion

Tim Walker, Vogue Italia novembre 2000
Miles Aldridge, Vogue Italia maggio 2008
Miles Aldridge, Vogue Italia maggio 2008
Miles Aldridge, Vogue Italia giugno 2015
Miles Aldridge, Vogue Italia maggio 2008
Miles Aldridge, Vogue Italia maggio 2008
Foulard "cat inspired", Gucci Cruise 2018
Foulard "cat inspired", Gucci Cruise 2018
Foulard "cat inspired", Gucci Cruise 2018
Foulard "cat inspired", Gucci Cruise 2018
Gatto con trench.  Illustrazione di Vessela Nikolova  
Miles Aldridge, Vogue Italia giugno 1998
Meghan Roche e Kolton Bowen negli scatti di Steven Meisel per la campagna per la P/E 2018 di Givenchy
Saffron Vadher ed Elias Bouremah negli scatti di Steven Meisel per la campagna per la P/E 2018 di Givenchy
Scatto dalla campagna per la P/E 2018 di Givenchy. Da Instagram, @givenchyofficial
Scatti di Steven Meisel per la campagna per la P/E 2018 di Givenchy. Da Instagram, @givenchyofficial
Immagini dalla mostra "Gatti Neri/Gatti Bianchi”, WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano e Accademia Spettacolo Italia di Roma, fino al 31 marzo
Immagini dalla mostra "Gatti Neri/Gatti Bianchi”, WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano e Accademia Spettacolo Italia di Roma, fino al 31 marzo
Immagini dalla mostra "Gatti Neri/Gatti Bianchi”, WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano e Accademia Spettacolo Italia di Roma, fino al 31 marzo
Choupette, l'ormai celebre gattina di Karl Lagerfeld. Da Instagram, @choupettesdiary
Choupette, l'ormai celebre gattina di Karl Lagerfeld. Da Instagram, @choupettesdiary
Choupette, l'ormai celebre gattina di Karl Lagerfeld. Da Instagram, @choupettesdiary
Emily Ratajkowski bambina e un micio nero. Da Instragram, @emrata
Natalia Vodianova e il gatto Galileo. Da Instragram, @natasupernova
Natalia Vodianova e il gatto Galileo. Da Instragram, @natasupernova

Infine, una curiosità. Tra i ritrattisti di felini, ce n'è uno in particolare che oggi viene considerato il capostipite di questo genere. Si chiamava Walter Chandoha e Taschen gli ha dedicato di recente un libro illustrato: contiene bellissimi scatti vintage di felini. Guardateli qui: è di sicuro un ottimo modo per trascorrere la Giornata del Gatto. 

Foto in apertura: Natalia Vodianova fotografata da Mert & Marcus, da Vogue Italia marzo 2003

Posted on 8 August 2020 | 8:13 am

Fresh off the release of his "MAZEL TOV" visual with A$AP Ferg, IDK has now tagged JID, Kenny Mason and DJ Scheme for their new collab, "Cereal."Clocking in at just a little over three-minutes, the track begins with JID and Mason spitting fast-paced bars over Scheme's uptempo production before IDK jumps in during the brief cooldown. The trio lyrically plays with "cereal" and the term "serial killer," and even offer shoutouts to Noname and Venus Williams.Earlier this June, IDK dropped his IDK & Friends 2 project, which also served as the soundtrack to Kevin Durant's Basketball County documentary. He's joined by previous collaborators like A$AP Ferg for “MAZEL TOV,” Denzel Curry and Maxo Kream for “BULLETPROOF,” Rico Nasty for “495” and Wale for “LIVE FOR IT.”Stream IDK, JID, Kenny Mason and DJ Scheme's "Cereal" above.In other new music releases, take a listen to Aminé's dynamic sophomore record, Limbo.

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Posted on 8 August 2020 | 7:28 am

Maison Margiela is offering a stylish alternative to protect your mobile phone when you're on-the-go.Arriving in rich hues of tan or black, the carrying option falls with the Maison Margiela 11 accessories line, crafted with supple Italian leather and features an open top and slip pocket for easy use. An embossed MM.11 logo, either in gold for the tan version or silver for the black, is stamped in front while stitched accents create a subtle design on the back. The pouch utilizes a shoulder strap and a leather stopper, offering the choice to wear it over the shoulder or across the body.The Maison Margiela MM.11-embossed leather phone pouch is priced at approximately $395 USD and is available now on MATCHESFASHION.Elsewhere in fashion, Aminé and VERDY revealed their collaborative Limbo collab.

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Posted on 8 August 2020 | 6:25 am

YBN Nahmir took to Twitter to announce that the YBN (Young Boss N*ggas) collective has officially disbanded.Although he didn't reveal the reason behind the group's split, his initial tweet didn't sound like he and core members YBN Cordae and YBN Almighty Jay left on good terms. "They left this YBN sh*t in the gutter. Remember that. I’ll turn it up myself. #ybnNAHMIR," the tweet read. Nahmir also responded to a shocked fan saying, "Yea it’s only me kid."The YBN collective began when Nahmir met Almight Jay on GTA V. The group was meant to be a gaming collective, but they soon shifted their focus to music when Nahmir's debut single "Rubbin Off The Paint" saw success on the Billboard Hot 100. Cordae officially joined in 2018 and the three went on to release their debut mixtape in September of the same year.None of the other members have released their own statements as of writing.Elsewhere in music, stream Aminé's sophomore record Limbo.They left this YBN shit in the gutter. Remember that. I’ll turn it up myself. #ybnNAHMIR— YBN NAHMIR (@YBNNahmir) August 7, 2020Yea it’s only me kid.— YBN NAHMIR (@YBNNahmir) August 7, 2020

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Posted on 8 August 2020 | 4:34 am

Le principesse europee sono le nuove icone di stile royal

Poche parole sono cariche di suggestioni e sogni infantili come il termine principesse. Pronunciarlo evoca immagini di castelli e alte torri, merlature e giardini di rose, fontane e cavalli bianchi. E poi favole, film animati, personaggi bellissimi e lontani. Ma oggi che la nobiltà calpesta ormai lo stesso terreno dei comuni mortali, condividendone i mezzi di comunicazione, i modelli di stile uniscono Paesi e palazzi

Se Kate Middleton e Meghan Markle hanno regalato al mondo un sogno romantico sinora prerogativa della fantasia, altre nobili e principesse europee proseguono nel mantenere vivo il magnetismo delle case reali, ereditando nomi altisonanti al pari dei gioielli di famiglia. Lady ed eredi al trono, giovani donne e bambine ancora a scuola attraversano il terzo millennio come l'incarnazione di una fiaba che, pur in versione contemporanea, non cessa mai di affascinare. I tratti di Lady Diana si rispecchiano nella bellezza della nipote Lady Kitty Spencer, considerata fra le donne più belle d'Inghilterra, musa di Bulgari, di Dolce & Gabbana. Amelia Windsor è la cugina prediletta della Regina Elisabetta II, mentre Talita von Fürstenberg unisce il sangue blu al talento creativo di nonna Diane.

Emblema della storia che si rinnova trovando sempre nuovi modi di adattarsi al presente, le nuove royals uniscono il rigore dell'etichetta alle tendenze delle passerelle, indossano tiare e diamanti leggendari su abiti haute couture creati su misura e ispirano designer nell'ideazione delle collezioni. 

Ecco 10 nobili e principesse da cui lasciarsi sorprendere.  

Alexia dei Paesi Bassi

Alexia dei Paesi Bassi

Nata il 26 giugno 2005, Alexia dei Paesi Bassi, principessa di Orange-Nassau, è la secondogenita di re Guglielmo Alessandro e di sua moglie, la regina Máxima, nonché seconda nella linea di successione dopo la sorella Amalia. Una folta chioma rossa, sorriso luminoso e spontaneo completano un guardaroba ricercato e teenager dove silhouette rigorose incontrano tessuti e colori romantici, dal pizzo rosa al tie-dye nei toni del blu.
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Ingrid Alexandra di Norvegia

Ingrid Alexandra di Norvegia

La Principessa Ingrid Alexandra è seconda in linea di successione al trono di Norvegia dopo il padre Haakon Magnus. Nata a Oslo il 21 gennaio 2004, la principessa è la prima donna nella storia della nazione a poter diventare regina, grazie a una modifica della Costituzione avvenuta nel 1990 che introduce la primogenitura assoluta, garantendole così il diritto al trono. Il suo futuro da regina le impone quindi una grande partecipazione a eventi ufficiali, cui presiede talvolta in abiti tradizionali. Il suo stile personale, semplice e minimale, è incentrato su principi di sobrietà e riserbo.
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Lady Amelia Windsor

Lady Amelia Windsor

Amelia Sophia Theodora Mary Margaret, nota semplicemente come Lady Amelia Windsor, è la terza figlia del Duca di Kent George Windsor e di Marina di Grecia. Nata il 24 agosto 1995, Amelia rimane lontana dai riflettori per molti anni, almeno fino al 2017, anno in cui sfila per l'autunno inverno di Dolce & Gabbana. I tratti delicati e quasi fanciulleschi, i capelli biondi e il portamento regale della giovane aristocratica inglese conquistano immediatamente il fashion system, assicurandole una carriera da modella con la Storm Models, stessa agenzia di Kate Moss.
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Lady Kitty Spencer

Lady Kitty Spencer

Lady Kitty Spencer (28 dicembre 1990) è considerata fra le donne più belle della nobiltà inglese. Un'eredità tramandatele dall'amata zia, Diana, sorella di suo padre Charles, i cui tratti solenni si rispecchiano nel volto della nipote. Kitty debutta come modella della Storm Models nel 2015 comparendo nella rivista Tatler, ma la consacrazione ufficiale avviene nel 2017, anno in cui sfila per Dolce & Gabbana. Diventata fra le muse della maison, Lady Kitty partecipa in veste di modella a numerose sfilate della maison milanese, assistendo ad altrettanti show in veste di ospite. Testimonial Bulgari, Lady Kitty è fra le icone di stile royal più amate d'Inghilterra.
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Charlotte Casiraghi

Charlotte Casiraghi

Charlotte Casiraghi nasce il 3 agosto 1986 nel Principato di Monaco, secondogenita di Caroline Grimaldi e Stefano Casiraghi. Charlotte è oggi considerata fra le royal più glamour ed eleganti, grazie a uno stile misto di rigore ed estrosità. Amante di maison quali Chanel, Saint Laurent, Giambattista Valli e Gucci, Charlotte mixa silhouette equestri con capi d'alta moda, dando il meglio di sé sul tappetto rosso con abiti iper colorati e ricchi di dettagli.
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Alexandra di Hannover 

Alexandra di Hannover

Alexandra di Hannover, classe 1999, sorella minore di Charlotte e Pierre Casiraghi, è l'unica dei tre figli di Caroline di Monaco a godere del titolo di principessa, suo per diritto di nascita in quanto figlia del principe Ernesto Augusto di Hannover. Timida e riservata, mostra sin dalle prime apparizioni pubbliche un amore per la maison Dior, spesso protagonista dei suoi look. Avvistata nei front-row più illustri di Parigi, ammirata agli eventi ufficiali dal Ballo della Rosa di Montecarlo al Gran Premio, è fra le principesse più glamour del panorama europeo.
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Pauline Ducruet

Pauline Ducruet

Figlia di Stéphanie di Monaco e Daniel Ducruet, Pauline nasce a Monaco il 4 maggio 1994, nipote, al pari della cugina Charlotte, della leggendaria Grace Kelly. Tuffatrice agonistica che ha rappresentato il Principato alla Olimpiadi giovanili di Singapore nel 2010, Pauline è oggi una designer emergente, alla sua seconda fashion week di Parigi con il brand Alter. Caratterizzato da un minimalismo moderno e colorato, lo stile di Pauline e del suo marchio ha una chiara influenza street mista a un'allure hollywoodiana, omaggio all'iconica Grace.
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Talita von Fürstenberg

Talita von Fürstenberg

La principessa Talita Natasha von Fürstenberg (7 maggio 1999) è membro di una nobile famiglia sveva, nonché nipote della grande designer Diane von Fürstenberg. Proprio da sua nonna Diane eredita la passione per la moda, che coltiva sin dall'infanzia, entrando nella maison di famiglia con una sua personale linea di abbigliamento, TVF. Apparsa sulle copertine di riviste internazionali, su prestigiose passerelle durante le fashion-week, nonché sul tappeto rosso del MET Gala, Talita è il perfetto mix fra design e sangue blu.
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Élisabeth del Belgio

Élisabeth del Belgio

Élisabeth Thérèse Marie Hélène, duchessa di Brabante, nasce il 25 ottobre 2001, figlia di Re Filippo del Belgio e della Regina Mathilde. Erede al trono belga, nonché prima donna della nazione a ricoprire tale carica grazie all'abolizione della legge salica nel 1991, Élisabeth mantiene fede a uno stile raffinato ed essenziale, che sfoggia in occasione di eventi ufficiali cui partecipa a fianco dei genitori. Fra i suoi look più famosi, l'abito manteau total-white in crêpe di seta indossato per la cerimonia tenutasi a Bruxelles per festeggiare i suoi 18 anni.
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Charlotte di Cambridge

Charlotte di Cambridge

Poco importa che Charlotte di Cambridge abbia solo 5 anni (nata il 2 maggio 2015): è indubbiamente la principessa più amata del fashion system, che in più occasioni si è ispirato alle sue mise bon ton per creare nuove collezioni. Su tutti, Alessandro Michele, Direttore Creativo di Gucci, trova in Charlotte l'esempio perfetto di quell'allure British e infantile che è protagonista della sua estetica. Principessa ribelle che delizia i fotografi con linguacce e smorfie, Charlotte è già una vera icona di moda, pronta a dettare legge, fra qualche anno, al pari della mamma Kate Middleton e di nonna Diana Spencer.
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Posted on 8 August 2020 | 4:30 am

Moving into its Fall 2020 collection, Palace has now prepared its first collaboration for the season with legendary British artist duo John Dove and Molly White. Capsule celebrates the pop artists work across an array of media that has had an immeasurable influence on pop culture. Back in the 1960s, John and Molly were at the forefront of the revolutionary convergence of music, fashion, art and graphic design most notably in the creation of punk's visual and sartorial identity."We never made outfits for Iggy Pop, Johnny Thunders, Mick Jagger, Marc Bolan, Lou Reed, Sid Vicious, Steve Jones, Glen Matlock, Paul McCartney and Malcolm McDowell..." say the duo; "...they acquired them from us. We made those so-called iconic pieces because we were only interested in creating something that hadn’t been done before – something completely new," in reference to iconic T-shirts and clothing designs have been worn by rock & roll royalty.Comprised faux fur hooded jacket, jeans, hoody, long-sleeved T-shirt and a bucket hat, the special range is centered around the duo's LIPS print from the early 70s. "The LIPS is one of our instant coffee ideas that was spun out in a couple minutes in 1973..." say the artists "...made from lips torn from film-star faces in the pages of magazines that were always lying around our studio - then pasted onto black board. It was an impulse - like good sex."Palace’s first drop of its collaboration with John & Molly is now available as part of its inaugural Fall 2020 collection, both in-store and online, including the now-open official “Palace_Skateboards” WeChat store.For more contemporary fashion, Stüssy recently flipped its logo with its Reflect T-Shirt.

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Posted on 8 August 2020 | 4:10 am

Lil Keed has dropped off his sophomore album, Trapped On Cleveland 3.Clocking in at an almost an hour, the lengthy 19-track record is executive produced by Young Thug and features assists from 42 Dugg on "Twisted," Ty Dolla $ign on "Don't Stop," Future on "Zaza," Gunna on "Fox 5," Lil Baby on "She Know" and Travis Scott on a remix of Keed's viral hit "Wavy," along with production from the likes of Jetsonmade, Earl On The Beat, T-Minus and Wheezy.Trapped on Cleveland 3 is billed as the final installment of his revered Trapped On Cleveland series and marks the beginning of a new chapter for the rapper. With diverse melodies and a broad vocal range, Keed looks forward to a bright future, rightfully closing up the series by using album artwork inspired by the Cleveland Ave projects in Atlanta where he once spent most of his time but never saw himself making it out.Stream Lil Keed's Trapped on Cleveland 3 on Spotify and Apple Music, and watch the music video for "Obama Coupe" above.Elsewhere in music, The Weeknd shared an emotional collab with Juice WRLD entitled "Smile."

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Posted on 8 August 2020 | 3:35 am

Aminé and VERDY have linked up for a collaborative collection celebrating the release of the rapper’s sophomore album, Limbo.Comprised of T-shirts, long sleeves, a bandana and a pint glass, the pieces are offered in various hues of black, white, bright yellow and green. The collection highlights Aminé's Club Banana and features a design that fuses his love for the fruit with VERDY's dynamic character design.Limbo is Aminé's first full-length solo release since his 2016 debut Good for You, and features guest appearances from JID and Charlie Wilson on “Roots,” Young Thug on “Compensating,” slowthai and Vince Staples on “Pressure In My Palms,” Summer Walker on “Easy,” Injury Reserve on “Fetus” and Daniel Caesar (unlisted) on “My Reality,” along with production from the likes Boi-1da and T-Minus.The Aminé x VERDY Limbo collab is priced at $15 USD for the pint glass and bandana, $50 USD for the T-shirts and $60 USD for the long sleeves, with each order arriving with an album download. The collection is available now on Aminé's official webstore.Elsewhere in fashion, graffiti legends Delta, Futura and MODE2 have teamed up on Champion collab.

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Posted on 8 August 2020 | 2:36 am

Joel Embiid recently gave fans a first look at the UA Embiid One "Origin" colorway. Philadelphia 76ers' big man will rock his debut shoe when the Sixers go head to head against Magic at Disney World this Friday night. Embiid has averaged 32.7 points, 13.7 rebounds and 4.0 assists in the Sixers’ first three seeding games.Before tip-off, Under Armour shares closer-look photos of the elevated on-court sneaker. The UA Embiid One is loaded with tech. It features UA HOVR™ technology in the heel, offering an energy boost when moving around on the hardwood. Strategic Micro G® cushioning is present in the soles that allows for a quicker first step and more explosive maneuvers getting to the basket. Lastly, the uppers are made with fitted, light-weight mesh for a "locked-in feel" without sacrificing breathability. When the sneaker was first announced in January, Embiid expressed in an Under Armour press release: "As a kid, I never could have dreamed of being in this situation with my own signature shoe. The process has been incredible with the work that's been put in. Not a lot of guys in my profession get this opportunity and I'm truly grateful for it. I can't wait to debut it on the court."Get a closer look at the UA Embiid One “Origin” in the slideshow above. The sneaker will release on Under Armour's website this September 18. Elsewhere in footwear, Nike unveiled the Space Hippie 01 in a new “Wheat White” colorway.

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Posted on 7 August 2020 | 9:42 pm

Batman: Arkham Knight developer Rocksteady Studios has finally confirmed its next project will be based on DC Comics' villainous Suicide Squad. After longstanding rumors that the team would be taking on a Superman project, Rocksteady released an official teaser image of The Man of Steel in crosshairs that read "Suicide Squad."It has been five years since the studio has developed a new title, but rumors of a new Suicide Squad game began surfacing last month. A series of internet domains like "SuicideSquadKillTheJusticeLeague.com" were registered by a company affiliated with Warner Bros. According to Eurogamer, another domain named titled "gothamknightsgame.com" was noted as being a separate title being developed by Warner Bros. Montreal, who also developed Batman: Arkham Origins. Eurogamer also suggests that not much will be seen for the Suicide Squad game outside of an announcement, as both titles are being developed for next-gen consoles.Although official details are scares, it appears the game will be from the perspective of the villains this time around. Warner Bros. announced last month that it would be hosting a virtual fan event called DC FanDome on August 22. Rocksteady's tweet confirms fans will learn more about the upcoming title there.In other gaming news, Nintendo’s profits saw a 400 percent increase since COVID-19.Target locked - #DCFanDome - August 22. #suicidesquadgame pic.twitter.com/HrXZNKwo0f— Rocksteady Studios (@RocksteadyGames) August 7, 2020

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Posted on 7 August 2020 | 9:27 pm

UPDATE (August 7, 2020): Due to the ongoing COVID-19 pandemic, Facebook announced this Friday that it will extend its work from home policy for employees through July 2021. The social media network joins other companies like Google — that will also allow employees to work remotely until next summer. In a statement, Facebook spokesperson Nneka Norville expressed: “Based on guidance from health and government experts, as well as decisions drawn from our internal discussions about these matters, we are allowing employees to continue voluntarily working from home until July 2021. In addition, we are giving employees an additional $1,000 for home office needs.”Last March, 48,000 Facebook employees began working remotely since the first wave of stay-at-home regulations. Initially, company announced that its employees would work remotely through the end of 2020.ORIGINAL STORY (May 22, 2020): In light of social distancing rules amid the coronavirus pandemic, many companies have asked their employees to work from home, among them being three tech giants Twitter, Google and Facebook. While Twitter has announced that it's looking to allow employees to eventually work from home permanently, the latter two companies have also extended the remote working period until the end of this year. Despite this, Facebook CEO Mark Zuckerberg has now revealed in an interview with The Verge that the company is now planning for half of its entire workforce to work permanently from home in the near future.In particular, Zuckerberg told The Verge that in an internal company survey, 40 percent of its 48,000-person staff expressed interest in working remotely permanently. In light of this, the company will start offering positions to existing employees to work from home indefinitely later this year, and hopes to have up to half its entire workforce working under that arrangement in the next five to 10 years. “We’re going to be the most forward-leaning company on remote work at our scale,” the CEO said.The new direction taken by Facebook marks a strong departure from its previous policy, which offered up to $15,000 USD in bonuses to employees who voluntarily relocate closer to the company's headquarters, hoping the added compensation can offset the increased cost of living. At the same time, a similar policy will exist but in the reverse direction: those who decide to work from home permanently will have their salaries reduced if they move to an area with a lower cost of living. "That means if you live in a location where the cost of living is dramatically lower, or the cost of labor is lower, then salaries do tend to be somewhat lower in those places," said Zuckerberg.Elsewhere in tech, Apple's iPhone 12 is rumored not to include earpods in the box.

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Posted on 7 August 2020 | 9:17 pm

Over the last few months, Nike has debuted its highly-anticipated Space Hippie line in grey and orange, as well in an updated "Volt" colorway. This time, Nike is giving the Space Hippie 01 silhouette a new "Wheat White" color scheme. Like its predecessors, the new iteration maintains the same sustainable build. Yet the "Wheat White" shoe is a refreshing take on the 01 model, shifting from light grey to a faded black colorway.The poleyester "Space Waste Yarn" upper, which is made from recycled plastic bottles, T-shirts and yarn scraps, arrives in a black colorway and is branded by a copper-colored swoosh. Unlike other models' sky blue soles, the "Wheat White" 01 comes with a light grey sole that combines recycled ZoomX foam with NikeGrind rubber to provide signature multi-colored flecked details. The 01s feature a standard lace-up build and heel tab embroidered with Nike's sunburst logo. Not only is it the most lightweight silhouette within the collection, but it also has the lowest carbon footprint. The sneakers ship in a shoebox made from re-purposed material and printed on with a plant-based ink, resulting in one of Nike's lowest carbon-footprint drops ever.Take a closer look at the new colorway in the images above. The Space Hippie 01 in "Wheat White" will release on Nike's website for $130 USD beginning August 20 at 10 a.m. EDT.In other news, Chris Gibbs‘s Union has revealed its 2020 Jordan Brand footwear collection, which includes two Air Jordan 4s, a fresh colorway of the Zoom ‘92 and a new Delta Mid silhouette.

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Posted on 7 August 2020 | 8:15 pm

Audemars Piguet watches have become iconic in hip-hop history and pop culture for many years. Rappers especially love the Swiss brand’s luxurious timepieces and won’t hesitate to shout out their admiration for them across tracks, take this unmissable Rick Ross lyric for example: “I think I’m Big Meech, look at my timepiece/It’s an Audemar, hundred racks at least,” Da Boss exclaimed in his “B.M.F. (Blowin’ Money Fast)” track from 2010. Of all the designs by the watchmaker, however, the Royal Oak is considered the crowning jewel among most covetable watch collections. The intricate-looking watch has been spotted on plenty of celebrities including Steph Curry, BTS’s Jay Hope, Post Malone and Jay-Z to name a few. When it comes to specs, the Royal Oak is made entirely with high-grade stainless steel and boasts an octagonal bezel with hexagonal screws. Its unmissable feature is the “Tapisserie” pattern that features protruding squares and grooves within the face of the dial. Of course, you can't forget about the integrated stainless steel bracelet that eliminates the need for watch lugs and the trapezoid-shaped links that taper towards the case. The original Royal Oak model was the Ref. 5402ST which was designed by the influential watch designer Gérald Genta in 1971 and debuted at Baselworld the following year. It gets its name from the HMS Royal Oak battleships of the Royal Navy, and the unique octagonal bezel that was inspired by these ships’ portholes (although Genta expressed that it was inspired by a diver's helmet). It was the unparalleled durability and heft of the model that set a new standard for luxury sports watches. And although it took some time before the Royal Oak was accepted by the market, with critics arguing against the "jumbo" dial of the timepiece, it went on to influence many different types of watches. The first rollout of watches with the fairly new 5402 descriptor is known as the A-Series and is highly sought after by collectors. The watch features the AP symbol above six o’clock rather than below twelve o’clock. Numerous design changes have been made to the Royal Oak over the years such as an ultra-thin perpetual calendar, a chronograph, tourbillons and even the Equation of Time. When Audemars Piguet celebrated the 20th anniversary of the Royal Oak, the beloved Offshore made its debut and continues to attracted enthusiasts the world over. Learn more about the history of the Audemar Piguet Royal Oak’s legacy in the video above and then discover how Raf Simons’ Riot Jacket became a streetwear holy grail.

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Posted on 7 August 2020 | 8:09 pm

The terrible explosion in Beirut has caused widespread damage further upsetting the city’s critical balance. The hardship experienced worldwide due to the pandemic had already rocked the Lebanese capital, which is now under additional strain. In a year already plagued by several complex scenarios, designers are fighting hard to find alternative solutions to continue their work despite the restrictions and grow their brands whilst constantly reinventing themselves and adapting to uniquely precarious conditions and an ever-changing reality. The Beirut blast is yet another tragedy hitting the country and Lebanese designers who have lost their studios and ateliers, many of which have collapsed as a result of the impact of the explosion, with damages reaching neighbourhoods miles away from the port area, where tragedy struck. We believe that supporting these designers who, in many cases, were championed by Vogue Talents since the start of their career, is a moral imperative and could give them a much needed morale boost. Find below a list of talented Lebanese designers in the hope that this small acknowledgment can make them feel supported and less alone.

Ashi Studio was launched in 2007 by Mohammed Ashi with the aim of bringing his Arab roots and a diverse cosmopolitan attitude into the realms of Haute Couture. Ashi’s designs are characterized by dramatic volumes and intricate details.

Krikor Jabotian set up his eponymous brand at the age of 23 to then transform it into a family-run business thanks to the support of his mother, father and sister who work alongside him. The voluminous designs constructed as sculptural layering are precious creations belonging to a modern and visually striking couture.

The web page of Hussein Bazaza’s brand Bazaza opens with a heart that fills up to reveal all the content. Passion is clearly one of the driving forces behind Bazaza’s decision to establish and develop his brand, securing various accolades including being the winner of Vogue Italia’s Who is on Next? Dubai contest. 

Through his namesake brand, Roni Helou champions a sustainable approach to fashion that employs materials sourced from vintage and/or dead stocks thereby avoiding the creation or purchase of new fabrics. His forward-thinking designs combine an androgynous aesthetic with contrasting details that emphasize a strong eclectic attitude.  

Salim Azzam collaborates with the women of his native village to narrate, through embroideries and traditional techniques, what he defines as “movable stories” using his pieces as the pages of a book. All his creations are made on the mountains in rural Lebanon where folk tales are turned into embellishments that he shares with the world.

Designer Eric Mathieu Ritter founded the Emergency Room brand with the aim of creating an alternative to fast-fashion. The idea was to focus on upcycling applied to unusual materials, such as tablecloths and bed sheets that are turned into unique pieces. 

Dima and Tania Nawbar are the founders of L’atelier Nawbar, a jewellery brand that seeks to pursue the long family tradition in jewellery making. Following in the footsteps of their father and grandfather, they are now the first two female jewellers in the Nawbar dynasty.

George Azzi and Assaad Osta met at ESMOD Beirut in 2004 and formed a strong bond that led them to set up Azzi & Osta in 2010, a brand encompassing Haute Couture, Bridal and Ready-to-wear, all characterized by the signature, unmistakable craftsmanship.

Andrea Wazen shoes are designed and produced in Beirut. Her design aesthetic is capable of making classic styles such as mules, sandals and ankle boots feel fresh and contemporary thanks to unique details that highlight the strong and bold personality of her creations.

Amine Jreissati  is the founder of genderless brand Boyfriend launched in 2017 with the idea of focusing on basic pieces that can be found in both men and women’s wardrobe and can be styled in different ways thanks to a minimal style that takes cues from an urban aesthetic.

Thym is the brainchild of designer Rebecca Zaatar who, after a long stint at Elie Saab, decided to launch her brand in 2017. The rich, luxurious aesthetic that characterizes Lebanese fashion is translated into a contemporary design with the goal – as stated by the designer herself – to dress all types of women from all walks of life.

Last but not least, Vanina is a brand and social enterprise founded by designer duo Tatiana Fayad and Joanne Hayek. Born as a jewellery line, it evolved to become a lifestyle label including also accessories and clothing. All handcrafted in Lebanon and distributed internationally. 

Wishing to show our support to Lebanese designers, another institution worth mentioning is Creative Space Beirut, a free fashion design school offering quality design education to talented creatives who lack the financial resources to pursue their dreams. This initiative offers an opportunity to young people wishing to embark on a creative path without the financial means necessary.

In the intent of offering support to and championing designers from the Middle-East and with Arab roots, we can’t but mention also Showroom Maison Pyramide, a platform that through an international network of contacts creates opportunities for a curated selection of creatives with special focus on those opting for sustainable practices.

Posted on 7 August 2020 | 7:48 pm

Grammy-nominated artist Kali Uchis taps Rico Nasty for her new bombastic bilingual single "Aquí Yo Mando." The track utilizes heavy 808s, sharp hi-hats, and forceful lyrics, stating "You do everything that I say," in Spanish before saying "If you’re with me, only I call the shots." Rico Nasty even drops a few Spanish lines while delivering bars like "They can't do it like me (So nasty), no, they can't do it like me/bae I know I ride that D, same way I did this beat.""Aquí Yo Mando" and its trap-inspired beat was co-produced by reggaeton hit-maker Tainy alongside Albert Hype, Jon Leone, and Rvnes. The track was previously teased online alongside a message saying "¡mores! Aug 05 les traigo un regalito”, roughly translating to “August 5 I bring you a gift." The song is from Uchis’ forthcoming second studio album with Universal Music Group, which will serve as her first Spanish language project.The track follows several Uchis tracks, such as "i need peace (BUT I WANT WAR)" and her recently released EP To Feel Alive, a four-track EP recorded during quarantine. "Aqui Yo Mando" marks Uchis’ first release since she dropped her To Feel Alive EP earlier this April.Nasty on the other hand debuted several singles this year, including "Lightning," "Popstar," and "Dirty."In other music news, Anderson .Paak taps J.I.D., Noname and Jay Rock for the “Lockdown” remix.

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Posted on 7 August 2020 | 7:42 pm

As the week in music comes to a close, HYPEBEAST has rounded up the 10 best projects for the latest installment of Best New Tracks.This week's theme is focused on collaborative spirit. All of these selections are rooted in feature-heavy projects or unexpected teaming-ups that showcase these artists' versatility and need to experiment. Aminé's sophomore album Limbo finds the rapper reaching out to JID, Charlie Wilson, slowthai and Injury Reserve, the latter of which pays tribute in an emotional offering to the late Stepa J. Groggs who tragically passed away earlier this year. Flatbush Zombies surprised with "Afterlife" featuring James Blake, including a music video that utilized technology to make it look like the group was captured in a moving x-ray machine. Conway The Machine blended the Griselda and Wu-Tang universes in a multi-generational effort with Method Mad. Simply put, the man still has it. Other updates include Bon Iver reaching out to Bruce Springsteen, Black Noi$e's addicting blend of hip-hop and electronic music for "Mutha Magick" featuring the ever-underrated BbyMutha and Freddie Gibbs expertly bringing his technical wizardry to a Machinedrum beat.Tap in for the full rundown of HYPEBEAST’s latest Best New Tracks below.Aminé - LimboIt's been three years since Aminé dropped off his debut album Good for You. On Limbo, the rapper showcases his knack for melodies, unique energy and infectious hooks. He dedicates tracks to both Kobe Bryant and friend/Injury Reserve member Stepa J. Groggs. He and co-executive producer Pasqué hit their stride and the curated collaborations from JID, Charlie Wilson, Young Thug on "Compensating", slowthai and Vince Staples on "Pressure In My Palms" and Summer Walker on "Easy" advance the album while remaining cohesive. This is an album that will stick with you for months for its vibrance and emotionality and it's damn near one of the catchiest offerings of 2020.Listen: Spotify | Apple MusicFlatbush Zombies & James Blake - "Afterlife"Flatbush Zombies have kept busy throughout the year. Their now, more than ever EP dedicated all proceeds to charities supporting social justice. On "Afterlife", the trio continue their obsession with what happens in the next life with Erick the Architect's production growing even more ambitious. James Blake adds his signature sonic touches and vocals echoing in the background. The music video is the true standout though as director Arnaud Bresson used special techniques so that it would appear the entire film was shot through X-ray.Listen: Spotify | Apple MusicConway The Machine - "Lemon" feat. Method ManConway The Machine and Method Man, together on a track in 2020. Not more really needs to be said outside of hey, go listen to it. The Griselda rapper taps in-house producer Daringer for an instrumental that blends eras -- "Lemon" is as fitting for Conway's upcoming From King to a GOD album (out September 11) as it would be for one of Method Man's earlier outputs. The album single artwork even pays tribute to the killa bees. Griselda is a rap crew that knows their history and it shows.Listen: Spotify | Apple MusicCardi B & Megan Thee Stallion - "WAP"Cardi B tapped Megan Thee Stallion for one of the most head-turning singles and music videos of the year. It's as close to NSFW as a visual can explicitly come to these days. "WAP" (which stands for "Wet A*s P*ssy") is Cardi's first release as the main artist since early last year and she doesn't disappoint. The release is also a statement of solidarity for Meg as she recovers from the traumatic experience of being shot multiple times earlier this summer. It's going to be interesting to see how the made-for-radio version gets creative with censorship for this one. There's a Kyle Jenner special appearance too, because why not?Listen: Spotify | Apple MusicBon Iver - "AUATC (Ate Up All Their Cake)"After premiering a new collaboration with Taylor Swift titled “exile”, Bon Iver returned earlier this week with "AUATC" featuring a handful of notable collaborators -- the main one being Bruce Springsteen who offered the faintest of background vocals on the track. "Ate Up All Their Cake" is the direct follow-up to "PDLIF" or "“Please Don’t Live in Fear” and comes with the message of combatting the evils of capitalism and systemic racism while giving women empowerment.Listen: Spotify | Apple MusicDaBaby - Blame It on Baby (Deluxe)Deluxe versions of major hip-hop albums have been completely out-of-hand this year with artists like Lil Uzi Vert, Lil Baby, Gunna and Pop Smoke basically releasing another album's worth of music. It's a way to combat the modern day perils of streaming services' algorithms. DaBaby's Blame It on Baby (Deluxe) added 10 new songs with his braggadocious bars pairing well with additions like Young Thug, Stunna 4 Vegas and of course the current feature king: Gunna. Baby is on an incredible streak over the past two years with no signs of letting up.Listen: Spotify | Apple MusicA$AP Nast & D33J - "Designer Boi"For the past few months, A$AP Nast has kept busy blasting Tyler, The Creator for jacking his similar sartorial choices. But somewhere lingering in the background was a collaboration with Wedidit collective DJ and producer D33J. "Designer Boi"'s visual treatment finds the rapper putting together a playful photoshoot for “Designer Boi LLC.” The beat features subtle acoustic strings and a chorus of repetitive, "what you want?" that's sure to be stuck in your head. Listen: Spotify | Apple MusicMachinedrum & Freddie Gibbs - "Kane Train"Another unexpected collaboration this week: Freddie Gibbs and Machinedrum's new song "Kane Train" from the producer's upcoming A View of U out October 9 via Ninja Tune. Machinedrum’s production is triumphant and horn-heavy while Gibbs continues to showcase that there isn't a beat out there that he can't elevate through his furiously-delivered bars. It’s safe to say that his motivation to be one of the best rappers of his generation isn’t going anywhere. "Kane Train" is one of his best features of 2020, and if you've been paying attention, that's saying a lot.Listen: Spotify | Apple MusicLiv.e - Couldn't Wait to Tell You...22-year-old singer-songwriter and producer Liv.e dropped off her stellar Couldn't Wait to Tell You... to near universal acclaim from those that listened. If you haven't yet, you absolutely need to. The Los Angeles-based, Dallas-born artist has been steadily releasing singles that serve as hypnotizing vignettes into her psyche full of dusty loops and smooth vocals. Liv.e's effortlessly infused her music with the occasional chopped and screwed influences and plenty of nostalgic R&B like on “SirLadyMakemFall” where she rocks gold grills and performs through the grain of a vintage VHS camera. The near hour-long journey serve as diary entries from someone still searching while balancing her ability to be in the moment.Listen: Spotify | Apple MusicBlack Noi$e - "Mutha Magick"Detroit producer Black Noi$e is the first artist to sign to his friend Earl Sweatshirt's Tan Cressida imprint. His upcoming album Oblivion releases August 14 and after dropping his collaboration with Liv.e, "The Band," he returns with "Mutha Magick" featuring Chattanooga, Tennessee rapper BbyMutha. The music video is a jarringly psychedelic display that’s as fun to watch as the song is to listen to. The song lives somewhere in an alternate universe lodged between Crash Bandicoot soundtracks and Detroit’s 1980s techno scene. BbyMutha continues to prove that there isn’t an instrumental out there that she can’t cater to her flow toListen: Spotify | Apple Music

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Posted on 7 August 2020 | 7:32 pm

After releasing his “Imagine U” visual with Kenny Beats, Omar Apollo returns with a brand new music video for his single "Stayback" as part of his anticipated debut album. The Aidan Cullen-directed clip features the young singer-songwriter cruising with his pals to a house party, locking eyes with a fellow partygoer and then eventually falling into a pool. Although the track features a more mellow rhythm than the pop-driven "Imagine U," there are sporadic guitar solos to keep listeners engaged in the artist’s mercurial narrative. Apollo kicks off the funk-soul ballad with the lyrics: “I can’t help that you been on my mind/ See you around cause I don’t care anymore.” The song seemingly speaks on unrequited love with the singer analyzing his romantic affections of an unmentioned lover. “[It’s] a song about being in love for a long period of time. After years of being hurt emotionally, I moved on and decided to treat the relationship as a memory instead of fantasizing it and trying to make it work,” Apollo expressed in a statement on Twitter. “When I finished the production, I realised this was the song that I’ve been wanting to make my entire career. My guitar player Oscar killed the solo on it and really brought the whole thing together.”Watch the visual for "Stayback" above. The song is also available on streaming services today. The album for the song is yet to receive a title or a release date.Elsewhere in music, Anderson .Paak taps J.I.D., Noname and Jay Rock for the “Lockdown” remix.

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Posted on 7 August 2020 | 5:49 pm

Founded in 2009 in the city of Aix-en-Provence in the South of France, ZESPÀ crafts luxurious sneakers out of premium materials while maintaining a focus on their environmental impact as a brand. The Spring/Summer 2021 collection continues to showcase ZESPÀ's versatile designs, featuring a range of trainers, slip-ons and sliders with patterns and colors inspired by the label's Mediterranean roots.Paired-down beige, orange and white sneakers kick off the collection, accented by more sporty blue pairs. In addition to the high-end trainers, ZESPÀ' offers up summer-ready footwear options, including classic black sandals and bright blue and orange knit slip-ons. Fabrics are paired together to provide both comfort and support, with full grain leathers coming from European tanneries in Italy, Portugal and France to allow for a reduced carbon footprint, while providing a clean and durable look. The shoes' rubber soles are made from recycled materials. Check out the lookbook for the Spring/Summer 2021 footwear collection in the slideshow above and expect them to drop later on ZESPÀ's website.In other news, John Geiger’s eponymous sneaker imprint has unveiled a new "Black Marble" colorway for its iconic 002 silhouette.

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Posted on 7 August 2020 | 5:17 pm

Anderson .Paak dropped his initial protest anthem "Lockdown" back on Juneteenth featuring a music video that paid tribute to the Black Lives Matter movement as well as those unjustly killed like Ahmaud Arbery, Breonna Taylor, George Floyd, Philando Castile, Alton Sterling, Trayvon Martin and so many more. For the "Lockdown" Remix, the GRAMMY Award-winner has tapped friends J.I.D., Noname and Jay Rock to give their thoughts to the current moment.The original video featured Anderson's friends and collaborators like SiR, Dominic Fike, Syd, Dumbfounded and Andra Day and cut from the music so that Jay Rock could deliver a spoken-word verse. The Top Dawg Entertainment expands on those thoughts here. "Turn on your tube, dawg, look how they do us/ Knee on our necks, bullets in backs," he opens. J.I.D. confronts Karens. "Have you had your coffee this evening, Karen?/ 'Cause you seem a little off/ All the black girls missin' and endin' up inside the coffins/ But you mad when they hashtag "BlackLivesMatter" on front your sidewalks.""We seen 'em murder the indigenous, the Passage Middle/ The Constitution, a life for a bag of Skittles?/ So when we bleed, I load the sacred pistol/ And if you need, I'll read Assata with you," Noname raps referencing the death of Trayvon Martin and Black Liberation Army activist Assata Shakur.Stream "Lockdown" Remix's single bundle below and in more music updates, Cardi B and Megan Thee Stallion teamed up for their new collaborative effort "WAP."

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Posted on 7 August 2020 | 5:17 pm

Rick Ross returns with his latest single, "Pinned to the Cross" featuring rising 20-year-old singer-songwriter Finn Matthews. The track was was produced by Fuse of 808 Mafia with additional contributions from AraabMuzik and was premiered late last night following Ross's VERZUZ battle with 2 Chainz. "Pinned to the Cross" is signature introspective Rozay as he contemplates the current moment of America's social injustice outrage despite it going on for centuries."I just wanna be free, another black man on the run/ We was pinned to the cross since our birth under the sun/ Ain't no hate in my heart, I've adapted to rage/ Step off the stage, p*ssy n*gga right back in the cage," he raps in the first verse. Ross takes some jabs at Terry Crews for recent statements the television star made about the Black Lives Matter movement. "Less empowered, the people don't even sign the petitions/ Peace and Revelations, scriptures keep on blinding these Christians," Ross continues.Earlier this year, Rick Ross teamed up with August Alsina for the track "Entanglements" following August's highly publicized brief entanglement with Jada Pinkett Smith. The Miami rapper also made an appearance in the "Scottie Beam" music video by Freddie Gibbs.Stream Ross's latest single "Pinned to the Cross" below and stay tuned for more upcoming releases from the MMG founder in the near future. In other music news, Jamaican dancehall legend Popcaan premiered his new FIXTAPE project featuring contributions from Drake, PARTYNEXTDOOR and French Montana.

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Posted on 7 August 2020 | 4:54 pm

Following his “Optimistically Melting” exhibition at Honor Fraser Los Angeles last year, Kenny Scharf returns with immense selection of paintings as part of an exhibition titled “MOODZ” at Jeffrey Deitch’s LA outpost. The celebrated street artist is displaying 250 circular paintings of faces, every one of them featured in a different expression. “He has been working on this project for months, painting several faces a day. He thinks of his paintings as being like people: no two are alike,” said the gallery in a statement.Scharf began spray-painting his drippy, psychedelic faces in 1981 and continues do so in dynamic new forms. Apart from painting, Scharf also creates sculptures, installations and mixed-media pieces that feature his cast of anthropomorphic creatures and cosmic-themed visuals. The LA-based artist rose to prominence alongside his close friends and contemporaries Jean-Michel Basquiat and Keith Haring in the East Village art scene of the 1980s. He’s considered to be one of the first artists to inject elements of street culture into mainstream contemporary art. He draws elements of nostalgic cartoons, classic Americana, and vintage advertisements across his works. “The serial imagery and the iconic quality of Scharf’s faces evokes the work of Andy Warhol. The conceptual structure also reflects the heritage of Sol LeWitt. Scharf likens the multiple colored images on the wall to his early memory seeing the pixels of color on his parents’ first color television,” said the gallery. “His work fuses the vocabulary of Pop Art and Minimalism with the 1960s California TV culture that he experienced as a boy in the San Fernando Valley and as a high school student in Beverly Hills. He characterizes his approach to art as psychedelic conceptualism.”Check out the installation views for “MOODZ” in the slideshow above. The exhibition is on view at Jeffrey Deitch Los Angeles through October 31. In other stories, graffiti legends Delta, Futura and MODE2 teamed up on a Champion apparel collab.Jeffrey Deitch Los Angeles925 N Orange DrLos Angeles, CA 90038

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Posted on 7 August 2020 | 4:48 pm

Jamaican singer-songwriter Popcaan has been one of the biggest names in the dancehall scene for the better part of the past decade and when he teamed up with Drake and OVO Sound, that influence on the genre increased tenfold. It's been a symbiotic relationship that has allowed Drake to experiment with dancehall's sound while showing love to his favorite artists like Popcaan, helping to increase their exposure on the global stage -- the two even traded tattoos of their respective label logos before an official partnership was inked. Late last night Popcaan delivered a gift that should make everyone's summer invariably better: his new FIXTAPE project consisting of 19 new songs with features from Drake, PARTYNEXTDOOR, French Montana and more. The vibrant soundtrack pairs Drizzy and Party on "Twist & Turn" and finds Drake at his best on "All I Need" with an emotionally distant and paranoid verse that takes you back to the days of Take Care. French Montana teams up with rising Toronto emcee Preme on "Murda." Other appearances by dancehall's Tommy Lee (no, not that Tommy Lee), Jada Kingdom, Masicka, Stylo G and Dane Ray help amplify the tape, but Popcaan is still the star of the show. His ear for melodies, strong vocals even when through the filter of heavy autotune and ability to set the mood are all bittersweet here. FIXTAPE is an offering that begs to be played outdoors, whether on a rooftop, at a club or amongst friends. In an alternate universe you could do all three. In the meantime, turn your speakers up and save some of these tracks for next summer.Stream Popcaan's latest release below. In more music news, Tame Impala dropped a technicolor "Is It True" video late last night.

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Posted on 7 August 2020 | 4:30 pm

Per il lancio della collezione di Christian Dior, la Maison ha annunciato l'apertura di un pop-up store presso Harrods, il grande magazzino londinese situato in Brompton Road a Knightsbridge.

Fashion
Dior Cruise 2021: tutti i look della sfilata a Lecce
Da Parigi al Salento, da Lecce verso il resto del mondo. Maria Grazia Chiuri racconta le sue origini salentine in una collezione che si fa inno alla tradizione, alla condivisione e al savoir-faire femminile

Per la prima volta in tutto il mondo, in questo spazio effimero rivestito di velluto, verranno presentate le nuove edizioni delle borse emblematiche, tra cui la Saddle, la Lady D-Lite e Dior Book Tote con i distintivi motivi cannage e Dior Oblique. La selezione si completa con le creazioni prêt-à-porter che celebrano i codici stilistici, nonché cappelli, sciarpe e altri accessori delll'autunno inverno 2020 2021. Da Harrods sarà anche disponibile il servizio personalizzazione con le lettere tag.

Il pop-up store di Dior da Harrods
Il pop-up store di Dior da Harrods

Il pop-up store è segnalato all'esterno da alcune macchine parcheggiate, rivestite con i pattern della Maison Dior. 

Posted on 7 August 2020 | 3:45 pm

Angelina Jolie e la mascherina anti-Covid 

Da quando le mascherine sono diventate una parte essenziale della vita di tutti i giorni, i designer hanno iniziato ad adeguarsi creando protezioni su misura. Uno dei primi a farlo è stato Virgil Abloh di Off-White, che ha incluso una versione decorata con il logo a frecce nere del marchio come parte della collezione autunno inverno 2019. Da allora, l'accessorio ha raggiunto lo status di oggetto di culto online - attualmente è esaurito sull'e-commerce di Off-White - grazie soprattutto ai fan di Abloh e, sorprendentemente, grazie ad Angelina Jolie. In genere, l'attrice-regista è coerente con le sue scelte di abbigliamento, preferendo indossare capi di una ristretta selezione di brand minimalisti tra cui Ryan Roche e Gabriela Hearst. A Hollywood, ha però cambiato le cose con un look sfoggiato mentre faceva shopping con suo figlio Knox, optando per una sottoveste nera e una delle mascherine di Abloh.

Esclusiva
Angelina Jolie su rifugiati, maternità e Covid-19: l’intervista
La regista e attrice premio Oscar Angelina Jolie, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato del 20 giugno, ha parlato con Vogue della crisi globale delle migrazioni, del suo essere madre di sei figli naturali e adottivi. E anche della separazione da Brad Pitt

Nell'esplorare le opzioni in materia di mascherine, le celebrities hanno optato per stili che riflettono la loro prospettiva sulla moda. Catherine, duchessa di Cambridge, ha scelto la femminilità e la tradizione indossando una mascherina floreale stampata dell'amato grande magazzino di Londra, Liberty. Nel frattempo, la regina del bling Jennifer Lopez ha scelto paillette pastello per un giro in bicicletta attraverso Central Park.

Con il suo amore per la semplicità e le linee pulite, Angelina Jolie è perfetta per indossare la mascherina con stampa grafica Off-White. Soprattutto, l'accessorio è allineato al suo attuale obiettivo: l'impegno umanitario. Con il 100% dei proventi netti delle maschere Off-White destinate a supportare gli interventi di soccorso per COVID-19, si tratta di lusso impegnato in una grande causa.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Vogue.com

Posted on 7 August 2020 | 3:27 pm

"Non è mai troppo tardi, fortunatamente". Con queste parole Fabio Cherstich commenta l'apertura della prima mostra personale in Europa di Larry Stanton, artista newyorkese scomparso 36 anni fa, a soli 37 anni, vittima della piaga dell'AIDS.

Una personalità artistica, quella di Stanton, che richiede e necessita di essere scoperta  magari proprio attraverso un incontro di fortuna come quello avuto da Cherstich con l'opera del ritrattista.

(Mark Buchaman , 1982. Drawing on paper. 45,5 x 61 cm. Courtesy the artist and APALAZZOGALLERY)
(Mark Buchaman , 1982. Drawing on paper. 45,5 x 61 cm. Courtesy the artist and APALAZZOGALLERY)

Racconta sempre il regista: "Ho scoperto il lavoro di Larry Stanton per caso, facendo ricerche on line su un artista che amo e colleziono da anni: Patrick Angus.

Era gennaio del 2018. Colpito dalla bellezza delle poche immagini trovate ho continuato le mie ricerche fino a incappare nel contatto di Arthur Lambert, la persona più importante che potessi sperare di raggiungere. Arthur è stato per Larry un fidanzato, un mentore, un padre adottivo, un amico fraterno ed ora l'unico rappresentante del suo estate."

La mostra dal titolo Think of me when it thunders, voluta da Chiara Rusconi di APALAZZOGALLERY, racconta non solo l'arte di Stanton ma anche una generazione scomparsa: i ragazzi ritratti da Stanton negli anni 80 sono i volti di un tempo incrinato come uno specchio, un mondo prima dell'arrivo dell'epidemia di AIDS.

(Raymond Foye , 1981. Drawing on paper. 43 x 35 cm. Courtesy the artist and APALAZZOGALLERY)
(Raymond Foye , 1981. Drawing on paper. 43 x 35 cm. Courtesy the artist and APALAZZOGALLERY)

"Il ritrattista è un osservatore di persone, i suoi atteggiamenti e sentimenti si riflettono nelle sue osservazioni e di solito l'interesse per la personalità risulta nello studio del volto, e altri aspetti della personalità si rivelano nel corpo; postura, modi di muoversi, ecc., ma la maggior parte si rivela nel volto." ha scritto David Hockney, grande amico di Stanton. "Ciascuno ha il proprio volto e Larry lo sapeva d’istinto."

La mostra comprende opere su carta e dipinti della produzione dell'artista ed è concepita in collaborazione con Arthur Lambert, Larry Stanton Estate, New York e il supporto e il contributo di Fabio Cherstich.

"I lavori presentati sono principalmente disegni su carta ma abbiamo voluto esporre anche tre rari dipinti: ritratti di amici e conoscenti realizzati a cavallo tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80. l'inizio di un'indagine artistica intensa, in continua evoluzione, tristemente stroncata dalla malattia." dice Fabio Cherstich.

Larry Stanton
Think Of Me When It Thunders
03-24 Agosto 2020

APALAZZOGALLERY
Piazza Tebaldo Brusato, 35
Brescia, Italy

Posted on 7 August 2020 | 3:14 pm

 I classici del guardaroba Ralph Lauren diventano virtuali e vestono con 6 outfit donna e 6 outfit uomo i vostri Bitmoji. La collezione è disegnata su uno sfondo virtuale che riflette l'heritage senza tempo e l'atmosfera accogliente da sempre sinonimi dello stile Ralph Lauren. 

Creati dal team di designer di Ralph Lauren, in collaborazione con SNAP INC., come estensione della collezione fisica, gli item della collezione includono i classici blazer a doppio petto, una giacca di pelle, una maglia da rugby a righe e una giacca sportiva. Inoltre, nei prossimi 6 mesi, le Polo del guardaroba Bitmoji avranno il celebre logo del giocatore di polo Ralph Lauren. Gli utenti Bitmoji che indosseranno i look di Ralph Lauren vedranno anche gli item sui loro Bitmoji in una varietà di esperienze digitali su Snapchat, inclusi la Chat, i giochi, la Snap Map con contenuti personalizzati, come le Bitmoji Stories, oltre ad essere disponibili per l'acquisto attraverso il sito web di Ralph Lauren e in selezionati negozi Ralph Lauren.

Posted on 7 August 2020 | 3:13 pm

Altri tempi, quando si nobilitava il povero cemento plasmandolo in morbide volute per farne tavolini dalle gambe ben tornite, accoglienti panche e sedute per arredare parchi e giardini già affollati di puttini, veneri pudiche e fontanelle. 
Allora si imitava lo stile classico da interni per esportarlo all’aria aperta. 
Oggi che l’arredo da esterno è “arredo” a pieno titolo, anche il cemento ha vinto i complessi d’inferiorità e i designer non temono – anzi – di presentarlo in tutta la sua scultorea fisicità

La Cimento Collection by Cimento, famiglia di arredi per interni ed esterni, che ha debuttato nel 2019 con l’art direction di Aldo Parisotto, si arricchisce ora di nuovi elementi. Il materiale è un composto esclusivo della veneziana Sai Industry, che impiega per oltre il 90% aggregati minerali mescolati a un legante cementizio. Tra coffee table, lampade a sospensione e tavolini, nella collezione spiccano le librerie e contenitori a giorno Accademia, create dal fiorentino Studio 63

In due misure, personalizzabili in altezza, larghezza e profondità, sono auto-portanti o a muro; i contenitori si distinguono per l’equilibrio estetico e formale dato dalla simmetria, dall’alternanza di pieni e vuoti e dai vari spessori degli elementi orizzontali e verticali. Sottolinea il carattere monolitico della collezione la palette di colori naturali, ognuno declinato in varie nuance e calibrato in livelli differenti di saturazione e intensità, più polverosi o più brillanti. A questo punto non rimane che riporvi libri e riviste, nella speranza che vengano anche letti e non facciano solo tappezzeria.

Posted on 7 August 2020 | 2:18 pm

John Wick ritorna ancora.
E ancora.
Del resto che fosse vicino all’immortalità era chiaro fin da subito, dunque perché non approfittarne. Il perfetto revenge movie con protagonista l'ex assassino costretto a tornare in azione, ci regalerà ancora grandi scariche di adrenalina, a detta della Lionsgate, la casa di produzione e distribuzione del film, che ha confermato da pochi giorni non solo la lavorazione al quarto, ma anche al progetto per il quinto capitolo della fortunata saga. 

Keanu Reeves during "Bill & Ted's Bogus Journey" Hollywood Premiere at Hollywood Palladium in Hollywood, California, United States. (Photo by Ron Galella/Ron Galella Collection via Getty Images)
Keanu Reeves: 21 cose che (forse) non sapete di lui
Non solo bello e bravo, ma anche divertente e con un grande cuore. Ecco alcune curiosità sull'attore che potrebbero esservi sfuggite

Tutto ciò non appena il protagonista, Keanu Reeves, attualmente impegnato sul set di Matrix 4, darà disponibilità per le riprese. Quando si dice mettere le mani avanti. 
Presumibilmente a partire da inizio 2021 (Covid permettendo) entrambe le sceneggiature verranno affidate al regista Chad Stahelski, che girerà parallelamente i due film.

"Speriamo di riprendere sia John Wick 4 che 5 quando Keanu sarà disponibile all'inizio del prossimo anno." ha rivelato il CEO di Lionsgate, John Feltheimer. L’azione estrema è dunque ormai  diventata coprotagonista nei progetti cinematografici di Keanu Reeves, consacrato ancora una volta come eroe misterioso ed enigmatico del cinema dei nostri tempi.

Hanno scritto sul New Yorker: “Ha quel qualcosa che lo fa sembrare L’uomo che cadde sulla Terra. C’è qualcosa in lui, e in tutti i suoi ruoli, che lo fa sembrare come di un altro mondo; qualcosa di lievemente solenne e inspiegabile. Non importa che personaggio interpreti, è sempre se stesso. È chiaramente consapevole dell’impressione che suscita.”

E non possiamo che essere d'accordo.

Posted on 7 August 2020 | 2:06 pm

"È uno dei peggiori segreti di Hollywood" ha detto Jon Feltheimer, CEO di Lionsgate, annunciando l'ufficialità del progetto: Dirty Dancing avrà un sequel.

Il film culto con Jennifer Grey e Patrick Swayze, che nel 1987 ha letteralmente polverizzato i record di guadagni incassando 214 milioni di dollari contro i 5 milioni spesi, tornerà nei cinema con una nuova storia.

Dirty Dancing

Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Dirty Dancing
Jennifer Grey
Jennifer Grey, Patrick Swayze
Cher, Jennifer Grey
Jennifer Grey, Patrick Swayze
Jennifer Grey, Patrick Swayze

Due le certezze: la prima è che rivedremo Jennifer Grey che ha deciso di prendere parte alla pellicola non solo nei panni di attrice ma anche in di quelli di produttrice esecutiva. La seconda è il regista che prenderà le redini del progetto: stiamo parlando di Jonathan Levine che, recentemente, ha diretto Seth Rogen e Charlize Theron nella commedia Non succede, ma se succede...

Dirty Dancing
Dirty Dancing

Oltre ai nomi dei nuovi attori protagonisti, manca ancora una figura indispensabile per la buona riuscita del film: l'autore della colonna sonora. E solo quando sentiremo risuonare le note della nuova (I've Had) The Time of My Life, potremo tornare a dire che nessuno può mettere Baby in un angolo. 

Posted on 7 August 2020 | 10:30 am

L'outfit con camicia (very hot) di Emily Ratajkowski

Qui ben poco è lasciato all'immaginazione. Sappiamo bene che Emrata non ha remore nel mostrare il proprio corpo: molti conoscono ogni centimetri della sua pancia piatta messa in vista da micro top, mentre profondissime scollature mostrano le forme generose. 

Moda autunno inverno 2020: t-shirt e top a rete

Christian Vierig

Questa volta, però, il look sexy è ottenuto indossando una camicia di jersey a fantasia: il modello ricorda quelle vintage anni 70, a eccezione del colletto che ha punte regolari. La fantasia si rifà ai wall dell'interior design dell'epoca, così come la cromia: marrone, arancione e panna si rincorrono in un pattern geometrico. 

outfit camicia Emily Ratajkowski look sexy

Jackson Lee / SplashNews.com

Salta all'occhio come Emily Ratajkowski ha indossato la camicia: l'outfit è giocato sulla sbottonatura che mostra seno, trattenuto in un bra di pizzo, e ombelico. Lo styling si completa con un paio di pantaloni larghi, un paio di sneakers e una borsa di nylon Prada. Il look è stato scelto semplicemente per portare fuori il suo cane Colombo, in Central Park…

Posted on 7 August 2020 | 10:00 am

È tornato l'amore nella vita di Bradley Cooper? E, se sì, il suo nome è forse quello di Jennifer Garner? A suggerire la nascita di questa nuova coppia è il magazine TMZ che ha pubblicato una serie di scatti rubati sulla spiaggia di Malibu.

Nelle fotografie si vedono Bradley Cooper e Jennifer Garner condividere una giornata fatta di sorrisi e felicità in compagnia della piccola Lea De Seyne che l'attore ha avuto con la ex compagna Irina Shayk (da cui si è separato l'estate scorsa).

Jennifer Garner e Bradley Cooper

Jennifer Garner e Bradley Cooper

Jennifer Garner e Bradley Cooper
Larry Busacca

E se Bradley, dall'addio a Irina è sempre rimasto single, ora anche Jennifer, che dopo il divorzio da Ben Affleck ha frequentato l'imprenditore John Miller per due anni, sta vivendo un momento di pausa dalle relazioni sentimentali. Certo, il pomeriggio insieme potrebbe essere stato semplicemente una belle rimpatriata tra amici, dato che Jen e Bradley si conoscono dai tempi in cui hanno diviso il set di Alias, oppure potrebbe essere qualcosa di più. In fondo, se son rose fioriranno. Anche sotto il sole di Malibu.  

Posted on 7 August 2020 | 9:41 am

Avete voglia di ri-energizzare il vostro guardaroba con brand che condividono i vostri valori morali? Anche noi. Dalla nuova generazione di stiliste protagoniste della scena all’unirsi ai ranghi della rivoluzione sostenibile della moda resale; ci sono nuovi motivi di essere speranzosi e ottimisti rispetto a ciò a che indossiamo.

Ecco cinque modi per infondere speranza al vostro guardaroba quest’estate.

1. Porsi le domande giuste

Se c’è una lezione da accogliere dalla moda degli ultimi mesi è che le scelte che compiamo rispetto ai brand fanno la differenza. Quando si tratta di esercitare il proprio potere d’acquisto, porre le domande giuste conta, tanto quanto fare un po’ di ricerche. Il vostro brand preferito si fa promotore di una diversità autentica davanti e dietro l’obiettivo della macchina fotografica? Nel caso di una grande maison di moda, qual è l’etica dei grandi sostenitori finanziari che la appoggiano? E dove sono prodotti i capi e in quali condizioni di lavoro negli stabilimenti produttivi? Man mano che entriamo in una nuova era dove la trasparenza di label indipendenti come Dôen e Story mfg diventerà sempre più la norma, e l’economia globale incassa un duro colpo, a chi diamo i nostri soldi e la nostra lealtà morale ora andrà a definire il sistema moda di domani. Iniziate in piccolo: darsi anche un solo obiettivo fashion al mese può mettere in moto un cambiamento collettivo.

Il brand slow fashion Story mfg è stato fondato nel 2013 dai coniugi inglesi Saeed e Katy Al-Rubeyi

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Il brand slow fashion Story mfg è stato fondato nel 2013 dai coniugi inglesi Saeed e Katy Al-Rubeyi
Courtesy of Story mfg

2. L’indipendenza del resale

A proposito delle modalità di acquisto della Gen Z (e di come arrotonda con secondi lavori e attività extra), gli ultimi mesi si sono dimostrati essere un periodo di grandi cambiamenti. L’attuale boom del resale, che ha registrato un forte ingresso sul mercato di capi e accessori pre-loved, offre sia all’acquirente che al venditore un livello rivoluzionario di autonomia, che dimostra come l’imprenditorialità di questa nuova era possa fare da forza motrice per un movimento di moda sostenibile locale. Che sia questo il fatidico punto di svolta nel rapporto tra le culture giovanili e la moda fast fashion? Lo speriamo davvero.

Vogue Hope: 26 edizioni di Vogue insieme per la prima volta
Nei suoi 128 anni di storia Vogue riunisce per la prima volta tutte le 26 edizioni cartacee in segno di solidarietà attorno al tema della speranza. Mentre il mondo attraversa un cambiamento epocale, ecco com'è nato questo progetto pionieristico e cosa significa “Hope” per la global family di Vogue

3. Il designer e il suo percorso

Sia che si tratti del vincitore del premio LVMH, Peter Do che apporta le ultime cuciture alla collezione primavera estate 2021, di Kenneth Ize che documenta da vicino il potere dell’artigianato nigeriano o delle sperimentazioni col gesso e la creta di Maryam Nassir Zadeh, il 2020 ci ha offerto l’opportunità di prender parte ai procedimenti creativi della moda tenuti un tempo in gran segreto. Se vi siete mai chieste dove e come sono realizzati i vostri capi, attualmente le menti più brillanti del fashion vi invitano nei loro studi, ai fitting e presso gli atelier artigianali aggiungendo un tocco di gioia all’intero processo.

Courtesy of Peter Do

4. Dal battage mediatico all’azione

Dalla direzione artistica della designer londinese Mowalola Ogunlesi per il progetto Yeezy Gap a brand DIY come Rua Carlota e Fancy Club con drop letteralmente da tener d’occhio o rischiate di perderveli, in fatto di nuove protagoniste femminili della moda c’è molto da celebrare. Che abbia inizio il regno della prossima generazione di talenti!

5. Relax

Il nostro ultimo consiglio (per il momento) in fatto di speranza ‘da indossare’ è di non limitarsi a raccogliere i frutti di un’azione ben fatta – sappiamo tutti che gli acquisti upcycle sono il vero must del guardaroba del 2020 - ma di prendere nota, e farsi contagiare, anche dal nuovo ritmo più rilassato della moda. Indipendentemente dal vostro genere o dallo status, i capi chiave del momento sono quelli che ci permettono di camminare o andare in bicicletta liberamente e di presentarsi per un incontro su Zoom senza problemi. Ora che la nostra attenzione si è spostata sui risvolti pratici del vestirsi per affrontare uno dei periodi più duri della storia recente, c’è stata una sorta di rivoluzione pacata nei nostri armadi, che stanno diventando più egualitari che mai. Shorts sportivi genderless, sneaker riciclabili e pantaloni cargo, provenienti direttamente dai primi anni del 2000 (eh, sì, ora tutte quelle tasche sono essenziali per portare sempre con sé il gel disinfettante per le mani), rappresentano l’uniforme della generazione che si è tirata su le maniche e ha perseverato quando sperare sembrava impossibile.

Posted on 7 August 2020 | 9:29 am

La terribile esplosione che ha colpito Beirut in Libano ha provocato danni profondissimi in una città dall'equilibrio molto delicato. Le difficoltà che tutto il mondo sta vivendo per via della pandemia, avevano già aggravato la situazione della città libanese, che è stata così messa ulteriormente alla prova. In questo 2020 pieno di momenti davvero complessi, anche i designer stanno combattendo per trovare soluzioni alternative, per lavorare nonostante le restrizioni e per portare avanti i propri brand, reinventandosi costantemente e cercando di adattarsi a una realtà inedita e precaria, visti i continui e imprevedibili cambiamenti. Questo nuovo e inaspettato evento rappresenta un durissimo colpo per i designer libanesi che ora hanno perso uffici e atelier, andati completamente distrutti per la potenza dell'impatto che ha raggiunto anche i quartieri più lontani dal porto della città di Beirut, dove l'esplosione si è generata. Dare un supporto a questi designer, spesso seguiti da Vogue Talents fin dagli esordi, diventa un imperativo morale, e per loro potrebbe almeno rappresentare un piccolo sostegno. Vi indichiamo alcuni nomi di designer libanesi di talento nella speranza che questo possa aiutarli, anche solo nella forma di un supporto morale. 

Ashi Studio è il brand lanciato nel 2007 da Mohammed Ashi con l'obiettivo di portare nell'Haute Couture un mix cosmopolita di riferimenti che partono inevitabilmente dalla cultura araba. I volumi teatrali e le decorazioni intricate sono sicuramente l'elemento distintivo del brand. 

Krikor Jabotian ha fondato il suo brand omonimo a soli ventitré anni, trasformandolo in un'impresa familiare grazie al supporto del padre, la madre e la sorella che lavorano al suo fianco. Gli abiti incredibilmente voluminosi, fatti di stratificazioni scultoree sono preziose creazioni appartenenti a un'alta moda moderna e di impatto. 

La homepage del sito di Bazaza, brand di Hussein Bazaza, si apre con un cuore che riempiendosi svela i contenuti creati dal designer. La passione è sicuramente uno dei motivi che ha spinto Bazaza a creare il suo brand e a portarlo avanti, ottenendo diversi riconoscimenti tra i quali la vittoria a Who is on Next? Dubai, concorso organizzato da Vogue Italia. 

Roni Helou con il suo brand omonimo sostiene l'idea di un approccio responsabile attraverso l'utilizzo e il recupero di tessuti di scarto e vintage, evitando così la produzione di nuovi materiali. Il suo design moderno fonde insieme un'estetica androgina con dettagli a contrasto che ne evidenziano il forte eclettismo. 

Salim Azzam collabora con le donne del suo villaggio d'origine per raccontare, attraverso ricami realizzati con tecniche antiche, delle vere e proprie storie, usando i suoi capi come le pagine di un libro. Tutto è realizzato tra i monti del Libano dove racconti rurali diventano decori che condivide così con il mondo. 

Il designer Eric Mathieu Ritter ha fondato il brand Emergency Room con l'obiettivo di creare una reale alternativa al fast-fashion. L'idea è quella di concentrarsi sulla tecnica dell'upcycling applicandola a materiali insoliti, come tovaglie e lenzuola, che così diventano capi unici. 

Dima e Tania Nawbar sono le fondatrici de L'atelier Nawbar, brand di gioielli che rappresenta la prosecuzione di una lunga tradizione familiare nell'oreficeria. Le designer infatti hanno raccolto il ricordo del lavoro del nonno prima e del padre poi, divenendo le prime donne designer nella dinastia Nawbar. 

George Azzi e Assaad Osta si sono conosciuti alla ESMOD di Beirut nel 2004 e da quel momento il loro forte legame non si è più sciolto. Hanno infatti dato vita nel 2010 al brand Azzi & Osta, che spazia da creazioni di Haute Couture e Bridalwear fino a capi di ready-to-wear, tutti caratterizzati da un'artigianalità di altissimo livello. 

Le scarpe di Andrea Wazen sono disegnate e realizzate a Beirut. Il suo stile giocoso rende modelli classici come mules, sandali e ankle boots freschi e contemporanei, grazie a piccoli dettagli che ne fanno emergere la forte e decisa personalità. 

Amine Jreissati è il fondatore del brand genderless Boyfriend, nato nel 2017. L'idea su cui si basa è quella di proporre dei capi basici che uomini e donne potrebbero indossare abbinandoli in numerosi modi differenti. Questo grazie a uno stile minimale che trae ispirazione da un'estetica urban.

Thym è il brand della designer Rebecca Zaatar che dopo una lunga esperienza da Elie Saab ha deciso di creare il suo marchio nel 2016. La ricca estetica, che caratterizza tradizionalmente i designer libanesi, viene tradotta in un design contemporaneo con l'obiettivo, dichiarato dalla designer, di vestire tutti i tipi di donna. 

Infine Vanina è il brand del duo formato da Tatiana Fayad e Joanne Hayek. Nato originariamente come marchio di gioielli si è costantemente evoluto, andando a includere accessori e abbigliamento. Il tutto realizzato a mano in Libano e distribuito su scala internazionale.  

Nell'ambito del supporto ai designer libanesi va sicuramente menzionato il Creative Space Beirut, una scuola gratuita per tutti coloro che vogliono studiare fashion design, dedicata a chi ha del talento, ma si trova in una posizione difficile. Questo spazio quindi offre una possibilità a quei giovani che desiderano davvero percorrere questa strada, pur non avendo i mezzi per farlo. 

Sempre nell'ottica del sostegno, offerto soprattutto ai designer che provengono da Paesi medio-orientali e dal mondo arabo, è necessario fare riferimento allo Showroom Maison Pyramide che attraverso un rete globale di contatti crea opportunità per una accurata selezione di creativi, con un'attenzione particolare per coloro che scelgono un approccio responsabile. 

Posted on 7 August 2020 | 8:14 am

Vacanze in montagna: gli indirizzi alpini per toccare il cielo con un dito

Dopo le mete di mare in barca e in Salento, e dopo l'Abruzzo, e la Val d'Aosta, ecco la nostra lista di resort immersi nella natura, con scenografico affaccio sulle Alpi, dove fare pace con se stessi, trovare Spa da sogno con trattamenti unici oppure dormire sotto le stelle. E c'è anche un Eden per i bambini. 

Austria. Il Bio Hotel Stanglwirt (e la sua piscina)

A pochi passi da Kitzbühel lo Stanglwirt  è un luogo straordinario per la sua unicità, tanto da essere inserito, primo e unico hotel dell’Austria, nella Gold List Condé Nast Traveler’s dei 140 migliori hotel del mondo. Negli oltre 12.000 mq dedicati al benessere, che includono la piscina salata privata più grande d’Europa, una piscina olimpionica e un’esclusiva Detox Lounge dove le pareti in lichene naturale stabilizzato donano benessere psicofisico, la Green Herbal SPA è uno scrigno di piacere. In cui è difficile scegliere tra i trattamenti basati sulle piante locali, in parte coltivate nel resort, e i trattamenti di medical wellness, tanto amati dalle star di Hollywood, firmati dalla guru della bellezza Barbara Sturm. Le Kardashian ed Ellen Pompeo sono estimatrici dell’Hollywood Secrets, a base di cosmetici molecolari in grado di attivare l’enzima dell’immortalità e rendere la pelle giovane, compatta e sana. 90 minuti di puro piacere e con risultati duraturi nel tempo.

Hotel Stanglwirt
Hotel Stanglwirt
Paul Dahan

Alto Adige. Villa Eden, una Spa retreat a Merano

Un luogo di pace e benessere dove rigenerarsi e ritrovare il piacere di stare nella propria pelle. Villa Eden Leading Park Retreat di Merano, parte di Small Luxury Hotels of the World, il primo hotel in Europa classificato come Covid Safe Hotel, è anche e soprattutto una Spa Retreat e un centro di longevità tra i migliori d’Europa. Ed è proprio grazie all’equipe di specialisti della Medical Spa che oggi è possibile scegliere, tra le tante proposte, il programma Covid Immunoplus che mira ad irrobustire il sistema immunitario con Ossigeno Ozono terapie, flebo di vitamina C, oltre a terapie IV Energy, ossia iniezioni intravenose di un complesso multivitaminico personalizzato. Ma il benessere qui passa anche attraverso percorsi olistici  della kinesiologia applicata con il Touch for health, il riallineamento spirituale che interviene sugli squilibri fisici in modo da bilanciare il sistema energetico. Perché mai come in questo momento la vacanza è sinonimo di lusso, relax e profonda rigenerazione interna. 

Villa Eden
Villa Eden
Wolkersdorfer_Gerhard

Alto Adige. Adler Lodge Ritten, il rifugio nel bosco

Un rifugio nell’incanto del Renon, un classico delle vacanze in montagna, tra alberi profumati, Spa nel bosco e chalet sul lago, dove la natura detta i tempi. L’Adler Lodge Ritten è interamente realizzato in bio-edilizia, con materiali naturali perlopiù locali, divenendo esso stesso parte del paesaggio. Un luogo rilassante, perfetto come fuga da tutto, in cui le suite e gli chalet, dotati di biosauna, caminetto ed ampie vetrate aperte sulle cime delle Dolomiti e sul laghetto naturale, si fondono nella natura. Un interior che parla di Arte africana e dei nativi d’America, tocchi in stile alpino, arredi classici e di artigianato locale, uno stile eclettico ed unico di cui ci si innamora. Oltre l’infinity pool di acqua salata, oltre un’area benessere incastonata nel bosco, la Spa, ovviamente vista monti, è una promessa che diventa realtà. In cui i trattamenti ADLER Lodge Signature Treatment, sviluppati all’insegna della natura montana con profumi alpini ed erbe curative, seguono antichi rituali.

Adler Lodge Ritten
Adler Lodge Ritten
Thaddaeus Salcher

Svizzera. Badrutt’s Palace Hotel, yoga anche per i piccoli

Al Badrutt’s Palace Hotel, parte di The Leading Hotels of the World  nel cuore di St. Moritz, i giorni si susseguono spensierati anche per i piccoli ospiti. Qui ogni sentiero è un’avventura, e le passeggiate a tema come la Via dei fiori di Heidi a Salastrains, l’Itinerario a Piedi Nudi a Celerina, o la Via dell’Acqua di Furtschellas sono perfette per i bambini. In hotel il tempo trascorre tra la piscina, coperta per le giornate di pioggia, ed esterna quando c’è il sole, sui campi da tennis, oppure al Palazzino, il kids’ club dove sbizzarrirsi tra mille attività, dai workshop in cucina alla caccia al tesoro. Voglia di un tour in barca? Niente di meglio che salire a bordo  dell’elegante Palace Sailing Boat, ed esplorare  il lago dall’acqua. Ma la vera chicca qui sono i  massaggi agli oli organici pensati appositamente per i bambini e le sessioni di yoga che uniscono gli spunti di meditazione e di consapevolezza fisica a momenti di gioco.

Badrutt's Palace Hotel
Badrutt's Palace Hotel

Alto Adige. Al Forestis Dolomites con gli occhi al cielo stellato

Aperto da pochissimi giorni, il Forestis Dolomites parte di Small Luxury Hotels of the world, è un luogo di pace e di armonia immerso nel profumo del bosco ed è già un highlight dell’estate 2020. Circondato da fitti boschi di conifere, a 1.800 m d’altitudine, il luxury retreat, tutto all’insegna di materiali naturali e pregiati come la pietra, il vetro, i morbidi tessuti e il legno, ha pure una vista spettacolare sulle Dolomiti. Delle 62 suite, alcune si trovano nelle tre torri di legno. Ed è proprio in una di queste Suite Tower che si può dormire open air sotto le stelle in assoluta libertà e in assoluta sintonia con la natura circostante. Nella Spa di 2.000 m i trattamenti si basano sul cerchio degli alberi associando i quattro elementi naturali ad altrettanti alberi: il pino mugo, l’abete rosso, il larice e il pino cembro.

Forestis Dolomites
Forestis Dolomites

Trentino. Lefay Dolomites, una Spa suite vista monti

Gemello del Lefay Resort & Spa Lago di Garda, il Lefay Dolomites a Pinzolo è il luogo in cui natura, lusso e bellezza incontaminata convivono armoniosamente. Tra le varie suite realizzate con tessuti naturali, legno di rovere, castagno e pietre locali, le SPA Suite sono il massimo della privacy grazie ad un’intera zona benessere privata con vasca idromassaggio, doccia e sauna. E nella  Royal Pool & Spa Suite si trova anche un’infinity riscaldata. Tempio del benessere dove rigenerare i sensi e l’anima con una Spa estesa su 4 livelli, qui i trattamenti Signature comprendono rituali di estetica energetica viso e corpo e soprattutto i Profumi del Bosco,  un viaggio sensoriale in cui si sprigionano profumi di bosco, essenze sempreverdi e fiori alpini. 

Lefay Dolomites
Lefay Dolomites
Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Sales season is in full swing but, before buying on impulse thinking we are making the bargain of a lifetime, we recommend you take a look at our guide to the best men’s fashion sneakers to buy online in the sales.

White Sneakers

Valentino Garavani

Valentino

Valentino Garavani
Gorunway

The sneakers from Valentino Garavani feature a VLTN logo, a recurring element in the recent menswear collections by Pierpaolo Piccioli. The monochrome style will not go out of fashion at the end of the season, and the leather waterproof design will come handy under the first autumnal rains.

Versace

Versace

Versace
Gorunway

The Squalo sneaker we spotted on the Versace men’s runway stands out for its two-tone sole, the wavy design and the signature greek motif of the house. The Squalo is among the most coveted shoes of 2020 and some of the styles are already for sale at a reduced price on the house’s official website versace.com.

Givenchy

Givenchy

Givenchy
Gorunway

The new Spectre sneakers from Givenchy (already featured in our edit of men’s shoes for 2020) is like a glove enveloping the foot up to the ankle. The soft nylon upper is waterproof yet breathable and features a grip sole and elements inspired by outdoor apparel.

Other men’s fashion sneakers to look for in the sales online

Acne Studios

Acne Studios

Acne Studios
Gorunway

The N3W men’s sneakers from Acne Studios feature a mesh upper that shows through the foot or the sock. The design is already available at a reduced price on a number of websites (see ssense.com) and is the brand’s offering also for the next season. Its latest sheer PVC edition is now sold out on the label’s official website acnestudios.com.

Marcelo Burlon County of Milan

Marcelo Burlon

Marcelo Burlon County of Milan
Gorunway

The C-Run 3000 design from Marcelo Burlon to look for in the sales comes in Klee blue, which the designer has chosen as County of Milan’s new distinctive shade. You might even found them on sale online at (almost) half the price.

Off White

Off White

Off White
Gorunway

Finally, the last 2020 men’s sneakers we suggest to look for in the online sales is an Off White design, a provocation for all Virgil Abloh fans who are aware they might find the shoes at a higher price on some reselling portal, and not discounted, as they probably dream of.

Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Il mondo non ha mai affrontato nulla di simile alla pandemia globale di coronavirus. La misteriosa malattia simil-influenzale, apparsa in Cina sul finire del 2019, alla fine di marzo 2020 aveva messo in lockdown metà della popolazione mondiale. Per quasi quattro miliardi di persone, stare confinati nel soggiorno di casa cercando di comprendere che il contatto sociale poteva valere una sentenza di morte è diventato il nuovo andare fuori. Com’era prevedibile, molti hanno cercato conforto nel mobile bar, annebbiando con la birra la dura realtà del 2020.

Confessioni
Dua Lipa racconta le difficoltà del suo lockdown
Ospite del podcast Gurls Talk della modella e attivista Adwoa Aboah, la cantante ammette le difficoltà del lockdown e offre sei consigli personalissimi su come tenere salda la salute mentale in questa pandemia

Mentre il commercio al dettaglio toccava le cifre più basse da quando vengono registrate, le vendite dell’alcol sono andate alle stelle. Negli Stati Uniti, le vendite dei superalcolici hanno avuto l’impennata maggiore. A confronto con lo stesso periodo di nove settimane del 2019, le vendite del gin sono aumentate del 42,5 per cento. Nel Regno Unito, i supermercati hanno riportato una crescita di un terzo delle vendite di alcol. Era facile credere che il mondo stesse superando il trauma della pandemia con l’aiuto dell’alcol. Ma per chi non beve, il lockdown nel mezzo di una crisi sanitaria globale ha rappresentato un problema ulteriore.

Foto Jamie Spence

Row of table with upside down chairs in restaurant due to city lockdown during pandemic of Covid-19 virus to stop infection spreading crisis.

Foto Jamie Spence
Photography Techa Tungateja

Ancore di salvezza sparite

Una cosa che ho imparato presto quando ho deciso di smettere di bere è che non c’è un modo corretto di essere sobri. Alcuni scelgono di andare alle riunioni degli Alcolisti Anonimi (AA) o di Narcotici Anonimi (NA), altri vanno a disintossicarsi nei centri specializzati, altri ancora si dedicano ossessivamente all’esercizio fisico. Ognuno fa quello che funziona per lui. Ma una cosa importante che ci accomuna quasi tutti, qualunque percorso abbiamo deciso di seguire, è trovare dei modi di riempire il tempo che guadagniamo quando non beviamo più. Quelle attività, che sia una riunione o una lezione in palestra, possono essere delle ancore di salvezza per noi. E quando è arrivato il lockdown, molte di esse ci sono state sottratte da un giorno all’altro.

A Londra, il servizio di call center di Alcolisti Anonimi – che riceveva fino a 2500 chiamate a settimana – è stato sospeso e le 900 riunioni in presenza che avrebbero dovuto tenersi ogni settimana nella sola capitale hanno chiuso le porte. Comprendendo tuttavia che per alcune persone che partecipavano al programma queste riunioni erano questione di vita o di morte, AA è subito passata al digitale, adattandosi molto più velocemente di molte aziende nello spostare le riunioni dagli spazi fisici di case e chiese agli spazi virtuali di Zoom e Skype. Un vantaggio era che alle riunioni online poteva prendere parte un maggior numero di persone, fino a 40 partecipanti da ogni area del paese per ogni singola seduta. Ma non tutti i membri della comunità di sobri vanno alle riunioni.

Socializzare riempiva gran parte della mia vita prima della sobrietà. Lavoravo nell’industria dello spettacolo, che comportava alti livelli di socializzazione. Le riunioni si facevano bevendo un drink, i contratti si stipulavano nei privè bui di club esclusivi, e stare “fuori” per me era molto più normale che stare dentro. Ai tempi delle feste, non ho ricordi di aver passato due giorni di fila in casa. Mai. E la mia vita da sobrio non era meno attiva.

All’inizio del mio percorso verso la sobrietà, ero andato a prendere un caffè con un amico, il DJ Fat Tony, una persona che è diventata un grande esempio di riabilitazione dall’alcolismo, e gli avevo chiesto che diavolo avrei dovuto fare di tutto quel tempo che avevo improvvisamente a disposizione da quando avevo abbandonato la vita da festaiolo. D’un tratto, ventiquattr’ore sembravano un tempo molto, molto lungo. Mi aveva detto di considerare tutte quelle nuove ore una benedizione, un tempo da usare per vivere – ed era esattamente quello che avevo fatto. Ogni giorno prendevo una penna e scrivevo tutto quello che volevo fare, dal provare un nuovo caffè sulla strada per andare al lavoro a iscrivermi a un nuovo bizzarro corso in palestra. Quella tecnica di riempire tutto il tempo che avevo correndo in giro a fare cose funzionava, per me. Perdere quella via di fuga è stata dura.

Solo in mezzo a una folla

Nel periodo in cui l’unico modo di socializzare era attraverso uno schermo, questo significava sempre guardare persone che bevevano. Per chi non beveva, i cocktail party su Zoom e i Quarantini all’ora di pranzo spesso sembravano una cosa di cui non potevamo far parte, il che aumentava il senso di isolamento che la pandemia ci procurava. 

Ho provato a fare dentro alcune delle cose che facevo fuori, con poco successo. Dopo giorni di ricerche, sono riuscito a procurarmi un paio di kettlebell e una Cyclette, ma allenarsi a casa non era la stessa cosa che andare in palestra. Ho scoperto che odio cucinare. Un giorno in cui ero particolarmente giù di morale ho ordinato un vaporizzatore per olio CBD su Amazon, ma stare seduto da solo in salotto a fumare una batteria mi sembrava imbarazzante proprio come temevo sarebbe stato.

Foto Jamie Spence

Woman working from home at night

Foto Jamie Spence
Photography Justin Paget

Gli ultimi mesi sono stati un’altalena di emozioni. C’erano giorni in cui mi sentivo soddisfatto e fortunato a non dover affrontare la più grande crisi della mia vita intrappolato in casa con i postumi da sbornia. Altri in cui invece quella lucidità metteva in luce il fatto che non c’era più un posto per nascondersi. Non potevi più staccare il cervello dopo un paio di bicchieri di vino, il flusso di cattive notizie era incessante e non avevi niente per attutire il colpo. Sapere che altri l’avevano, che fosse sano o no, mi faceva sentire alquanto invidioso. Ma l’emozione più grande con cui ho dovuto lottare è stata la sensazione costante di essere tagliato fuori; è stata dura, molto più dura di quanto fosse mai stata la sobrietà prima del Covid-19. Ora che il lockdown si è allentato e il mondo lentamente riparte, quella sensazione non se ne va. I drink su Zoom sono diventati drink al parco. E i nuovi discorsi sono “Quali bar hanno riaperto?”. Tutte cose di cui non mi sento parte.

Il Coronavirus ha spinto molte persone a farsi domande importanti sul proprio rapporto con l’alcol. Mentre alcuni si chiedono se non abbiano bevuto troppo negli ultimi mesi, il Sud Africa ha bandito le vendite di alcolici per impedire che gli ospedali venissero inondati di ricoveri collegati all’alcol. Durante il lockdown ho fatto il record di 600 giorni senza alcol e posso dire con assoluta certezza che è stato il periodo più difficile del mio percorso verso la sobrietà. Quella sensazione di non essere invitato alla festa ha scatenato problemi che ci ho messo molto a risolvere. Ma adesso che si sta tornando a una sorta di normalità, sono grato di non dover affrontare la pandemia globale con i postumi da sbornia.

Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Beyoncé, 38 anni, ci ha dimostrato la sua genialità fin dall’uscita di No, No, No delle Destiny’s Child nel 1997, e in occasione dell'uscita di Black Is King – il nuovo visual album ispirato a Il Re Leone su Disney+ dal 31 luglio – è evidente che il suo potere sta tutt’altro che diminuendo. Nel 2014, è stata al vertice della lista di Time magazine dei personaggi più influenti e nel 2018 il programma della BBC Radio 4 Woman’s Hour l’ha nominata donna più potente della musica. Tra le sue hit, Formation, If I Were a Boy, Crazy In Love, Baby Boy e molte, molte altre.

Nel suo ultimo decennio di carriera, Beyoncé è entrata sempre di più nella sfera politica, trasponendo le ideologie di scrittrici come Chimamanda Ngozi Adichie e Audre Lorde nei suoi video musicali. La veemenza delle sue posizioni più esplicite degli ultimi anni è stata oggetto sia di celebrazione che di critica. Ma, da qualsiasi parte stiate, ecco le nove ragioni per cui i 23 anni di carriera della superstar sono socialmente, politicamente e culturalmente rilevanti e perché la cantante ha acquisito un potere enorme come attivista per il cambiamento.

1. Non smette mai di evolversi

È facile dimenticare che Beyoncé è passata attraverso numerose iterazioni durante la sua vita pubblica. L’era di Queen Bey ha coperto per ora tre decenni e la star ha brillato dalla sua prima girl band, le Girl’s Tyme, in mimetica durante gli anni di Survivor con le Destiny’s Child, fino ad arrivare quella performance al Coachella nel 2018.

Con gli anni, si è evoluta anche la sua personalità, da adolescente timida fino ad arrivare a ringraziare una presentatrice per aver puntualizzato che comunque, lei era Beyoncé, le sue shade compilation su YouTube sono ormai un genere a sé. Non ci stanchiamo mai neanche dei video buffi delle Destiny’s Child, come quello in cui viene chiesto loro in quale animale si trasformerebbero, se potessero (Beyoncé aveva scelto una balena, per vostra informazione, un attimo prima di gelare con lo sguardo Michelle per una battuta spinta).

2. Innova sempre

Nel corso della sua carriera, Beyoncé ha essenzialmente sparigliato le carte in molti modi. Nel 2013, è stata ampiamente riconosciuta come la pioniera dell’ ‘album drop’ quando ha fatto uscire il suo quinto disco, Beyoncé, senza annunciarlo. Abbiamo tutti perso la testa. Una dissezione del suo matrimonio con Jay-Z, questo album raffinato e sensuale era anche una più aperta e personale celebrazione della sua sessualità. Il disco ha anche lanciato nel mainstream l’idea del ‘visual album’ – ogni singola canzone era accompagnata da un cortometraggio.

Il suo approccio alla musica è incredibilmente stratificato. Homecoming di Beyoncé è stato ribattezzato dai critici del New Yorkergesamtkunstwerk’, o un’opera ‘totale’, che comprende musica, arti visive, teatro, spettacolo, danza, ecc. Come si è visto al Beychella, la Sig.ra Knowles ha iniettato innovazione, energia, spettacolo e politica nella performance live - ogni pausa era un cambio di arco narrativo, costumi e coreografia.

3. Ha una fanbase devota

La star si è costruita una fanbase fedelissima nel corso degli anni. Nel 2011, i più infervorati tra i fan si sono ribattezzati ‘BeyHive’ e hanno presto mostrato di essere una forza su cui può contare. È a causa loro che procurarsi dei posti ai suoi concerti è quasi impossibile: nel 2016, l’annuncio del tour di Formation ha fatto collassare il sito di B prima di vendere un milione di biglietti in 48 ore.

Quello del 2013 The Mrs. Carter Show World Tour è stato il più grande successo di tutti i tempi. Il gruppo di superfan si è dimostrato davvero tosto, specialmente rispetto alle critiche. Nel 2015, Kid Rock ha fatto la scelta infelice di criticare la musica e l’aspetto della star (dichiarando: “Per me Beyoncé non ha ancora una fottuta Purple Rain”) e gli Hive si sono immediatamente avventati sui suoi canali social, inondando le sezioni dei commenti con infiniti emoticon di api. Per tormentare ulteriormente il cantante rock, i fan si sono segnati la data e, da quel momento, hanno reso l’infestazione di api social un affair annuale. I critici della Regina vengono spesso avvertiti con un “non far arrabbiare i BeyHive”.

4. Impegno politico e sociale

Bey ha dimostrato di non aver paura di affrontare questioni sociali e politiche. Nel febbraio 2016, la star ha pubblicato Formation, una canzone in cui Beyoncé riconosce e celebra esplicitamente la blackness con testi come, “Mi piacciono i miei baby hair e i miei capelli afro / Mi piace il mio naso negro con le narici Jackson Five”. Il video della canzone, che ha vinto un Grammy come Miglior Video Musicale, faceva riferimento anche all’uragano Katrina e alle proteste di Ferguson.

Beyoncé esegue la canzone dal vivo al Super Bowl 50 Halftime Show il giorno dopo l’uscita, accompagnata da ballerini con capelli afro e berretti delle Pantere Nere, in chiaro supporto al movimento Black Lives Matter. “Il contro della canzone è ricordarci che la giustizia economica è una componente chiave del processo di liberazione”, ha twittato l’attivista per i diritti civili DeRay McKesson dopo la performance.

5. Fama e ricchezza senza precedenti

Nell’anno 2020, Beyoncé è una delle artiste più riconosciute al mondo. Ed, essendo una delle celebrità più pagate del pianeta, con una manciata di Grammy, case da milioni di dollari e una linea di abbigliamento che porta il suo nome, il suo valore è stimato per 400 milioni di dollari.

Certamente, l’approccio della cantante al denaro le è valso anche delle critiche: nel testo di Formation ci sono espressioni come “la migliore vendetta è quello che hai”, e in un articolo molto critico su Lemonade l’attivista e autrice Bell Hooks descrive l’album come una “macchina da soldi capitalista allo stato puro”. Questo ha portato molti fan anti-razzisti a chiedersi: come influisce la ricchezza della star sulla sia visione politica?

Beyoncé: 10 sue canzoni (meno conosciute) da ascoltare adesso
A pochi giorni dall’uscita del nuovo album “visual” Black is King alla fine di luglio, passiamo in rassegna il vecchio repertorio di Queen B

6. Filantropia

Non tutti i soldi dell’artista, o quelli del marito Jay-Z, anche lui miliardario, restano a ingrassare i loro conti in banca. Queen Bey ha spesso tirato fuori il portafoglio nei casi di crisi sociali e disastri. Ha creato la Survivor Foundation nel 2005 con la compagna di Destiny’s Child Kelly Rowland in risposta all’uragano Katrina, e durante la pandemia ha donato 6 milioni di dollari a servizi di salute mentale.

Ha inoltre creato un ente di beneficienza a suo nome - BeyGOOD — che, tra le altre cose, offre borse di studio universitarie, acqua potabile per comunità all’estero, test e assistenza per il coronavirus. Ha anche due borse di studio a suo nome. Come riconoscimento di questo lavoro, Beyoncé ha ricevuto il BET Humanitarian Award nel 2020.

7. Creare piattaforme per la cultura e la storia dei neri

Un aspetto rilevante della performance di Beyoncé al Coachella, che ha definito la sua carriera, immortalato nel documentario making-of Homecoming, è la quantità di accenni a scrittori, studiosi, musicisti e attivisti neri. Lo spettacolo torna più volte sul tema delle università storicamente nere e sull’importanza di un’istruzione condotta dai neri, e fa riferimento al lavoro di scrittrici femministe nere tra cui Chimamanda Ngozi Adichie, Audre Lorde e Maya Angelou.

Beyoncé backstage at Coachella, 2018.
Beyoncé backstage at Coachella, 2018.
Courtesy of Parkwood Entertainment

Per quel che riguarda la musica, si trovano pezzi di storici artisti neri, da Sister Nancy a Frankie Beverly, remixati e rielaborati negli accompagnamenti. Il tutto pare in linea con il crescente impegno dell’artista nelle questioni sociali – dopo tutto, il riconoscimento del contributo delle persone nere alla cultura e alla storia, è un atto politico.

8. Il potere comporta grandi responsabilità

Se da un lato è stata elogiata per il modo in cui ha incorporato la blackness al suo lavoro, dall’altro è stata messa sotto attento scrutinio. Circa il nuovo disco Black Is King, alcuni membri della diaspora africana hanno espresso preoccupazione sull’eventualità che il visual album possa potenzialmente offrire una rappresentazione sbagliata della cultura africana.

Lo user di twitter @kayechukwu ha descritto alcune immagini dell’album come un “Wakanda nonsense”, sottolineando che l’Africa è un continente molto diversificato composto da 54 paesi. “Beyoncé è un’artista straordinaria, ma c’è da puntualizzare”, dicono. Altri hanno sottolineato anche che l’album non arriverà sugli schermi del continente nero e che la star non si esibisce in Africa.  

9. Un’etica del lavoro incrollabile

A 38 anni, Beyoncé Giselle Knowles-Carter ha tre figli, è attiva da più di due decenni e le sue attività non accennano a diminuire. Infatti, sta intensificando il suo lavoro. Abbiamo citato il Beychella nel 2018: nel 2019 ha prodotto Homecoming, in cui racconta come ha iniziato le prove appena dopo aver partorito due gemelli. Quell’estate è apparsa nel ruolo di Nala nel remake Disney de Il Re Leone la cui colonna sonora è uscita come album. Quest’anno ha registrato nuovi record, tra cui il remix primo in classifica di Savage, di Megan Thee Stallion e il singolo uscito per Juneteenth Black Parade, i cui profitti sono stati devoluti al Black Business Impact Fund del suo ente BeyGOOD.

Beyoncé and Tina Knowles-Lawson in Houston, Texas, with BeyGOOD post-Hurricane Harvey relief in 2017.
Beyoncé and Tina Knowles-Lawson in Houston, Texas, with BeyGOOD post-Hurricane Harvey relief in 2017.
Courtesy of Parkwood Entertainment

Parallelamente al singolo, Bey ha pubblicato una directory online di esercizi commerciali di proprietà di persone nere che ha chiamato the Black Parade Route e il giorno della festa della mamma ha percorso le strade di Houston con sua madre Tina Knowles, per aiutare la comunità afro-americana a ottenere i test per il Covid-19. Oltre a questo, ha fatto pressioni sul governatore del Kentucky per l’arresto degli assassini di Breonna Taylor, è stata premiata dal BET e ha partecipato con i BTS al discorso agli studenti laureandi del 2020 del presidente Obama.

Che siate membri certificati dei BeyHive o che non crediate nella divina, l’influenza culturale di Beyoncé non si può mettere in dubbio. È una delle musiciste più importanti di una generazione.

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L’album di Beyoncé ispirato al Re Leone, Black Is King, è uscito 31 luglio 2020

Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Il percorso stilistico di AC9, il brand di Alfredo Cortese, continua all'insegna della femminilità e della massima attenzione ai dettagli. 

Fondato nel 2019, il brand è interamente realizzato in Italia ed è uno dei finalisti dell'edizione 2020 di Who is On Next? 

Abbiamo incontrato il creativo: 

Che cos'è la moda per te?

Ho sempre trovato la moda una forma di arte contemporanea capace di attirare la mia attenzione. E’ sicuramente un mezzo di espressione forte e potente, una punteggiatura per la personalità. Come tutte le forme d’arte, dona emozioni, crea rottura e fa parlare di sé. Confesso che provo molto fastidio quando, per un luogo comune, la moda viene considerata superficiale ed effimera, capace solo di aumentare l’ego delle persone che la seguono. Il dietro le quinte è tutto tranne che superficiale, credo che forse bisognerebbe comunicarla diversamente.

Che cosa ti aspetti da questa finale? e cosa rappresenta per te la finale di Who is on Next?

Sicuramente un confronto, che non fa mai male a nessuno. Soprattutto per brand giovani che hanno ancora tanto da costruire, permette un’analisi, anche personale sugli obiettivi da raggiungere. È anche un riconoscimento professionale. Mi aspetto fervore, energia, sana competizione e tanta emozione nel vedere la mia collezione su una passerella per la prima volta. Sono molto impaziente, e sicuro che l’esperienza della finale mi lascerà un segno indelebile.

Tre pezzi che non dovrebbero mancare nel guardaroba di una donna:

Una gonna elaborata, quasi couture, da abbinare con una camicia oppure un maglioncino basico. Un abito tinta unita, come una tela bianca per accessori e calzature fuori dalle righe. Un cappotto oversize, da usare come una vestaglia metropolitana, un look rilassato e adatto a vari momenti della giornata.

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Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Suad Amiry è una degli otto grandi scrittori a cui Vogue Italia ha chiesto di aprire il loro cuore e raccontare la felicità per il numero di Luglio/Agosto.

“Come sempre davanti a grandi catastrofi quali le guerre, la maggior parte delle persone ha creduto (o sperato) che il mondo post-coronavirus sarebbe stato diverso da quello che conosceva” (Suad Amiry)

Scrittrice e architetto palestinese, vincitrice del Premio Viareggio, Suad Amiry (1951) ha pubblicato “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” (Mondadori).

Premio Pulitzer per la narrativa nel 2018 con “Less” (La nave di Teseo), lo statunitense Andrew Sean Greer (1970) vive tra San Francisco e Milano. Ecco la sua voce mentre racconta “Nel tempo”, il suo racconto breve pubblicato su Vogue Italia:

Statunitense e nato nel 1961, David Leavitt ha raggiunto il successo nel 1984 con “Ballo di famiglia” (Mondadori); è in libreria con il suo nuovo romanzo,“Il decoro” (SEM). Ecco la sua voce mentre racconta Cuorcontento, il suo racconto breve pubblicato su Vogue Italia:

Magazine
This is how they see us
From enjoyable memories to disenchanted critical analyses, four internationally famous writers from outside of Europe – who have lived here for short or long periods – discuss what most strikes, fascinates and bothers them about the Old Continent. With their nostalgic or satirical style, they speak of its social rituals, idiosyncrasies and current problems through poetic or narrative explorations. Ultimately, what brings them together is a sentiment: a profound, sometimes tormented love for Europe. The symbol of a culture that today seems to be fading but that hasn’t yet died out.

Il direttore Emanuele Farneti racconta nel suo editoriale “Una parola” come “torniamo a fare quello per cui giornali come il nostro sono nati e hanno navigato per decenni in acque placide ma anche tempestose. Cioè ricercare, selezionare e poi raccontare il bello”.

Ecco la voce del direttore mentre racconta il senso del nuovo numero del nostro giornale:

Ed ecco anche la versione in inglese dell'editoriale:

Se volete poi ascoltare la storia della traversata dell' Oceano Atlantico del transatlantico Cristoforo Colombo, che nel 1956 ha portato a New York otto modelle di nobili origini a rappresentare altrettante case di moda, capitanate da Giambattista Giorgini, l'organizzatore delle prime sfilate in Italia, scoprirete il primo podcast della serie "Fashion Tales":

Fiabe per bambini in versione podcast da ascoltare? Vogue Italia ve ne racconta di inedite, come questa scritta in esclusiva per Vogue Italia e Parlamento Europeo - Ufficio di Milano da Simone Tempia, inventore del maggiordomo immaginario Lloyd divenuto un caso letterario per i suoi dialoghi arguti con l'autore. La fiaba, pubblicata sul numero di giugno di Vogue Italia e letta dall'autore stesso, racconta di come la forza dell'Europa stia nella collaborazione e nella capacità di sentirsi uniti:

Agnese Bizzarri, scrittrice di libri per bambini, ha immaginato nella fiaba pubblicata in esclusiva su Vogue Italia di Giugno e illustrata da Falk Gernegross per raccontare la collezione primavera estate 2020 di Celine by Hedi Slimane, una storia tra uccellini e sogni, viaggi e ricordi: ascoltatela nel podcast con la voce originale dell'autrice:

Cappuccetto Rosso è una tra le fiabe per bambini popolari più celebri al mondo, soprattutto nelle versioni di Perrault e dei fratelli Grimm.  Per Vogue Italia di giugno, il numero speciale dedicato ai bambini, la fiaba cambia e il cappuccetto diventa Rosa. La versione pop e moderna di Cappuccetto Rosso è firmata dalla scrittrice Paola Mastrocola: nel mese in cui esce il suo nuovo libro “Il diario della talpa” (La nave di Teseo), scritto durante il lockdown, Paola Mastrocola ha letto per noi la sua favola in cui un cappuccetto diventa rosa e un lupo-sarto è buono.

Per comprendere meglio il percorso che ha reso Vogue quello che è ora, ecco il podcast della Photo Editor di Vogue Italia e L'Uomo Vogue Chiara Bardelli Nonino. Dalla Prima Guerra Mondiale, quando la rubrica Smart Fashion for Limited Incomes diventa Fashions On A War Income,  a Audrey Withers diventata editor in chief di British Vogue nel 1940, a Lee Miller, che ha firmato alcuni degli scatti più forti pubblicati sulla rivista, compresi gli orrori dei campi di concentramento, fino alle scelte di Vogue Italia dei tempi recenti, come la copertina bianca del numero di Aprile:

In tema di moda sostenibile, a dieci anni dal termine imposto dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e in modo particolare in un momento storico come quello che stiamo vivendo di crisi per il coronavirus, ci siamo chiesti che abiti e accessori popoleranno il guardaroba nel 2030. Partite con noi per un un viaggio, in cinque tappe, nella moda sostenibile che popolerà il nostro guardaroba nel 2030:

Agli amanti del mondo beauty è dedicata invece l'intervista a Linda Cantello,  International make-up artist Giorgio Armani Beauty,: el podcast di Vogue Italia in cui si racconta in conversazione con Susanna Macchia, caporedattore Vogue Italia e L'Uomo Vogue e anima del Beauty in Vogue.

A inaugurare la Serie Beauty in Vogue era stato Gian Luca Perris di  Perris Monte Carlo in conversazione con Valentina Debernardi.  Il primo podcast ha aperto la sezione "Profumi da sentire", una rubrica dedicata a incontri con i più importanti protagonisti della profumeria internazionale:

Sapevate che il signor Levi Strauss non ha mai indossato un paio di denim jeans, pur avendoli brevettati? E che ogni secondo nel mondo ne vengono vendute 60 paia? Che cosa rappresenta la data 20 maggio 1873 per i jeans? E come mai a Bing Crosby rischiò di vedersi negata una stanza di hotel? Vi siete mai chiesti che suono ha il denim? E come si può riconoscere un Levi's, un Lee e un Wrangler semplicemente guardando un pezzo di tessuto?

Ecco sei curiosità che forse non sapete sul mondo del denim e del jeans: due termini che, come scoprirete ascoltando il nostro podcast, non sono stati sempre sinonimi (e per i puristi non lo sono ancora).

Ancora in cerca di qualcosa di bello da ascoltare?

Ecco altri 10 podcast consigliati da ascoltare a casa.

Al link speaker.com/user/vogueitalia trovate tutti i podcast di Vogue Italia: ogni giovedì sveleremo altre tracce da ascoltare. Preparatevi a "un’esperienza sorprendente e immersiva nel mondo di Vogue Italia, che nella sua nuova formula ha scelto di usare anche le parole, e non solo l’immagine, per raccontare la magia della moda e dei suoi protagonisti", come ha spiegato in occasione del lancio del progetto il direttore Emanuele Farneti.

Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Siamo nel pieno della stagione dei saldi e, prima di fare acquisti azzardati convinti di fare l'affare del secolo, vi suggeriamo di leggere la nostra guida sulle sneakers uomo 2020 da acquistare con gli sconti online.

Sneakers bianche

Valentino Garavani

Valentino

Valentino Garavani
Gorunway

Il modello firmato Valentino Garavani è caratterizzato dal logo VLTN ricorrente nelle ultime collezioni maschili di Pierpaolo Piccioli; nella variante in bianco e nero la sneaker non passerà di moda con la fine della stagione, inoltre la tomaia di pelle sarà impermeabile all'arrivo delle prime piogge autunnali.

Versace

Versace

Versace
Gorunway

La sneaker Squalo vista in passerella con l'ultima collezione uomo Versace si distingue per la suola oversize bicolore, il design ondulato della tomaia e l'inconfondibile motivo greca della maison. È tra le scarpe di punta del 2020 e alcuni modelli sono già in saldo online sul sito ufficiale versace.com.

Givenchy

Givenchy

Givenchy
Gorunway

Il nuovo modello Spectre di Givenchy (che vi avevamo segnalato in questa selezione di scarpe uomo per il 2020) è come un guanto che avvolge il piede fin sopra la caviglia. La tomaia morbida di nylon è impermeabile ma traspirante, caratterizzata da elementi ispirati dall'abbigliamento outdoor e una suola a carroarmato.

Altre sneakers uomo da cercare in saldo

Acne Studios

Acne Studios

Acne Studios
Gorunway

La sneakers uomo Acne Studios N3W si distingue per una tomaia in mesh che lascia intravedere la calza o il piede. Il modello già rintracciabile in saldo su alcuni siti online (come ssense.com) è la scarpa del brand anche per la prossima stagione. La sua ultima versione in pvc trasparente è attualmente sold out sul sito ufficiale acnestudios.com.

Marcelo Burlon County of Milan

Marcelo Burlon

Marcelo Burlon County of Milan
Gorunway

Il modello C-Run 3000 di Marcelo Burlon da cercare in saldo è quello color blu Klee, nuova tinta scelta dal designer come colore distintivo del suo brand County of Milan. Cercando online si possono trovare scontate quasi a metà prezzo.

Off White

Off White

Off White
Gorunway

L'ultima sneakers uomo 2020 che vi proponiamo nella nostra selezione di scarpe da cercare ai saldi online è un modello firmato Off White. Una provocazione per i seguaci di Virgil Abloh che saranno consapevoli della probabilità di trovare la sneaker a un prezzo maggiorato su qualche sito si reselling, piuttosto che in sconto come sognerebbero.

English text at this link

Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Più di 20 anni dall'ultima volta che Michael Jordan è sceso in campo. Nel 1998 ha vinto il suo sesto titolo, nonché ultimo, con la maglietta dei Chicago Bulls. Pochissime sconfitte e un'ascesa fulminea in NBA che è stata raccontata anche docu-film The Last Dance. Ed è infatti qui che viene svelato il primo paio di sneakers indossate da Michael, durante le partite di pre-stagione del 1984, un paio di Nike Air Ship nere e rosse. 

Le scarpe hanno accompagnato la storia di successo del giocatore, passo dopo passo, canestro dopo canestro, ma quello che pochi sanno è che furono oggetto di discussione, nonché di multa. Le sneakers, infatti, non erano conformi ai requisiti di colore dell’NBA di allora, considerate troppo appariscenti, proprio per il colorway Black/Red. Nike pagò così 5000 dollari. 

Bisognerà aspettare lo scontro con i Washington Bullets, 26 Ottobre 1984, per vedere la variante iconica bianca e rossa delle Air Ship, modello che anticipa la collaborazione con Michael Jordan per realizzare le Air Jordan, che debuttano il 17 novembre dello stesso anno.

Le Nike Air Ship ora sono pronte a tornare, dopo 36 anni, con due raffle: unico store della release è il negozio bolognese Back Door Bottega. Gli amanti del basket sanno infatti che è un punto di riferimento europeo per quanto riguarda le sneakers di questo settore, mentre il proprietario Marco Evangelisti non ha mai nascosto la sua passione per MJ, è infatti considerato uno dei maggiori collezionisti internazionali.

Gaetano Bellone
Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Le borse ecosostenibili sono un must, non solo per l'estate 2020. La scelta di materiali naturali e provenienti da produttori certificati e sostenibili, la scelta di dettagli capaci di realizzare un'economia circolare, la valorizzazione dell'artigianalità e il supporto ai lavoratori con una paga equa, la promozione di territori e popolazioni… sono diverse le caratteristiche che rendono le borse ecosostenibili. 

Ecco una selezione di tre brand internazionali da conoscere assolutamente. La borsa, infatti, è l'accessorio imprescindibile per completare qualsiasi look: a secchiello o in versione zaino, a tracolla o shopping bag, pouch o tote, bauletto o postina, oppure per la sera minaudière e baguette, non c'è designer che non si sia messo alla prova con la borsa. I tre brand che vi presentiamo trasformano un oggetto bello e indispensabile in una scelta per l'ambiente, oltre che per il proprio look. 

Mati

Maria Josè Germano ha raccolto intorno a sé una community creativa che lavora perché la moda sia più circolare e sostenibile. L’utilizzo di materiali ecosostenibili permette di ridurre drasticamente l'impatto sull’ambiente: le fodere sono realizzate in cotone biologico e canapa -  una delle piante più efficienti nel convertire biossido di carbonio in ossigeno - l'ecopelle è trattata ad acqua e le tracolle sono create con un nastro realizzato con filato in poliestere riciclato.

Zoé de Huertas

Il brand Zoé de Huertas è stato lanciato all'inizio del 2020 con l'idea di creare borse in pelle chiare e pratiche con un'estetica elegante e senza tempo. Ogni borsa è realizzata a mano in un'officina a conduzione familiare a Roma, le cui conoscenze sono state tramandate di generazione in generazione, utilizzando materiali sostenibili, e imballaggi prove di plastica.  

AAKS

Akosua Afriyie-Kumi è la creatrice di AAKS, in Ghana. Il brand firma borse in raffia prodotte eticamente a mano in Ghana. È tra i brand protagonisti di Industrie Africa.

Moda africana: sette designer parlano dell'impatto dell'epidemia 

AAKS
AAKS
AAKS
AAKS
Allëdjo
Allëdjo
Allëdjo
Allëdjo
Maxhosa
Maxhosa
Maxhosa
Maxhosa
Lafalaise Dion
Lafalaise Dion
Daron Bandeira
Lafalaise Dion
Lafalaise Dion
Sidai Designs
Sidai Designs
Sidai Designs
Sidai Designs
Tzar
Tzar
Tzar
Tzar
Zaaf Collection
Zaaf Collection
Joey L
Zaaf Collection
Zaaf Collection
Joey L
Posted on 7 August 2020 | 4:30 am

Martedì 4 agosto un paio di esplosioni hanno scosso Beirut, il secondo abbastanza grande da essere sentito a 150 miglia di distanza, a Cipro. La causa delle esplosioni nella capitale del Libano è ancora da definire in questo momento, ma le conseguenze sono già visibili a tutti e sono pesanti. Oltre alla morte di almeno 100 persone e al ferimento di oltre 4.000, le esplosioni hanno anche danneggiato diverse strutture in tutta la città - richiedendo l’evacuazione di almeno 300.000 persone già a partire da mercoledì - e hanno reso non commestibile una grande quantità di scorte alimentari.

È difficile sapere cosa fare quando una tragedia di questa portata colpisce l’umanità, ma ci sono sempre tanti modi di aiutare. Hamad Hasan, ministro della sanità del Libano, ha affermato che il paese "sta esaurendo tutto il necessario per salvare" e curare le vittime. Di seguito, allora un elenco di modalità per aiutare a ridurre la sofferenza delle persone colpite dalle esplosioni di Beirut.

Croce rossa libanese: questa unità di pronto intervento offre soccorso alle vittime delle calamità naturali e umane e sta cercando da subito di raggiungere il luogo dell'esplosione per curare i feriti

Impact Lebanon: questa organizzazione non profit sta attualmente supportando i primi soccorritori che sono corsi in aiuto dei feriti dell’esplosione.

Save the Children: questo ente di beneficenza si concentra sui più giovani. I loro uffici sono stati danneggiato dall'esplosione, e hanno recentemente lanciato una richiesta di donazioni, con il direttore della sede libanese, Jad Sakr, che ha affermato: "È vitale che i bambini e le loro famiglie abbiano accesso ai servizi di prima necessità, comprese le cure mediche e la protezione fisica ed emotiva ".

BASSMA: Questa organizzazione non profit si dedica a sradicare la povertà e l'ingiustizia economica in Libano attraverso la fornitura di pasti, prodotti sanitari, istruzione, lavoro di corrispondenza e altro ancora.

Baytna Baytak: questa associazione di beneficenza, che ha fornito alloggi gratuiti agli operatori sanitari durante la pandemia di COVID-19, sta ora lavorando con Impact Lebanon per fornire rifugio alle persone sfollate a seguito delle esplosioni.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Vogue.com

Posted on 6 August 2020 | 5:56 pm

Watchmen e The Marvelous Mrs. Maisel  sono le serie del 2020 con più nomination agli Emmy

Ma se non le avete seguite durante l'anno e se non volete lanciarvi in un binge-watching da oggi alla cerimonia di premiazione del 20 settembre su tutte le stagioni di ambedue le serie, quali sono gli episodi imperdibili da guardare per avere un'idea del perché di tutto questo clamore?

Negli anni,  alcuni episodi classici come quello del funerale di Chuckles il Clown di Mary Tyler Moore, la Scommessa in Seinfeld, o la puntata sul Thanksgiving di Master of None scritta da Lena Waithe sono entrati negli annali della storia della televisione. Anche queste due serie hanno degli episodi cardine? La risposta ci arriva dalla lista completa delle nomination della The Television Academy che ci mostra quali episodi hanno ricevuto maggiore approvazione  (ogni serie manda sei episodi alla giuria, mentre gli attori inviano una puntata solamente per mostrare le loro performance).

Osservando l'intera lista di 60 pagine di nomination in tutto il suo splendore, ho notato alcuni ulteriori episodi che fanno capolino più e più volte in una serie di categorie. Ecco, i migliori episodi delle serie tv dell'anno, secondo l'opinione di chi ha stilato le nomination agli Emmy. 

RuPaul’s Drag Race, “I’m That Bitch”

Tutti in piedi per le regine della premiere della 12esima stagione, nella quale il giudice ospite Nicki Minaj (rossa rossissima dalla testa ai piedi) presiede una lip-synch battle su Starship  per scrivere ed esibirsi e presenta la sfida di riscrivere ed esibirsi (e ballare) sul suo pezzo originale. (Citando Widow VonDu: "Girls get mad when they look at these thighs / They rub together like they harmonize."). Nomination per i vestiti, contemporary hairstyling, trucco, regia e altro questo questo catwalk ai brillantini è RuPaul's Drag Race al suo meglio.

Succession, “This Is Not for Tears”

Sia Jeremy Strong che Nicholas Braun (alias Kendall Roy e Cugino Greg) —che sono nominati rispettivamente come miglior attore e attore non protagonista — hanno presentato la loro candidatore con questo finale della seconda stagione, secondo GoldDerby; la puntata anche ricevuto apprezzamenti per la regia, il montaggio e la colonna sonora. Il raffinato drama tra le altre cose contiene:: la testimonianza di Greg al Senato; la vacanza in yacht della famiglia Roy attraverso il Mediterraneo (con notevoli confronti con Below Deck) con annesso triangolo amoroso in alto mare con Shiv e Tom protagonisti; e, naturalmente, la conferenza stampa in cui Kendall sgancia una notizia bomba che colpisce l'impero familiare.

The Marvelous Mrs. Maisel, “Comedy or Cabbage”

I vestiti del periodo rosa sono praticamente un personaggio a se stante nello spettacolo tanto amato dagli Emmy, e forse lo sono più che mai in questo episodio in cui Midge e la compagnia si trasferiscono a Miami Beach. I costumi e il trucco in questa puntata sono giustamente tra le 20 nomination dello show, ma lo è anche la regia e, per la guest star Luke Kirby che veste i panni di Lenny Bruce, che riemerge e condivide una notte al calor bianco (più di tensioni che di azioni) con Midge. Nel caso ve lo foste perso: c'è una scena particolarmente notevole in un club cubano.

Saturday Night Live hosted by Eddie Murphy

In questo dicembre 2019, il Saturday Night Live pre-pandemia è stato condotto da uno dei più grandi di tutti i tempi   — ritornato al SNL per la prima volta dal 1984 — , con momenti storici come il ritorno di Gumby durante Weekend Update e “Home for the Holidays”, una sorta di Indovina chi viene a cena? al contrario, in cui il fidanzato bianco della figlia di Murphy è trattato come un uomo strano. Insieme alle successive edizioni di SNL at Home, è tra gli episodi più indimenticabili dell'anno, e ha al suo interno una nomination per Murphy nella categoria di attore ospite in una serie comica, in lotta con Kirby e Brad Pitt per i suoi tre minuti nei panni del Dr. Anthony Fauci.

The Crown, “Aberfan”

Basato su una tragedia vera che ha causato 144 morti nel 1966, questo episodio dalle tinte dark sul crollo di una montagna di rifiuti di carbone nel villaggio gallese di Aberfan è un episodio straziante e visivamente potente che assomiglia più a un film di Hollywood che a un episodio di una serie tv. Approfondisce anche uno dei temi chiave dei Reali immaginari (e reali): la tendenza a sopprimere le emozioni e, nello specifico, il dolore. (La Regina Elisabetta impiegò più di una settimana a visitare Aberfan dopo il crollo, prefigurando, forse per alcuni spettatori, la sua risposta pubblica piuttosto lenta alla morte della principessa Diana tre decenni dopo.)

Watchmen, “It’s Summer and We’re Running Out of Ice”

L'adattamento HBO dell'acclamata graphic novel si è conquistata gli Emmy al primo sguardo. Questo episodio della premiere compare in tutta la lista delle nomination, incluse le nomination alla regia e il production design. In esso, l'attacco del Ku Klux Klan a Tulsa - girato nell'anniversario del massacro davvero avvenuto nel 1921 - getta le basi per una stagione di sbalorditivo dramma distopico, con Regina King nel ruolo del detective sotto copertura Sister Knight e Don Johnson che interpreta il capo della polizia. Un setting poi passato alle cronache con incredibile precognizione per il raduno elettorale del Presidente Trump durante le proteste contro il razzismo. 

Cheer, “Daytona”

Cheer non è stato solo uno dei binge-watch definitivi dell'anno, ma anche sei volte candidato agli Emmy, anche nella categoria  miglior unstructured reality show,. L'episodio più volte segnalato agli Emmy è stato anche pieno di "grida di incoraggiamento", lacrime (sia nello schermo che, siamo onesti, fuori), e di un trionfo con il il finale in cui la squadra di Navarro si consacra alle nazionali di Daytona. Riprendere quelle coreografie e fare il sound editing di quei momenti pieni zeppi di urla ha richiesto innegabilmente un talento a livello Emmy.

Questo articolo è originariamente uscito su Vogue.us.

Posted on 6 August 2020 | 4:49 pm

Fan di Sarah Paulson, gioite: l'attrice è al centro della scena in una nuovissima serie Netflix prodotta da Ryan Murphy che segue la vita dell’infermiera Ratched di Qualcuno volò sul nido del cuculo, indimenticabile e terrificante!

“Avevamo un modo di dire nella nostra organizzazione. Salva una vita e sei un eroe. Salvare cento vite? Bene, allora sei un'infermiera ". 

Lo dice sorniona la Paulson nei panni di Ratched nel trailer appena uscito per il lancio della serie. Nella clip, la vediamo mentre infligge una quantità di dolore incredibile ai pazienti, il tutto mentre indossa una collezione di cappelli particolarissimi. 

Sarah Paulson ha già ricevuto sei nomination agli Emmy per il suo lavoro in vari progetti di Murphy, tra questi il ruolo di Marcia Clark in American Crime Story nell’episodio dedicato a O.J. Simpson. Possiamo dirlo con certezza: abbiamo grandi aspettative per Ratched.

La serie in 18 episodi racconta alcune informazioni preziose sui primi anni di vita di Ratched, quando naturalmente non lavorava ancora all'ospedale psichiatrico immaginario di Qualcuno volò sul nido del cuculo

https://twitter.com/MsSarahPaulson/status/1290686485893541889

Qualcuno potrebbe rendere meglio della Paulson quella rabbia spaventosa di una bambina costantemente trascurata? Se il trailer è qualcosa su cui basarsi, la serie retro e ricca di colori sembra un incrocio tra i precedenti spettacoli di Murphy, Hollywood e American Horror Story.

Certo, l'horror barocco è probabilmente un terreno molto familiare per Murphy (secondo un profilo del New Yorker del 2018, il prolifico creatore preferisce la parola "barocco" a "camp", deridendo quest'ultimo termine come riservato ai creatori queer). Insomma perché scherzare con una formula che funziona?

Posted on 6 August 2020 | 2:19 pm

The idea of a woman having a career, being independent and living on her own terms, to explore herself professionally and personally and to push her boundaries is a very contemporary notion in India. As a society at large, we often compare growth and evolution by the success stories of pioneers. Here’s a list of 13 women who are part of a new India that is being formed, an India on the path to a change that starts in the mind and in the home. These are women who have broken stereotypes and pushed the boundaries of gender and occupation as a way of life.

Cara Tejpal, 30, Mumbai
Cara Tejpal, 30, Mumbai
Pretika Menon

Cara is a writer and wildlife conservationist. She works behind the scenes on innumerable campaigns and projects for the Sanctuary Nature Foundation. Cara tells stories about Nature and spends as much time as possible exploring India's wilds. Her passion for the campaigns she works on is evident in every part of her life, from being active on social media to driving change on the streets. IG: @carapiranha

Gia Singh, 24, Mumbai
Gia Singh, 24, Mumbai
Pretika Menon

Gia’s artistic practice ranges between live performance, performance staged for the camera and filmmaking. Movement and Dance forms the base of her artistic intuitions and impulses. Gia is currently keen on exploring performance and technology through each other - by moving away from storytelling tropes and experiencing reality through her own mindful subjectivity. IG: @gia_dhadak

Mali, 26, Mumbai
Mali, 26, Mumbai
Pretika Menon

Mali is the alias of singer songwriter and composer, Maalavika Manoj. She has performed extensively at festivals and venues across India and is currently in the process of releasing a full length album titled ‘Caution to the Wind’. Mali likes to make bold statements through her songs, writing about a variety of topics ranging from her grandfather’s influence on her musical journey to dangerous people in the music industry. Her recent single ‘Age of Limbo’ is accompanied by a music video featuring crowd sourced footage of the lockdown from all over the world. IG: @maalavikamanoj

Priyanka Bose, 38, Mumbai / Los Angeles
Priyanka Bose, 38, Mumbai / Los Angeles
Pretika Menon

Priyanka is an Indian actress active in films and on stage, working globally and interacting with individuals making the new world map. She is best known for her role in the award-winning films Gangor and Lion among others. She has made significant work in India and will always do so to make sure she’s part of a plethora of talent that’s here. Right now she’s waiting, like the rest of the world, to start work on projects which are on hold. One of them is a fantasy series called ‘The wheel of time’ with Amazon. IG: @priyankabose20

Shweta Sharma aka Betty, 32, Mumbai
Shweta Sharma aka Betty, 32, Mumbai
Prekita Menon

Shweta is a stylist, fashion designer and artist living in Mumbai. She curates her life in the same style as her wardrobe and this is evident in the work she creates as a stylist as well as how she decorates her home. Little details in every nook and corner of her home show memories of hers and of others, lives well lived and made nostalgic in paintings and little knick-knacks. Her style is authentic to her and is a window into her mind and mood. IG: @shwetabetty

Radha Rathi, 37, Chennai
Radha Rathi, 37, Chennai
Prekita Menon

Radha is a creative director and graphic designer based in Chennai, India. Her artistic interests move easily between art, fashion and design. Alongside her work with fashion brands, she works as a visual artist and Illustrator using a range of media including photomontage, drawing, words, images and video. Driven by her curiosity about other realities; time and space, she challenges her perceptions of identity and nature by transforming images into a new, surreal context. She has set up her own creative design studio which specialises in building visual language. IG: @radha.rathi.studio

Athiya Chinnayan, 29, Salem
Athiya Chinnayan, 29, Salem
Pretika Menon

Athiya is a humanitarian working for holistic rural development, focusing primarily on the education of children and women employment. A writer, artist and traveller who now uses these skills for humanitarian purposes, she believes that the restructuring of our global community happens when the simplest lives are enhanced and transformed. Athiya along with her father founded ACWERK, a free kindergarten in rural Salem. IG: @athiyac

Ekta Rajani, 44, Mumbai
Ekta Rajani, 44, Mumbai
Pretika Menon

Ekta is a stylist as well as design and creative consultant with over 20 years of experience. Leaning towards classical and contemporary designs based in Indian handmade arts and crafts, Ekta understands the resource and wastage footprint of fashion in particular and design at large and explores shifts and dialogues around changes in design thinking - be it conscious consumerism, cleaner materials or processes and human rights in fashion business. IG: @eksters

Anjani Krishnamurthi, 30, Mumbai
Anjani Krishnamurthi, 30, Mumbai
Pretika Menon

Anjani is a healer, jewellery maker and designer. Appreciation of the universe and life through self discovery forms the base of her practise. She uses her healing to create meditative experiences as well as to create bespoke jewellery. She does it with unconditional love and guidance to motivate people to always strive to be their best. IG: @anjani.krish

Manasa PV, 29, Delhi
Manasa PV, 29, Delhi
Pretika Menon

Manasa is a human rights advocate working with youth and diverse stakeholders that govern their lives to advance young people's health, wellbeing and Rights. She works at UNICEF as an adolescent development specialist. She also serves on the reference group of Family Planning 2020. IG: @maansadevi

Bharathy Tahiliani, 44, Mumbai
Bharathy Tahiliani, 44, Mumbai
Prekita Menon

Bharathy has worked 19 years in child protection, gender, women & violence, HIV/AIDS and WASH (Water Sanitation & Hygiene). She is the founder of KSHAMATA, a trust that works with women and adolescent girls in vulnerable and exploitative situations including trafficked backgrounds. Kshamata's aim is to enable women to live confident, successful lives; with a clear sense of positive identity and self-worth. IG: @bharathytahiliani

Toshada Uma, 21, Goa
Toshada Uma, 21, Goa
Prekita Menon

Toshada is a performer, model and digital media consultant who likes to attempt all things related to Visual Arts. She stands out in the Indian fashion industry for her unconventional looks, innate style and petite size. She spends her free time with Thea, her 6 year old fur baby and watching cheesy horror films. IG: @toshadaa

Aishwarya Subramanyam, 38, Mumbai
Aishwarya Subramanyam, 38, Mumbai
Prekita Menon

Aishwarya is a journalist, editor and slacktivist. She rants with fair regularity on social media about gender, fashion, the media and all the unfairness in the world. Her point of view is a brutal, honest and hilarious account of the times we live in. IG: @otherwarya

***

Photography & art direction by Pretika Menon

Bio

Pretika is a photographer and art director based in Mumbai, India. Brought up in small town Chennai in a conservative environment, Pretika found a connection to herself and the world through her art. She realised the need to talk about social issues in her work. Her photo stories cover topics from body issues and skin colour, LGBTQ+ and women’s liberation. The campaigns she has shot for brands portray her sensibilities and conscious choice to step away from mainstream conventional ideas of beauty.

IG: @pretikamenon

Posted on 6 August 2020 | 1:38 pm

In February 2020, Slideluck Editorial launched the third biennial global call for photographers, on the theme "Everything is connected". A reflection on how the events associated with climate change are inextricably connected either with the way we live, eat, vote, consume, act upon; but also with the unjust world we live in. The aim was to explore the theme through different ways of storytelling and documentary approach that can help reflect on the causes and consequences of the impact and responsibility of man on the health of the planet.

Now—more than ever—it is necessary to be aware of how connected we are; not only in passively suffering the consequences of climate change and its catastrophic effects, but also in the tangible possibility and in the hope that if we do the opposite, we can have a positive impact in reversing the trend.

History, and the current pandemic, is showing us how vulnerable we are and what are the effects of the unjust planet we have created. This is forcing further reflection on the acceptance that we are inextricably part of nature. We are not separate from it. We are one of the many forms that nature has taken, and in this we are part of the global problem, as well as the potential solution.

Hence, contemporary and documentary photography has the ambition to have a social role in telling stories that have the power to touch people's hearts and eyes and lead to a new level of consciousness and knowledge.

The competition attracted photographers from all over the world, touching all continents, and the jury selected the ten projects that will be part of the world tour.


The selected projects:
Sana Ahmadizadeh (Iran), A place to live
Igor Elukov (Russia), The Book of Miracles
Pietro Lo Casto (Italy), To Search the Secret of the Forest
Mattia Marzorati (Italy), The Land of Holes
Kaveer Rai (India), Cyclone Fani - After the storm
Isadora Romero (Ecuador), Extremophiles
Michele Sibiloni (Italy), Nsenene
Jakub Stanek (Poland), In Anticipation of the Sun
Misha Vallejo (Ecuador), Secret Sarayaku
Ami Vitale (United States), The Guardian Warriors


"Everything is Connected" will be presented in various festivals and platforms from Italy, England, South America, the Netherlands, Africa.

Watch the gallery to learn more about the winning projects.

Everything is connected • The gallery

Sana Ahmadizade
Sana Ahmadizade
Igor Elukov 
Igor Elukov
Pietro Lo Casto
Pietro Lo Casto
Mattia Marzorati
Mattia Marzorati
Kaveer Rai
Kaveer Rai
Isadora Romero
Isadora Romero
Michele Sibiloni
Michele Sibiloni
Jakub Stanek
Jakub Stanek
Misha Vallejo
Misha Vallejo
Ami Vitale
Ami Vitale
Posted on 6 August 2020 | 12:48 pm
Sana Ahmadizadeh (Iran), A place to live
The oil-rich and industrial city in Khuzestan Province supplies about 87% of Iran’s oil demand. Ahvaz is at the peak of its environmental crisis due to drought in the wetlands, Karun river water transmission, and dust storms; the city which respiratory patients’ data are still classified. Dust storms have increased respiratory diseases mortality and immigration from Ahvaz since 2002. In addition to the internal sources of dust, Iraq and Saudi Arabia are also two main sources of particulates. This environmental crisis has become more complicated war and continuous drought in Iraq, economic pressures brought about by re-enforced nuclear sanctions on Iran by the United States, increased diplomatic tensions between Iran and Saudi Arabia, and the lack of cooperation of the Arab countries in the region.
Sana left Ahvaz in 2017 on the advice of doctors due to my respiratory illness. These images reflect the days when breathing have become a bitter and painful experience for her.
“A Place to Live” is a personal journey about her emotions and relationships with the environment where she stayed until partial improvement of my health, an environment that reminds her two generations of displaced people. This is a long term series intended to picture her personal experiences affected by this environmental crisis, whose impacts could go beyond the geographical boundaries of Iran.

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Sana Ahmadizadeh (Iran), A place to live
The oil-rich and industrial city in Khuzestan Province supplies about 87% of Iran’s oil demand. Ahvaz is at the peak of its environmental crisis due to drought in the wetlands, Karun river water transmission, and dust storms; the city which respiratory patients’ data are still classified. Dust storms have increased respiratory diseases mortality and immigration from Ahvaz since 2002. In addition to the internal sources of dust, Iraq and Saudi Arabia are also two main sources of particulates. This environmental crisis has become more complicated war and continuous drought in Iraq, economic pressures brought about by re-enforced nuclear sanctions on Iran by the United States, increased diplomatic tensions between Iran and Saudi Arabia, and the lack of cooperation of the Arab countries in the region.
Sana left Ahvaz in 2017 on the advice of doctors due to my respiratory illness. These images reflect the days when breathing have become a bitter and painful experience for her.
“A Place to Live” is a personal journey about her emotions and relationships with the environment where she stayed until partial improvement of my health, an environment that reminds her two generations of displaced people. This is a long term series intended to picture her personal experiences affected by this environmental crisis, whose impacts could go beyond the geographical boundaries of Iran.
Sana Ahmadizade
Sana Ahmadizadeh (Iran), A place to live
The oil-rich and industrial city in Khuzestan Province supplies about 87% of Iran’s oil demand. Ahvaz is at the peak of its environmental crisis due to drought in the wetlands, Karun river water transmission, and dust storms; the city which respiratory patients’ data are still classified. Dust storms have increased respiratory diseases mortality and immigration from Ahvaz since 2002. In addition to the internal sources of dust, Iraq and Saudi Arabia are also two main sources of particulates. This environmental crisis has become more complicated war and continuous drought in Iraq, economic pressures brought about by re-enforced nuclear sanctions on Iran by the United States, increased diplomatic tensions between Iran and Saudi Arabia, and the lack of cooperation of the Arab countries in the region.
Sana left Ahvaz in 2017 on the advice of doctors due to my respiratory illness. These images reflect the days when breathing have become a bitter and painful experience for her.
“A Place to Live” is a personal journey about her emotions and relationships with the environment where she stayed until partial improvement of my health, an environment that reminds her two generations of displaced people. This is a long term series intended to picture her personal experiences affected by this environmental crisis, whose impacts could go beyond the geographical boundaries of Iran.

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Sana Ahmadizadeh (Iran), A place to live
The oil-rich and industrial city in Khuzestan Province supplies about 87% of Iran’s oil demand. Ahvaz is at the peak of its environmental crisis due to drought in the wetlands, Karun river water transmission, and dust storms; the city which respiratory patients’ data are still classified. Dust storms have increased respiratory diseases mortality and immigration from Ahvaz since 2002. In addition to the internal sources of dust, Iraq and Saudi Arabia are also two main sources of particulates. This environmental crisis has become more complicated war and continuous drought in Iraq, economic pressures brought about by re-enforced nuclear sanctions on Iran by the United States, increased diplomatic tensions between Iran and Saudi Arabia, and the lack of cooperation of the Arab countries in the region.
Sana left Ahvaz in 2017 on the advice of doctors due to my respiratory illness. These images reflect the days when breathing have become a bitter and painful experience for her.
“A Place to Live” is a personal journey about her emotions and relationships with the environment where she stayed until partial improvement of my health, an environment that reminds her two generations of displaced people. This is a long term series intended to picture her personal experiences affected by this environmental crisis, whose impacts could go beyond the geographical boundaries of Iran.
Sana Ahmadizade
Igor Elukov (Russia), The Book of Miracles
The series is titled after the Augsburg Book of Miracles, a 16th century German illustrated manuscript listing the supernatural phenomena from the Flood to the time of the book’s completion. The events described in the manuscript reveal the involvement of God in the human world. In contrast, Igor read “The Book of Miracles” from the position of cosmocentrism. It is a story about forces and elements that are indifferent to us and capable of destroying us; and about the need to seek harmony with these forces. About good and unkind premonitions and fragility of life. This is a view at an ecosystem in which it is impossible to separate a man from nature and nature from space. The goal of the project was to find technology that allows only partial control of the result, so that each picture was taken in collaboration with the elements, landscape, fauna. Creating images in reality, rather than using computer technology, gave the necessary restrictions on the artist’s “all-powerful”, helping to compress the essence of the vision into a concentrated form, as in the art of Japanese haiku. Production was based on staged photographs of real objects and locations, the use of pyrotechnic effects, the creation of light installations, large- scale physical layouts integrated into the natural environment, and work with animals.

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Igor Elukov (Russia), The Book of Miracles
The series is titled after the Augsburg Book of Miracles, a 16th century German illustrated manuscript listing the supernatural phenomena from the Flood to the time of the book’s completion. The events described in the manuscript reveal the involvement of God in the human world. In contrast, Igor read “The Book of Miracles” from the position of cosmocentrism. It is a story about forces and elements that are indifferent to us and capable of destroying us; and about the need to seek harmony with these forces. About good and unkind premonitions and fragility of life. This is a view at an ecosystem in which it is impossible to separate a man from nature and nature from space. The goal of the project was to find technology that allows only partial control of the result, so that each picture was taken in collaboration with the elements, landscape, fauna. Creating images in reality, rather than using computer technology, gave the necessary restrictions on the artist’s “all-powerful”, helping to compress the essence of the vision into a concentrated form, as in the art of Japanese haiku. Production was based on staged photographs of real objects and locations, the use of pyrotechnic effects, the creation of light installations, large- scale physical layouts integrated into the natural environment, and work with animals.
Igor Elukov 
Igor Elukov (Russia), The Book of Miracles
The series is titled after the Augsburg Book of Miracles, a 16th century German illustrated manuscript listing the supernatural phenomena from the Flood to the time of the book’s completion. The events described in the manuscript reveal the involvement of God in the human world. In contrast, Igor read “The Book of Miracles” from the position of cosmocentrism. It is a story about forces and elements that are indifferent to us and capable of destroying us; and about the need to seek harmony with these forces. About good and unkind premonitions and fragility of life. This is a view at an ecosystem in which it is impossible to separate a man from nature and nature from space. The goal of the project was to find technology that allows only partial control of the result, so that each picture was taken in collaboration with the elements, landscape, fauna. Creating images in reality, rather than using computer technology, gave the necessary restrictions on the artist’s “all-powerful”, helping to compress the essence of the vision into a concentrated form, as in the art of Japanese haiku. Production was based on staged photographs of real objects and locations, the use of pyrotechnic effects, the creation of light installations, large- scale physical layouts integrated into the natural environment, and work with animals.

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Igor Elukov (Russia), The Book of Miracles
The series is titled after the Augsburg Book of Miracles, a 16th century German illustrated manuscript listing the supernatural phenomena from the Flood to the time of the book’s completion. The events described in the manuscript reveal the involvement of God in the human world. In contrast, Igor read “The Book of Miracles” from the position of cosmocentrism. It is a story about forces and elements that are indifferent to us and capable of destroying us; and about the need to seek harmony with these forces. About good and unkind premonitions and fragility of life. This is a view at an ecosystem in which it is impossible to separate a man from nature and nature from space. The goal of the project was to find technology that allows only partial control of the result, so that each picture was taken in collaboration with the elements, landscape, fauna. Creating images in reality, rather than using computer technology, gave the necessary restrictions on the artist’s “all-powerful”, helping to compress the essence of the vision into a concentrated form, as in the art of Japanese haiku. Production was based on staged photographs of real objects and locations, the use of pyrotechnic effects, the creation of light installations, large- scale physical layouts integrated into the natural environment, and work with animals.
Igor Elukov
Pietro Lo Casto (Italy), To Search the Secret of the Forest
A complex relationship between man and nature defines life in the village of Tangia Basti. A sprawling forest surrounding the community provides and, at times, even takes away. Inherited cultural beliefs and mysterious rituals bind the lives of the inhabitants to the land. The community has been living in a state of uncertainty for more than 25 years due to the proposed construction of an airport. The village is completely cut off from the national electricity grid, houses have no running water and there's no telephone connection. In spite of this fragility, people have built roads and schools, grown resilient and created a lively existence. In recent times discussions around the project have intensified. If built, Nijghad International Airport will cause displacement and large deforestation. What will be the consequences of the impending development? How can the destruction of our very habitat be seen as our economic and social growth? How do we compensate for the displacement of a community? What kind of life lies beyond the forest for the people of Tangia Basti?

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Pietro Lo Casto (Italy), To Search the Secret of the Forest
A complex relationship between man and nature defines life in the village of Tangia Basti. A sprawling forest surrounding the community provides and, at times, even takes away. Inherited cultural beliefs and mysterious rituals bind the lives of the inhabitants to the land. The community has been living in a state of uncertainty for more than 25 years due to the proposed construction of an airport. The village is completely cut off from the national electricity grid, houses have no running water and there's no telephone connection. In spite of this fragility, people have built roads and schools, grown resilient and created a lively existence. In recent times discussions around the project have intensified. If built, Nijghad International Airport will cause displacement and large deforestation. What will be the consequences of the impending development? How can the destruction of our very habitat be seen as our economic and social growth? How do we compensate for the displacement of a community? What kind of life lies beyond the forest for the people of Tangia Basti?
Pietro Lo Casto
Pietro Lo Casto (Italy), To Search the Secret of the Forest
A complex relationship between man and nature defines life in the village of Tangia Basti. A sprawling forest surrounding the community provides and, at times, even takes away. Inherited cultural beliefs and mysterious rituals bind the lives of the inhabitants to the land. The community has been living in a state of uncertainty for more than 25 years due to the proposed construction of an airport. The village is completely cut off from the national electricity grid, houses have no running water and there's no telephone connection. In spite of this fragility, people have built roads and schools, grown resilient and created a lively existence. In recent times discussions around the project have intensified. If built, Nijghad International Airport will cause displacement and large deforestation. What will be the consequences of the impending development? How can the destruction of our very habitat be seen as our economic and social growth? How do we compensate for the displacement of a community? What kind of life lies beyond the forest for the people of Tangia Basti?

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Pietro Lo Casto (Italy), To Search the Secret of the Forest
A complex relationship between man and nature defines life in the village of Tangia Basti. A sprawling forest surrounding the community provides and, at times, even takes away. Inherited cultural beliefs and mysterious rituals bind the lives of the inhabitants to the land. The community has been living in a state of uncertainty for more than 25 years due to the proposed construction of an airport. The village is completely cut off from the national electricity grid, houses have no running water and there's no telephone connection. In spite of this fragility, people have built roads and schools, grown resilient and created a lively existence. In recent times discussions around the project have intensified. If built, Nijghad International Airport will cause displacement and large deforestation. What will be the consequences of the impending development? How can the destruction of our very habitat be seen as our economic and social growth? How do we compensate for the displacement of a community? What kind of life lies beyond the forest for the people of Tangia Basti?
Pietro Lo Casto
Mattia Marzorati (Italy), The Land of Holes
Over the last hundred years the city of Brescia and its province have experienced an exceptional economic development, mainly thanks to the engineering and mining sectors, to whose gravel and sand quarries we owe the name of "land of holes". Thanks to the presence of these huge quarries to be filled, the business of waste and the uncontrolled production by many companies have led to disastrous consequences for the territory and the people: the incidence of cancer and other pathologies is much higher here than in rest of the country; moreover, the province can boast the presence of one of the biggest incinerators in Europe, the greatest concentration of landfills in the continent, the largest radioactive site in Italy, the widest and worst contamination by PCBs (polychlorinated biphenyls) ever recorded in the world. People living in the area reflect the contradictions created by an unsustainable, self-destructive and difficult-to-eradicate economic system. Public committees and environmentalists, who are trying to fight these policies, face the stark opposition from institutions and the indifference of most of their fellow-citizens, poorly informed and mainly concerned about maintaining their economic well-being. During the last weeks many studies are linking the exceptional spread and lethality of covid-19 in this area with the pre-existing extremely serious air contamination. In this context, the struggle of a few people seems to be the only – perhaps utopic – form of opposition.

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Mattia Marzorati (Italy), The Land of Holes
Over the last hundred years the city of Brescia and its province have experienced an exceptional economic development, mainly thanks to the engineering and mining sectors, to whose gravel and sand quarries we owe the name of "land of holes". Thanks to the presence of these huge quarries to be filled, the business of waste and the uncontrolled production by many companies have led to disastrous consequences for the territory and the people: the incidence of cancer and other pathologies is much higher here than in rest of the country; moreover, the province can boast the presence of one of the biggest incinerators in Europe, the greatest concentration of landfills in the continent, the largest radioactive site in Italy, the widest and worst contamination by PCBs (polychlorinated biphenyls) ever recorded in the world. People living in the area reflect the contradictions created by an unsustainable, self-destructive and difficult-to-eradicate economic system. Public committees and environmentalists, who are trying to fight these policies, face the stark opposition from institutions and the indifference of most of their fellow-citizens, poorly informed and mainly concerned about maintaining their economic well-being. During the last weeks many studies are linking the exceptional spread and lethality of covid-19 in this area with the pre-existing extremely serious air contamination. In this context, the struggle of a few people seems to be the only – perhaps utopic – form of opposition.
Mattia Marzorati
Mattia Marzorati (Italy), The Land of Holes
Over the last hundred years the city of Brescia and its province have experienced an exceptional economic development, mainly thanks to the engineering and mining sectors, to whose gravel and sand quarries we owe the name of "land of holes". Thanks to the presence of these huge quarries to be filled, the business of waste and the uncontrolled production by many companies have led to disastrous consequences for the territory and the people: the incidence of cancer and other pathologies is much higher here than in rest of the country; moreover, the province can boast the presence of one of the biggest incinerators in Europe, the greatest concentration of landfills in the continent, the largest radioactive site in Italy, the widest and worst contamination by PCBs (polychlorinated biphenyls) ever recorded in the world. People living in the area reflect the contradictions created by an unsustainable, self-destructive and difficult-to-eradicate economic system. Public committees and environmentalists, who are trying to fight these policies, face the stark opposition from institutions and the indifference of most of their fellow-citizens, poorly informed and mainly concerned about maintaining their economic well-being. During the last weeks many studies are linking the exceptional spread and lethality of covid-19 in this area with the pre-existing extremely serious air contamination. In this context, the struggle of a few people seems to be the only – perhaps utopic – form of opposition.

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Mattia Marzorati (Italy), The Land of Holes
Over the last hundred years the city of Brescia and its province have experienced an exceptional economic development, mainly thanks to the engineering and mining sectors, to whose gravel and sand quarries we owe the name of "land of holes". Thanks to the presence of these huge quarries to be filled, the business of waste and the uncontrolled production by many companies have led to disastrous consequences for the territory and the people: the incidence of cancer and other pathologies is much higher here than in rest of the country; moreover, the province can boast the presence of one of the biggest incinerators in Europe, the greatest concentration of landfills in the continent, the largest radioactive site in Italy, the widest and worst contamination by PCBs (polychlorinated biphenyls) ever recorded in the world. People living in the area reflect the contradictions created by an unsustainable, self-destructive and difficult-to-eradicate economic system. Public committees and environmentalists, who are trying to fight these policies, face the stark opposition from institutions and the indifference of most of their fellow-citizens, poorly informed and mainly concerned about maintaining their economic well-being. During the last weeks many studies are linking the exceptional spread and lethality of covid-19 in this area with the pre-existing extremely serious air contamination. In this context, the struggle of a few people seems to be the only – perhaps utopic – form of opposition.
Mattia Marzorati
Kaveer Rai (India), Cyclone Fani - After the storm
Cyclone Fani originated from a tropical depression that formed west of Sumatra in the Indian Ocean on 26 April, and traveled towards India, making landfall with the speed of 175 kilometers per hour to 185 kilometers per hour on the morning of 3 May, 2019 at Puri, Orissa. 64 people lost their lives in the cyclone, while earlier cyclones had claimed thousands of lives in the region. The world hailed the Orissa government for its successful evacuation of 11,000,000 people against an ‘Extremely Severe Cyclonic Storm’. The estimated loss in the state is approximately Rs 12,000 crore, and basic resources like housing, electricity, water and telecommunications have been badly hit. The Orissa government announced help for all those who suffered; the relief for each family comprises 50 kilos of rice, one tarpaulin sheet and a sum of Rs 2,000 per month. Puri district was found to be the most affected, and in the aftermath of the storm, those who have been left behind to pick up the scattered pieces of the past with a hope to survive and rebuild in the present.

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Kaveer Rai (India), Cyclone Fani - After the storm
Cyclone Fani originated from a tropical depression that formed west of Sumatra in the Indian Ocean on 26 April, and traveled towards India, making landfall with the speed of 175 kilometers per hour to 185 kilometers per hour on the morning of 3 May, 2019 at Puri, Orissa. 64 people lost their lives in the cyclone, while earlier cyclones had claimed thousands of lives in the region. The world hailed the Orissa government for its successful evacuation of 11,000,000 people against an ‘Extremely Severe Cyclonic Storm’. The estimated loss in the state is approximately Rs 12,000 crore, and basic resources like housing, electricity, water and telecommunications have been badly hit. The Orissa government announced help for all those who suffered; the relief for each family comprises 50 kilos of rice, one tarpaulin sheet and a sum of Rs 2,000 per month. Puri district was found to be the most affected, and in the aftermath of the storm, those who have been left behind to pick up the scattered pieces of the past with a hope to survive and rebuild in the present.
Kaveer Rai
Kaveer Rai (India), Cyclone Fani - After the storm
Cyclone Fani originated from a tropical depression that formed west of Sumatra in the Indian Ocean on 26 April, and traveled towards India, making landfall with the speed of 175 kilometers per hour to 185 kilometers per hour on the morning of 3 May, 2019 at Puri, Orissa. 64 people lost their lives in the cyclone, while earlier cyclones had claimed thousands of lives in the region. The world hailed the Orissa government for its successful evacuation of 11,000,000 people against an ‘Extremely Severe Cyclonic Storm’. The estimated loss in the state is approximately Rs 12,000 crore, and basic resources like housing, electricity, water and telecommunications have been badly hit. The Orissa government announced help for all those who suffered; the relief for each family comprises 50 kilos of rice, one tarpaulin sheet and a sum of Rs 2,000 per month. Puri district was found to be the most affected, and in the aftermath of the storm, those who have been left behind to pick up the scattered pieces of the past with a hope to survive and rebuild in the present.

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Kaveer Rai (India), Cyclone Fani - After the storm
Cyclone Fani originated from a tropical depression that formed west of Sumatra in the Indian Ocean on 26 April, and traveled towards India, making landfall with the speed of 175 kilometers per hour to 185 kilometers per hour on the morning of 3 May, 2019 at Puri, Orissa. 64 people lost their lives in the cyclone, while earlier cyclones had claimed thousands of lives in the region. The world hailed the Orissa government for its successful evacuation of 11,000,000 people against an ‘Extremely Severe Cyclonic Storm’. The estimated loss in the state is approximately Rs 12,000 crore, and basic resources like housing, electricity, water and telecommunications have been badly hit. The Orissa government announced help for all those who suffered; the relief for each family comprises 50 kilos of rice, one tarpaulin sheet and a sum of Rs 2,000 per month. Puri district was found to be the most affected, and in the aftermath of the storm, those who have been left behind to pick up the scattered pieces of the past with a hope to survive and rebuild in the present.
Kaveer Rai
Isadora Romero (Ecuador), Extremophiles
This is a visual story that contains photographs and objects obtained during the XXIII Ecuadorian Antarctic expedition. This project explores the human presence on the white continent, bringing out the absurdities and contradictions of the human species. At a time when the need for conservation of the planet is being urgently discussed, but the actions needed directly contradicts the geopolitical and economic interests that prevail in human societies that abuse natural resources, it is strange to think of a utopian and mysterious continent like Antarctica. A place destined merely for scientific study, but where nevertheless, many exploitations interests are latent. This space of which we have widely known its landscapes and fauna, in our imagination the human species does not appear as one that arrives by seasons and intervenes in its environment. As part of the scientific committee of the XXIII Ecuadorian expedition to the continent, Isadora decided to carry out an artistic-anthropological-scientific study of the human species, in turn questioning the hegemony that Western science has in our collective imaginary.

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Isadora Romero (Ecuador), Extremophiles
This is a visual story that contains photographs and objects obtained during the XXIII Ecuadorian Antarctic expedition. This project explores the human presence on the white continent, bringing out the absurdities and contradictions of the human species. At a time when the need for conservation of the planet is being urgently discussed, but the actions needed directly contradicts the geopolitical and economic interests that prevail in human societies that abuse natural resources, it is strange to think of a utopian and mysterious continent like Antarctica. A place destined merely for scientific study, but where nevertheless, many exploitations interests are latent. This space of which we have widely known its landscapes and fauna, in our imagination the human species does not appear as one that arrives by seasons and intervenes in its environment. As part of the scientific committee of the XXIII Ecuadorian expedition to the continent, Isadora decided to carry out an artistic-anthropological-scientific study of the human species, in turn questioning the hegemony that Western science has in our collective imaginary.
Isadora Romero
Isadora Romero (Ecuador), Extremophiles
This is a visual story that contains photographs and objects obtained during the XXIII Ecuadorian Antarctic expedition. This project explores the human presence on the white continent, bringing out the absurdities and contradictions of the human species. At a time when the need for conservation of the planet is being urgently discussed, but the actions needed directly contradicts the geopolitical and economic interests that prevail in human societies that abuse natural resources, it is strange to think of a utopian and mysterious continent like Antarctica. A place destined merely for scientific study, but where nevertheless, many exploitations interests are latent. This space of which we have widely known its landscapes and fauna, in our imagination the human species does not appear as one that arrives by seasons and intervenes in its environment. As part of the scientific committee of the XXIII Ecuadorian expedition to the continent, Isadora decided to carry out an artistic-anthropological-scientific study of the human species, in turn questioning the hegemony that Western science has in our collective imaginary.

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Isadora Romero (Ecuador), Extremophiles
This is a visual story that contains photographs and objects obtained during the XXIII Ecuadorian Antarctic expedition. This project explores the human presence on the white continent, bringing out the absurdities and contradictions of the human species. At a time when the need for conservation of the planet is being urgently discussed, but the actions needed directly contradicts the geopolitical and economic interests that prevail in human societies that abuse natural resources, it is strange to think of a utopian and mysterious continent like Antarctica. A place destined merely for scientific study, but where nevertheless, many exploitations interests are latent. This space of which we have widely known its landscapes and fauna, in our imagination the human species does not appear as one that arrives by seasons and intervenes in its environment. As part of the scientific committee of the XXIII Ecuadorian expedition to the continent, Isadora decided to carry out an artistic-anthropological-scientific study of the human species, in turn questioning the hegemony that Western science has in our collective imaginary.
Isadora Romero
Michele Sibiloni (Italy), Nsenene
Grasshoppers, "nsenene" in the local language, are both a delicacy and a source of income in Uganda. They migrate en masse twice a year, right after the rainy seasons, flooding the sky in huge flocks before daybreak. Every night, a large part of the population stays up till twilight to hunt and sell them. Traps made of barrels and metal sheets are placed everywhere, even on rooftops, and strong light bulbs are used to attract the insects. The ubiquitous presence of the crickets and the overall green shade dispersed by the night mist and the smoke of bonfires create a otherworldly scenario, enhanced by the oddness of the hunting techniques and self-made equipment. In recent years, though, deforestation has heavily reduced the number of insects that migrate and climate change across Africa has made seasonal rains difficult to predict. Timing when to set the traps is crucial and doing it imprecisely can jeopardize the harvest and result in a serious loss. This body of work aims to create an opportunity for reflection on the relationship between humankind and nature. As global crisis such as climate emergency and COVID19 are demonstrating, any event that we first perceive as remote could in fact drastically change our daily lives. The project wants to underline that even what looks like a dystopian future is part of our present; in its dangers, but also in its potentials. For example, the crickets’ high protein content makes them a potential food resource for the future, which could reduce world hunger and improve food safety.

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Michele Sibiloni (Italy), Nsenene
Grasshoppers, "nsenene" in the local language, are both a delicacy and a source of income in Uganda. They migrate en masse twice a year, right after the rainy seasons, flooding the sky in huge flocks before daybreak. Every night, a large part of the population stays up till twilight to hunt and sell them. Traps made of barrels and metal sheets are placed everywhere, even on rooftops, and strong light bulbs are used to attract the insects. The ubiquitous presence of the crickets and the overall green shade dispersed by the night mist and the smoke of bonfires create a otherworldly scenario, enhanced by the oddness of the hunting techniques and self-made equipment. In recent years, though, deforestation has heavily reduced the number of insects that migrate and climate change across Africa has made seasonal rains difficult to predict. Timing when to set the traps is crucial and doing it imprecisely can jeopardize the harvest and result in a serious loss. This body of work aims to create an opportunity for reflection on the relationship between humankind and nature. As global crisis such as climate emergency and COVID19 are demonstrating, any event that we first perceive as remote could in fact drastically change our daily lives. The project wants to underline that even what looks like a dystopian future is part of our present; in its dangers, but also in its potentials. For example, the crickets’ high protein content makes them a potential food resource for the future, which could reduce world hunger and improve food safety.
Michele Sibiloni
Michele Sibiloni (Italy), Nsenene
Grasshoppers, "nsenene" in the local language, are both a delicacy and a source of income in Uganda. They migrate en masse twice a year, right after the rainy seasons, flooding the sky in huge flocks before daybreak. Every night, a large part of the population stays up till twilight to hunt and sell them. Traps made of barrels and metal sheets are placed everywhere, even on rooftops, and strong light bulbs are used to attract the insects. The ubiquitous presence of the crickets and the overall green shade dispersed by the night mist and the smoke of bonfires create a otherworldly scenario, enhanced by the oddness of the hunting techniques and self-made equipment. In recent years, though, deforestation has heavily reduced the number of insects that migrate and climate change across Africa has made seasonal rains difficult to predict. Timing when to set the traps is crucial and doing it imprecisely can jeopardize the harvest and result in a serious loss. This body of work aims to create an opportunity for reflection on the relationship between humankind and nature. As global crisis such as climate emergency and COVID19 are demonstrating, any event that we first perceive as remote could in fact drastically change our daily lives. The project wants to underline that even what looks like a dystopian future is part of our present; in its dangers, but also in its potentials. For example, the crickets’ high protein content makes them a potential food resource for the future, which could reduce world hunger and improve food safety.

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Michele Sibiloni (Italy), Nsenene
Grasshoppers, "nsenene" in the local language, are both a delicacy and a source of income in Uganda. They migrate en masse twice a year, right after the rainy seasons, flooding the sky in huge flocks before daybreak. Every night, a large part of the population stays up till twilight to hunt and sell them. Traps made of barrels and metal sheets are placed everywhere, even on rooftops, and strong light bulbs are used to attract the insects. The ubiquitous presence of the crickets and the overall green shade dispersed by the night mist and the smoke of bonfires create a otherworldly scenario, enhanced by the oddness of the hunting techniques and self-made equipment. In recent years, though, deforestation has heavily reduced the number of insects that migrate and climate change across Africa has made seasonal rains difficult to predict. Timing when to set the traps is crucial and doing it imprecisely can jeopardize the harvest and result in a serious loss. This body of work aims to create an opportunity for reflection on the relationship between humankind and nature. As global crisis such as climate emergency and COVID19 are demonstrating, any event that we first perceive as remote could in fact drastically change our daily lives. The project wants to underline that even what looks like a dystopian future is part of our present; in its dangers, but also in its potentials. For example, the crickets’ high protein content makes them a potential food resource for the future, which could reduce world hunger and improve food safety.
Michele Sibiloni
Jakub Stanek (Poland), In Anticipation of the Sun
Something stopped us that day. Even now, I don’t know exactly what it was. It all began at an unnaturally early hour. For me at least. Kajtek is an old hand at spooning down porridge at 5:30 in the morning. Outside the window, Egyptian darkness. We were waiting for the sun. In winter, it sleeps in, rolls out of bed hours after Kajtek, who was already sitting astride his sled in the hallway. I opened the window, encouraging the caffeine to circulate through my veins. Chest pain hit with the first inhalation. Asthma was up, too. Smell of chimneys burning. It wasn’t smoke rising from the familiar shapes in the yard, not exactly. It was a fog, dense as the dead of night. A violent act perpetrated against a pinned-down sun. I rubbed my gummy eyes. Called to Kajtek. Nose squished to the windowpane, eyes open wide, his mouth forming the question of the day: “Dad, what’s that?” Through a mental mist, an answer emerged from a geography lesson of yore. “Clouds on Earth, son!” Something stopped us that day. Alert! Alarm! Smog! So we took off our hats and one-piece snowsuits, disappointedly stowed the sled. I closed the window. The smog transmogrified into a baleful dragon, writhing in the skies above the city. Kajtek had already armed himself with sword and shield. I, too, believed we could defend ourselves. I answered questions. I wove a tale, of verbs and adjectives, with exclamation points! Kajtek covered a sheet of paper as white as snow with grey and black graphite. We spun the globe, seeking to pinpoint the dragon’s lair. Brush-stroked Chinese characters appeared before my mind’s eye. Cough. I cannot speak. I cannot write. But I can look. I can show. The idea expelled itself from me like a cough. Biological, organic. An unconditional reflex of a concept. I owe it to my son. To you, too. And to the planet. To exhibit smog to the world. To expose its nebulous face. Something stopped us that day. We were held motionless, in anticipation of the sun.

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Jakub Stanek (Poland), In Anticipation of the Sun
Something stopped us that day. Even now, I don’t know exactly what it was. It all began at an unnaturally early hour. For me at least. Kajtek is an old hand at spooning down porridge at 5:30 in the morning. Outside the window, Egyptian darkness. We were waiting for the sun. In winter, it sleeps in, rolls out of bed hours after Kajtek, who was already sitting astride his sled in the hallway. I opened the window, encouraging the caffeine to circulate through my veins. Chest pain hit with the first inhalation. Asthma was up, too. Smell of chimneys burning. It wasn’t smoke rising from the familiar shapes in the yard, not exactly. It was a fog, dense as the dead of night. A violent act perpetrated against a pinned-down sun. I rubbed my gummy eyes. Called to Kajtek. Nose squished to the windowpane, eyes open wide, his mouth forming the question of the day: “Dad, what’s that?” Through a mental mist, an answer emerged from a geography lesson of yore. “Clouds on Earth, son!” Something stopped us that day. Alert! Alarm! Smog! So we took off our hats and one-piece snowsuits, disappointedly stowed the sled. I closed the window. The smog transmogrified into a baleful dragon, writhing in the skies above the city. Kajtek had already armed himself with sword and shield. I, too, believed we could defend ourselves. I answered questions. I wove a tale, of verbs and adjectives, with exclamation points! Kajtek covered a sheet of paper as white as snow with grey and black graphite. We spun the globe, seeking to pinpoint the dragon’s lair. Brush-stroked Chinese characters appeared before my mind’s eye. Cough. I cannot speak. I cannot write. But I can look. I can show. The idea expelled itself from me like a cough. Biological, organic. An unconditional reflex of a concept. I owe it to my son. To you, too. And to the planet. To exhibit smog to the world. To expose its nebulous face. Something stopped us that day. We were held motionless, in anticipation of the sun.
Jakub Stanek
Jakub Stanek (Poland), In Anticipation of the Sun
Something stopped us that day. Even now, I don’t know exactly what it was. It all began at an unnaturally early hour. For me at least. Kajtek is an old hand at spooning down porridge at 5:30 in the morning. Outside the window, Egyptian darkness. We were waiting for the sun. In winter, it sleeps in, rolls out of bed hours after Kajtek, who was already sitting astride his sled in the hallway. I opened the window, encouraging the caffeine to circulate through my veins. Chest pain hit with the first inhalation. Asthma was up, too. Smell of chimneys burning. It wasn’t smoke rising from the familiar shapes in the yard, not exactly. It was a fog, dense as the dead of night. A violent act perpetrated against a pinned-down sun. I rubbed my gummy eyes. Called to Kajtek. Nose squished to the windowpane, eyes open wide, his mouth forming the question of the day: “Dad, what’s that?” Through a mental mist, an answer emerged from a geography lesson of yore. “Clouds on Earth, son!” Something stopped us that day. Alert! Alarm! Smog! So we took off our hats and one-piece snowsuits, disappointedly stowed the sled. I closed the window. The smog transmogrified into a baleful dragon, writhing in the skies above the city. Kajtek had already armed himself with sword and shield. I, too, believed we could defend ourselves. I answered questions. I wove a tale, of verbs and adjectives, with exclamation points! Kajtek covered a sheet of paper as white as snow with grey and black graphite. We spun the globe, seeking to pinpoint the dragon’s lair. Brush-stroked Chinese characters appeared before my mind’s eye. Cough. I cannot speak. I cannot write. But I can look. I can show. The idea expelled itself from me like a cough. Biological, organic. An unconditional reflex of a concept. I owe it to my son. To you, too. And to the planet. To exhibit smog to the world. To expose its nebulous face. Something stopped us that day. We were held motionless, in anticipation of the sun.

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Jakub Stanek (Poland), In Anticipation of the Sun
Something stopped us that day. Even now, I don’t know exactly what it was. It all began at an unnaturally early hour. For me at least. Kajtek is an old hand at spooning down porridge at 5:30 in the morning. Outside the window, Egyptian darkness. We were waiting for the sun. In winter, it sleeps in, rolls out of bed hours after Kajtek, who was already sitting astride his sled in the hallway. I opened the window, encouraging the caffeine to circulate through my veins. Chest pain hit with the first inhalation. Asthma was up, too. Smell of chimneys burning. It wasn’t smoke rising from the familiar shapes in the yard, not exactly. It was a fog, dense as the dead of night. A violent act perpetrated against a pinned-down sun. I rubbed my gummy eyes. Called to Kajtek. Nose squished to the windowpane, eyes open wide, his mouth forming the question of the day: “Dad, what’s that?” Through a mental mist, an answer emerged from a geography lesson of yore. “Clouds on Earth, son!” Something stopped us that day. Alert! Alarm! Smog! So we took off our hats and one-piece snowsuits, disappointedly stowed the sled. I closed the window. The smog transmogrified into a baleful dragon, writhing in the skies above the city. Kajtek had already armed himself with sword and shield. I, too, believed we could defend ourselves. I answered questions. I wove a tale, of verbs and adjectives, with exclamation points! Kajtek covered a sheet of paper as white as snow with grey and black graphite. We spun the globe, seeking to pinpoint the dragon’s lair. Brush-stroked Chinese characters appeared before my mind’s eye. Cough. I cannot speak. I cannot write. But I can look. I can show. The idea expelled itself from me like a cough. Biological, organic. An unconditional reflex of a concept. I owe it to my son. To you, too. And to the planet. To exhibit smog to the world. To expose its nebulous face. Something stopped us that day. We were held motionless, in anticipation of the sun.
Jakub Stanek
Misha Vallejo (Ecuador), Secret Sarayaku
Amazon Rainforest: A small indigenous community, confronted with the interests of Big Oil, fights to preserve its land using the tools of its ancestors and the Internet. The Kichwa people of Sarayaku in the Ecuadorian Amazon Rainforest have always held a physical and spiritual connection with the jungle in order to maintain equilibrium within their world. They believe in the Kawsak Sacha or Living Forest, which is based on the idea that the jungle is a living, conscious and rights-bearing entity, where all elements, including plants, animals, humans, rivers, wind, stars, etc., are alive, have a spirit and are interconnected. If one is damaged, it will trigger a chain reaction affecting all other parts of the jungle. Thus, the Kichwa take from the jungle only what they need to survive and nothing more. They believe that protecting their home is fundamental not only to their own survival, but to that of humanity. The community believes that we are all part of this big and complex organism that we call Earth. Everything that affects them, affects all of us. Everything is connected. In emphasis with this connection, the Sarayaku have used social media to become cyber-activists: they spread their environmental message and connect with supporters across the globe via a social media through a satellite Internet connection. The community is convinced that by sharing their ancestral knowledge, they will inspire people around the globe to implement different strategies in the fight against climate change. They want to get known internationally, not out of vanity but rather because in this way it will be much harder for the government or big oil companies to disappear them. Nevertheless, this Internet connection with the “outside world” is a double-edged sword and has resulted in an ever-greater presence of Western culture within their everyday life. This is the price they pay while being at the forefront of climate change struggle.The question is where are we in this fight?

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Misha Vallejo (Ecuador), Secret Sarayaku
Amazon Rainforest: A small indigenous community, confronted with the interests of Big Oil, fights to preserve its land using the tools of its ancestors and the Internet. The Kichwa people of Sarayaku in the Ecuadorian Amazon Rainforest have always held a physical and spiritual connection with the jungle in order to maintain equilibrium within their world. They believe in the Kawsak Sacha or Living Forest, which is based on the idea that the jungle is a living, conscious and rights-bearing entity, where all elements, including plants, animals, humans, rivers, wind, stars, etc., are alive, have a spirit and are interconnected. If one is damaged, it will trigger a chain reaction affecting all other parts of the jungle. Thus, the Kichwa take from the jungle only what they need to survive and nothing more. They believe that protecting their home is fundamental not only to their own survival, but to that of humanity. The community believes that we are all part of this big and complex organism that we call Earth. Everything that affects them, affects all of us. Everything is connected. In emphasis with this connection, the Sarayaku have used social media to become cyber-activists: they spread their environmental message and connect with supporters across the globe via a social media through a satellite Internet connection. The community is convinced that by sharing their ancestral knowledge, they will inspire people around the globe to implement different strategies in the fight against climate change. They want to get known internationally, not out of vanity but rather because in this way it will be much harder for the government or big oil companies to disappear them. Nevertheless, this Internet connection with the “outside world” is a double-edged sword and has resulted in an ever-greater presence of Western culture within their everyday life. This is the price they pay while being at the forefront of climate change struggle.The question is where are we in this fight?
Misha Vallejo
Misha Vallejo (Ecuador), Secret Sarayaku
Amazon Rainforest: A small indigenous community, confronted with the interests of Big Oil, fights to preserve its land using the tools of its ancestors and the Internet. The Kichwa people of Sarayaku in the Ecuadorian Amazon Rainforest have always held a physical and spiritual connection with the jungle in order to maintain equilibrium within their world. They believe in the Kawsak Sacha or Living Forest, which is based on the idea that the jungle is a living, conscious and rights-bearing entity, where all elements, including plants, animals, humans, rivers, wind, stars, etc., are alive, have a spirit and are interconnected. If one is damaged, it will trigger a chain reaction affecting all other parts of the jungle. Thus, the Kichwa take from the jungle only what they need to survive and nothing more. They believe that protecting their home is fundamental not only to their own survival, but to that of humanity. The community believes that we are all part of this big and complex organism that we call Earth. Everything that affects them, affects all of us. Everything is connected. In emphasis with this connection, the Sarayaku have used social media to become cyber-activists: they spread their environmental message and connect with supporters across the globe via a social media through a satellite Internet connection. The community is convinced that by sharing their ancestral knowledge, they will inspire people around the globe to implement different strategies in the fight against climate change. They want to get known internationally, not out of vanity but rather because in this way it will be much harder for the government or big oil companies to disappear them. Nevertheless, this Internet connection with the “outside world” is a double-edged sword and has resulted in an ever-greater presence of Western culture within their everyday life. This is the price they pay while being at the forefront of climate change struggle.The question is where are we in this fight?

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Misha Vallejo (Ecuador), Secret Sarayaku
Amazon Rainforest: A small indigenous community, confronted with the interests of Big Oil, fights to preserve its land using the tools of its ancestors and the Internet. The Kichwa people of Sarayaku in the Ecuadorian Amazon Rainforest have always held a physical and spiritual connection with the jungle in order to maintain equilibrium within their world. They believe in the Kawsak Sacha or Living Forest, which is based on the idea that the jungle is a living, conscious and rights-bearing entity, where all elements, including plants, animals, humans, rivers, wind, stars, etc., are alive, have a spirit and are interconnected. If one is damaged, it will trigger a chain reaction affecting all other parts of the jungle. Thus, the Kichwa take from the jungle only what they need to survive and nothing more. They believe that protecting their home is fundamental not only to their own survival, but to that of humanity. The community believes that we are all part of this big and complex organism that we call Earth. Everything that affects them, affects all of us. Everything is connected. In emphasis with this connection, the Sarayaku have used social media to become cyber-activists: they spread their environmental message and connect with supporters across the globe via a social media through a satellite Internet connection. The community is convinced that by sharing their ancestral knowledge, they will inspire people around the globe to implement different strategies in the fight against climate change. They want to get known internationally, not out of vanity but rather because in this way it will be much harder for the government or big oil companies to disappear them. Nevertheless, this Internet connection with the “outside world” is a double-edged sword and has resulted in an ever-greater presence of Western culture within their everyday life. This is the price they pay while being at the forefront of climate change struggle.The question is where are we in this fight?
Misha Vallejo
Ami Vitale (United States), The Guardian Warriors
I began this story ten years ago, after I heard about a plan to airlift four of the world’s last northern white rhinos from a zoo in the Czech Republic to Kenya. It was a desperate, last-ditch effort to save a species. At the time, there were only eight of these rhinos left, all living in captivity. When I saw this gentle, hulking creature in the Czech snow, surrounded by smokestacks and humanity, it seemed so unfair. He looked ancient, part of a species that has lived on this planet for millions of years, yet could not survive humanity. On March 19, 2018, I made the heartbreaking journey back to Kenya to say goodbye to Sudan, the world's LAST male northern white rhino alive on the planet. This image is of the final moment when Joseph Wachira, one of Sudan's dedicated keepers, went to give him one more rub behind his ear before he died. Sudan leaned his heavy head into his. I took the photo of two old friends together for the last time. We are witnessing extinction right now, on our watch. Poaching is not slowing down. If the current trajectory of killing continues, it’s entirely possible that rhinos will be functionally extinct in our lifetime. Without rhinos and elephants and other wildlife we suffer more than loss of ecosystem health. We suffer a loss of imagination, a loss of wonder, a loss of beautiful possibilities. When we see ourselves as part of nature, we understand that saving nature is really about saving ourselves. Sudan taught me that. These are a series of images about the relationships and bonds between humans and endangered species. They understand how important our interconnectedness is for a healthy planet and not just with one another, but with the creatures we coexist with. We must begin to see our world as part of the natural world; the natural world as part of our world. Our fates are linked. Losing one part of nature, is a loss for all of nature.

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Ami Vitale (United States), The Guardian Warriors
I began this story ten years ago, after I heard about a plan to airlift four of the world’s last northern white rhinos from a zoo in the Czech Republic to Kenya. It was a desperate, last-ditch effort to save a species. At the time, there were only eight of these rhinos left, all living in captivity. When I saw this gentle, hulking creature in the Czech snow, surrounded by smokestacks and humanity, it seemed so unfair. He looked ancient, part of a species that has lived on this planet for millions of years, yet could not survive humanity. On March 19, 2018, I made the heartbreaking journey back to Kenya to say goodbye to Sudan, the world's LAST male northern white rhino alive on the planet. This image is of the final moment when Joseph Wachira, one of Sudan's dedicated keepers, went to give him one more rub behind his ear before he died. Sudan leaned his heavy head into his. I took the photo of two old friends together for the last time. We are witnessing extinction right now, on our watch. Poaching is not slowing down. If the current trajectory of killing continues, it’s entirely possible that rhinos will be functionally extinct in our lifetime. Without rhinos and elephants and other wildlife we suffer more than loss of ecosystem health. We suffer a loss of imagination, a loss of wonder, a loss of beautiful possibilities. When we see ourselves as part of nature, we understand that saving nature is really about saving ourselves. Sudan taught me that. These are a series of images about the relationships and bonds between humans and endangered species. They understand how important our interconnectedness is for a healthy planet and not just with one another, but with the creatures we coexist with. We must begin to see our world as part of the natural world; the natural world as part of our world. Our fates are linked. Losing one part of nature, is a loss for all of nature.
Ami Vitale
Ami Vitale (United States), The Guardian Warriors
I began this story ten years ago, after I heard about a plan to airlift four of the world’s last northern white rhinos from a zoo in the Czech Republic to Kenya. It was a desperate, last-ditch effort to save a species. At the time, there were only eight of these rhinos left, all living in captivity. When I saw this gentle, hulking creature in the Czech snow, surrounded by smokestacks and humanity, it seemed so unfair. He looked ancient, part of a species that has lived on this planet for millions of years, yet could not survive humanity. On March 19, 2018, I made the heartbreaking journey back to Kenya to say goodbye to Sudan, the world's LAST male northern white rhino alive on the planet. This image is of the final moment when Joseph Wachira, one of Sudan's dedicated keepers, went to give him one more rub behind his ear before he died. Sudan leaned his heavy head into his. I took the photo of two old friends together for the last time. We are witnessing extinction right now, on our watch. Poaching is not slowing down. If the current trajectory of killing continues, it’s entirely possible that rhinos will be functionally extinct in our lifetime. Without rhinos and elephants and other wildlife we suffer more than loss of ecosystem health. We suffer a loss of imagination, a loss of wonder, a loss of beautiful possibilities. When we see ourselves as part of nature, we understand that saving nature is really about saving ourselves. Sudan taught me that. These are a series of images about the relationships and bonds between humans and endangered species. They understand how important our interconnectedness is for a healthy planet and not just with one another, but with the creatures we coexist with. We must begin to see our world as part of the natural world; the natural world as part of our world. Our fates are linked. Losing one part of nature, is a loss for all of nature.

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Ami Vitale (United States), The Guardian Warriors
I began this story ten years ago, after I heard about a plan to airlift four of the world’s last northern white rhinos from a zoo in the Czech Republic to Kenya. It was a desperate, last-ditch effort to save a species. At the time, there were only eight of these rhinos left, all living in captivity. When I saw this gentle, hulking creature in the Czech snow, surrounded by smokestacks and humanity, it seemed so unfair. He looked ancient, part of a species that has lived on this planet for millions of years, yet could not survive humanity. On March 19, 2018, I made the heartbreaking journey back to Kenya to say goodbye to Sudan, the world's LAST male northern white rhino alive on the planet. This image is of the final moment when Joseph Wachira, one of Sudan's dedicated keepers, went to give him one more rub behind his ear before he died. Sudan leaned his heavy head into his. I took the photo of two old friends together for the last time. We are witnessing extinction right now, on our watch. Poaching is not slowing down. If the current trajectory of killing continues, it’s entirely possible that rhinos will be functionally extinct in our lifetime. Without rhinos and elephants and other wildlife we suffer more than loss of ecosystem health. We suffer a loss of imagination, a loss of wonder, a loss of beautiful possibilities. When we see ourselves as part of nature, we understand that saving nature is really about saving ourselves. Sudan taught me that. These are a series of images about the relationships and bonds between humans and endangered species. They understand how important our interconnectedness is for a healthy planet and not just with one another, but with the creatures we coexist with. We must begin to see our world as part of the natural world; the natural world as part of our world. Our fates are linked. Losing one part of nature, is a loss for all of nature.
Ami Vitale
Posted on 6 August 2020 | 12:47 pm

Cari Duchi di Cambridge, abbiamo un problema con le mascherine. Ieri, William e Kate hanno deciso di fare una sorpresa agli abitanti di Barry Island e sono andati a fare una visita nei luoghi in cui la serie della BBC Gavin and Stacey (che vede come protagonisti Ruth Jones e James Corden) è ambientata. Un viaggio informale contraddistinto da momenti di sano divertimento culminato, alla fine,  con una visita al parco giochi dell'isola che è una delle location principali dello show televisivo.

William e Kate sull'Isola di Barry

The Duke And Duchess Of Cambridge Visit South Wales

William e Kate sull'Isola di Barry
WPA Pool

Il che è tutto estremamente bello nonché ampiamente documentato da un video uscito sul profilo Instagram dei Duchi di Cambridge. Ed è stato proprio il video, oltre che le foto, ad aver scatenato una discreta polemica. 

 Se infatti Kate e William subito dopo la visita hanno sfoggiato le loro mascherine protettive,  per la visita a Barry Island la Duchessa e il Duca hanno rinunciato al dispositivo medico per la protezione dell'infezione da covid-19 che, ricordiamolo, è obbligatorio nel Regno Unito. La loro visita senza mascherina e senza adeguato distanziamento sociale, così come raccontata dal video pubblicato, ha scatenato una serie di reazioni contrariate per il messaggio inviato dalla coppia. 

Kate e William a Barry

The Duke And Duchess Of Cambridge Visit South Wales

Kate e William a Barry
WPA Pool

Certo, come abbiamo già raccontato, ci sono leggi che i Royals possono non rispettare, ma quelle legate alla sanità pubblica di sicuro non rientra tra queste. Di sicuro William e Kate sono estremamente coscienti della pericolosità del coronavirus perché, oltre ad aver seguito con attenzione le operazioni degli operatori sanitari del Regno Unito,  hanno vissuto il da vicino il dramma della malattia che aveva colpito il Principe Charles. Tuttavia da oggi forse dovranno fare un po' più di attenzione non solo per preservare la propria salute ma per mandare un messaggio che preservi anche quella di tutto il Paese. 

Posted on 6 August 2020 | 11:58 am

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